ASL: 360 Milioni senza il project

ASL: 360 Milioni senza il project


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Commissario e staff tirano le somme dopo l’annullamento
Preoccupazione per i lavoratori, ora si attende la Regione
L’Asl senza il project potrà risparmiare 361 milioni di euro
NUORO: L’Azienda sanitaria nuorese adesso dovrà andare avanti con le sue forze. Il project financing è morto e anche sepolto. L’ambiziosa iniziativa che avrebbe dovuto far fare il salto di qualità alla sanità nuorese, con la costruzione e ristrutturazione di ospedali e presidi, la fornitura di apparecchiature elettromedicali all’avanguardia, l’esternalizzazione dei servizi e altri interventi, per la modica somma di quasi un miliardo di euro in 25 anni è fallita. Non esiste più perché l’Anac, l’Agenzia nazionale anticorruzione diretta da Raffaele Cantone. ha ravvisato anomalie tali da determinare l’annullamento del contratto tra l’Asl e il Pssc (Polo sanitario della Sardegna centrale), la società capofila del progetto di finanza nel quale erano voinvolte anche colossi internazionali con la Cdf Suez, la Cofely e la Inso. L’Anac ha ritenuto di annullare il project poichè già all’origine del contratto, peggiorato poi con il contratto aggiuntivo, non c’era il presupposto fondamentale su cui si basa la finanza di progetto: il rischio d’impresa. Un obiettivo che è stato raggiunto grazie all’abnegazione e all’impegno del commissario straordinario dell’sl 3, Mario Palermo, che aveva ricevuto il preciso compito di verificare l’intero impianto del project al momento in cui gli era stato affidato il mandato. Palermo, la direttrice amministrativa Carmen Atzori e uno staff di tecnici ha passato al setaccio tutte le carte, che sono state inviate all’Anac, al Pssc e all’assessorato regionale alla Sanita. E che sono state affrontate e discusse dettagliatamente con la società di progetto dai legali dell’Asl nuorese, gli avvocati Augusto Vacca, Carlo Comandè e Diego Lumbau, alla ricerca di soluzioni che potessero risolvere una situazione che con il passare del tempo è diventata sempre più complicata. Fino alla decisione dell’Anac che ha messo la pietra tombale sul project financing. In attesa che si trovi una soluzione per sostituire in maniera adeguata il progetto di finanza, almeno dal punto di vista operativo per quanto riguarda le opere murarie da portare a termine e da mettere in sicurezza, lo staff dell’Asl 3, coordinato da Carmen Atzori con la supervisione di Mario Palermo, si è portato avanti con la parte economica. Un lavoro dettagliato che ha consentito di raggiungere un risultato al limite dell’incredibile per quanto riguarda il risparmio dell’Asl senza il project: 361 milioni 412mila 107 euro. Ma la voce più interessante e che più colpisce è il rispamio annuo che è stato quantificato in 8 milioni 174mila 574 euro. Entrando nei dettagli, per quanto riguarda le operere di edilizia non dovrebbe essere corrisposto il cosiddetto canone di disponibilità che ammontava 107 milioni, 652mila 500 euro ma dovrebbe ro essere pagate le opere già realizzate e quelle da portare a termine.Se l’opera venisse completata come prevista nel progetto originario e con i costi del contratto in concessione ci sarebbe un risparmio di oltre 66 milioni di euro. Mentre per quanto riguarda i servizi, il lavoro del team dell’Asl è stato molto più approfondito e dettagliato. Per i servizi di ausiliariato, il risparmio ipotizzato a parità dei volumi attuali e con la reinternalizazione sarebbe di 250mila euro annuo sulla somma totale di 2 milioni e 667mila euro. Oltre due milioni di risparmio invece per quanto riguarda il Cup che attualmente costa 4 milioni 153mila euro. Ma nel caso di reinternalizzazione sarà necessaria una selezione per il personale mentre se il servizio venisse affidato in appalto dovrebbe occuparsene la neonata Ats (Azienda della salute regionale). Enorme anche il risparmio per quanto concerne l’ingegneria clinica: 4 milioni e mezzo di euro a fronte degli attuali 6 milioni e 700mila euro. Mentre è impossibile quatificare il risparmio per quanto riguarda le manutenzioone edilizie. E i lavoratori attualmente impegnati? L’Asl è alla ricerca di una soluzione insieme all’assessorato alla Sanità. Ma la disperazione corre da un reparto all’altro e la tensione è sempre più alta. (plp)

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