Biblioteca Satta: Intervento del M5S al consiglio

Biblioteca Satta: Intervento del M5S al consiglio


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Consiglio comunale del 07.11.2016 – crisi consorzio bibliotecario S.Satta

 

11118855_367061490165021_1817278601360135562_nLa vocazione di Nuoro per tradizione è certamente quella culturale per cui dispiace dover dibattere su un consorzio quello che dovrebbe essere per i nuoresi una opportunità di cultura e di sviluppo come un problema.

Per comprendere meglio la situazione biblioteca Satta riteniamo sia utile esaminare i dati oggettivi di quello che si è venuto a  creare, ricordiamo gli importi dovuti e non versati dai vari enti:

  • Provincia € 160.000
  • Regione € 200.000 (quote 2015 -2016)
  • Ministero € 78.000
  • Comune di Nuoro € 293.000

Questi dati stanno mettendo a dura prova la stessa esistenza della biblioteca ed i posti di lavoro di 16 dipendenti e forse ancora peggio la situazione dei 9 dipendenti della cooperativa Servizi Bibliotecari che lavorano da tanti anni.

Per quanto riguarda la cooperativa, la Regione non ha nemmeno rispettato gli accordi presi all’atto della gara d’appalto poi vinta dalla cooperativa; gli accordi prevedevano che la regione versasse il costo del 100% del personale e un 5% per attrezzature e utili di impresa. Per il 2015 invece la regione ha ridimensionato la percentuale da elargire per le attrezzature e utili di impresa dal 5% al 3,21% ed ancora peggio per il 2016 (ed in prospettiva anche 2017 -2018)  in cui l’impegno della regione è del 90% per il costo del personale.

Il non rispetto degli impegni assunti inevitabilmente ha determinato gravi ricadute sulle precarie casse del consorzio bibliotecario. Sorge quindi una prima considerazione: una regione che dice di volersi far carico interamente dei costi e della gestione della biblioteca si comporta in questo modo?

La biblioteca S. Satta ha una lunga storia che inizia nel 1933 e svolge un ruolo importante per Nuoro e tutto il territorio provinciale. Sono collegati alla biblioteca 29 (27) comuni di cui 7 sono già finanziati dalla regione per l’attività, inoltre tutti i comuni partecipanti versano una quota per quanto minima per il servizio che viene svolto, determinato in base al numero degli abitanti per un totale di circa 35.000 euro annui.

Nel contesto regionale la biblioteca Satta non ha eguali per qualità e quantità dei servizi. La stessa presenza di un personale stabile la distingue dagli altri consorzi di sistemi bibliotecari che fanno riferimento generalmente alle unioni di comuni e sono gestiti da cooperative i cui appalti sono finanziati interamente dalla RAS.

Pur avendo a Nuoro la sua principale funzione, nel tempo per le scelte adottate, la biblioteca è diventata una struttura sovracomunale. Le quote maggiori per il finanziamento del consorzio bibliotecario comunque sono state versate dal comune e provincia di Nuoro come d’altronde previsto dallo statuto, con quote rispettivamente di € 293.000 ed € 250.000.

La biblioteca Satta ha avuto sempre maggiori difficoltà economiche in quanto gli enti non hanno  costantemente e puntualmente provveduto a svolgere il loro dovere istituzionale, giustificato con motivazioni differenti, quali chiusura di comunità montane e soppressione futura delle provincie.

Dal 2011 infatti con la chiusura delle comunità montane nn. 9 e 10, la regione in sostituzione di tali enti territoriali ha versato circa 100.000 euro all’anno anche se non sempre ha garantito stabilmente e con regolarità tale finanziamento, come evidenziato sopra per le due ultime quote non versate. In seguito è venuta meno la garanzia della quota della provincia dimissionaria e attualmente  anche quella del comune di Nuoro!

Ricordiamo che dal 2011 è subentrato un commissario straordinario in seguito alla soppressione delle comunità montane e questo stato di cose ha determinato un aumento dei costi. Il Consiglio di Amministrazione che era ai vertici del consorzio infatti svolgeva la sua attività a titolo gratuito mentre questo non si ha con la nomina del commissario straordinario che deve essere remunerata. Possiamo dire che non si può chiamare straordinaria una situazione che dura da 5 anni!

Nuova normativa

Sta di fatto che il comma 4, art.29 legge regionale 2/2016 sulla riforma degli enti locali recita  che “ in attesa della ridistribuzione degli ambiti territoriali .. la regione, alla data di effettivo trasferimento dei beni, del personale e delle risorse … subentra agli enti consorziati”, i termini del subentro della regione erano individuati nell’art.70 commi 1 – 2, “entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge”.

Legge pubblicata nel Buras Sardegna l’11.02.2016 ed entrata in vigore il giorno successivo per cui si sarebbe dovuta avere una deliberazione della Giunta regionale nel mese di maggio 2016, invece si è in ritardo di circa sei mesi.

 Alla data attuale la regione non ha ancora messo in atto azioni concrete per definire la situazione del consorzio bibliotecario, anzi come abbiamo già specificato risulta colpevolmente in ritardo per € 200.000,00 ed ha modificato in difetto gli impegni assunti sull’appalto dei servizi resi dalla cooperativa Servizi Bibliotecari.

In questo periodo continuiamo ad assistere a frequenti scontri sui giornali e non solo, tra la giunta Soddu e la regione Sardegna o meglio con gli esponenti locali del PD senza avere dei confronti democratici e costruttivi sul destino della biblioteca Satta, tanto che ancora oggi non è stato risolto il problema.

Competenze consiglio comunale

Il M5S ha cercato in tutti i modi il dibattito nelle sedi istituzionali stante che il comma 2 dell’art. 42 del TUEL prevede tra le attribuzioni dei consigli:

  1. c) … costituzione e modificazione di forme associative;
  2. e) organizzazione dei pubblici servizi …;
  3. g) indirizzi da osservare da parte … degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza;
  4. m) definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti …

Vale a dire sindaco Soddu che il restare o l’uscire dal consorzio bibliotecario, al netto delle disposizione della regione sarda, dovevano e devono essere discusse e valutate dal consiglio comunale e non lette sulla stampa tra le contraddizioni della sua posizione e quella dell’ assessore alla cultura della sua maggioranza.

Il M5S aveva già sollecitato che la discussione sulla biblioteca Satta, ed in generale sulla gestione dei servizi alla luce della riforma degli enti locali, avvenisse nei luoghi istituzionali preposti; avevamo presentato il 06 marzo 2016 anche una interrogazione in consiglio comunale e richiesta di convocazione della commissione cultura, denunciando al contempo le sterili polemiche sui giornali.

Il sindaco Soddu nel consiglio comunale del 20 aprile 2016, aveva concordato con noi sulla necessità di aprire un dialogo in commissione cultura ma in realtà è rimasta lettera morta, valido per un consiglio comunale e basta.

Riforma enti locali

Entrando nel merito della norma in realtà come M5S avevamo già evidenziato quale era la vera sfida con la riforma degli enti locali.

In particolare nel consiglio comunale del 23 novembre 2015 in un incontro con i rappresentanti della Regione e sindaci del territorio, avevamo evidenziato come le norme esistenti già prevedevano possibili forme associative per ottimizzare i servizi ai cittadini ma tali opportunità non si erano realizzate a causa di partiti concentrati sulla gestione del potere sia al centro che nelle periferie.

Avevamo affermato che la vera sfida della riforma degli enti locali era creare forme associative tra enti per ottimizzare i servizi con le poche risorse a disposizione.

Convinti delle nostre ragioni il 03 marzo 2016 avevamo portato nuovamente in consiglio comunale il tema della riforma degli enti locali denunciando il fatto che le forze politiche si dovevano coinvolgere prima di prendere decisioni e non dopo.

Quello che avevamo sostenuto nel nostro intervento era stato che si doveva avere una visione di collaborazione e superare le diffidenze e le differenze per ottimizzare i servizi ai cittadini, questa forma di associazionismo deve essere svolta ed attuata a tutti i livelli!

Crediamo che il sindaco Soddu abbia avuto modo di constatare di persona la verità delle nostre parole dal momento che ancora nulla si è fatto in riferimento alle forme associative.

Applicazione nuova normativa

E’ con questi presupposti che entriamo nel merito della specifica norma che interessa oggi. Rileggiamo attentamente il comma 4, art. 29 legge regionale 2/2016:

in attesa della ridefinizione degli ambiti territoriali … la Regione … subentra agli enti consorziati … facenti capo al Consorzio per la pubblica lettura “S. Satta”.

Se lo spirito della norma è quello dell’associazionismo chi ha approvato tale articolo sapeva di doverlo rispettare per cui diventa difficile pensare che d’improvviso si accentra  in regione un servizio che già aggregava differenti enti.

Ecco che quindi il termine “in attesa” assume il suo significato letterale e reale, infatti il termine sottende che il tutto deve essere perfezionato con la nuova definizione delle attuazione della riforma degli enti locali che per Nuoro prevede una “rete urbana” da coordinare con quelli che saranno gli “ambiti territoriali strategici” di area vasta e le “zone omogenee” parole purtroppo per ora non riempite da veri contenuti sia per colpa della regione che dei comuni che per diffidenza e gestione del potere non sanno creare associazionismo.

Come queste nuove configurazioni territoriali possano incidere su sistemi sovracomunali come è il consorzio bibliotecario Satta forse oggi non è nemmeno possibile determinare. Sta di fatto che i punti di riferimento devono essere questi.

Questo deve essere il vero significato da attribuire al comma 4 art. 29 L.R. 2/2016.

La riforma degli enti locali deve stimolare le unioni dei comuni ma soprattutto l’aggregazione dei servizi. Una volta definito l’assetto territoriale della ex provincia di Nuoro la regione vuole che il consorzio bibliotecario sia gestito in loco oppure ha una visione “regionale” e centralistica della biblioteca?

In realtà la regione sarda in tutti questi mesi non ha spiegato nulla.

Soprattutto la regione non ha ancora spiegato come intende sviluppare il sistema bibliotecario del nuorese tranne generiche possibilità lette solo negli organi di stampa che fanno riferimento ad un possibile accorpamento con l’ISRE.

l consiglieri regionali del PD dovrebbero spiegare ai cittadini quale sia il progetto che si vuole attuare sul consorzio bibliotecario, questo per non dare l’idea che l’accorpamento della biblioteca data in totale gestione alla regione, in realtà sia una mossa politica in seguito alla sconfitta elettorale a Nuoro.

Posizione altalenante della maggioranza Soddu  

In questi mesi la biblioteca non ha avuto nessun input da parte della regione ma neppure dal comune di Nuoro che pure doveva gestire la fase transitoria.

L’attuale maggioranza Soddu al pari della regione non ha dato chiarimenti sul suo progetto bibliotecario come d’altronde sul polo culturale nuorese. Le sue motivazioni sulla posizione intransigente nel non gestire la fase transitoria sulla biblioteca infatti risultano poco convincenti.

La decisione del comune di Nuoro di non fornire provvisoriamente e transitoriamente il sostegno finanziario spettante non ci sembra sufficientemente  supportato dal punto di vista giuridico mentre hanno maggiore rilevanza le motivazioni politiche.

Abbiamo infatti sentito parlare di parere della Corte dei Conti in cui si dava ragione nel non versare la quota dovuta, ma tale parere non risulta, unica documentazione avuta sarebbe la deliberazione n. 78/2016 della Corte dei Conti Regione Sardegna che semmai è una presa d’atto di quanto stabilito dal comune di Nuoro.

Al pari del PD, i comportamenti della giunta Soddu sembrano più dettate da una occupazione di poltrone che da una visione culturale del consorzio bibliotecario. Non si può passare dalla richiesta delle dimissioni del commissario straordinario alla posizione di uscita dal consorzio bibliotecario.

Non convince pertanto la posizione assunta in questi giorni dalla maggioranza che ha dichiarato di voler uscire dal consorzio della pubblica lettura per farla diventare una realtà solo locale, sembra una mossa estemporanea legata alla crisi occupazionale dei lavoratori interessati.

Ricordiamo infatti che il 30 ottobre 2016 scadeva il contratto della cooperativa che è stato prorogato fino al 31.12.2016. Se non si trova una soluzione immediata i 9 lavoratori  verranno licenziati e si avrà la perdita del  finanziamento regionale per il progetto previsto fino al 2018.

Considerazioni finali

Crediamo che in questa fase di transizione il comune di Nuoro debba provvedere immediatamente a rispettare quanto di sua competenza, anche se certamente si deve trovare quanto prima una soluzione definitiva.

In questo contesto confuso e assurdo purtroppo ci rimettono i cittadini in termini di servizio e di costi, infatti la gestione del consorzio è al momento garantito dalla anticipazione di cassa del tesoriere a cui dovranno essere versati anche gli interessi bancari.

La soluzione finale al netto delle sterili polemiche tra le due istituzioni, deve essere il coinvolgimento degli altri enti interessati, non solo Nuoro ma tutto il territorio, nello spirito delle riforma degli enti locali. La vera sfida secondo il M5S sarà la capacità di collaborare tra i vari enti se vogliamo realmente migliorare i servizi ai cittadini.

La riforma degli enti locali doveva essere un momento di chiarimento e sbocco positivo ed invece la Legge Regionale n. 2/ 2016 ha creato maggiore confusione, per quanto riguarda la biblioteca Satta in particolare è stato previsto un subentro della regione non solo alla provincia di Nuoro ma a tutti gli enti associati.

La storia della biblioteca Satta è certamente quella di una dimensione sovra comunale con un sistema bibliotecario a rilevanza regionale e non solo. Al contempo però non si può certo negare che Nuoro è al centro di questo progetto per cui non avrebbe senso una sua totale esclusione.

Quello di cui dovremo occuparci è come sviluppare un sistema bibliotecario regionale efficiente e come rapportarsi anche a livello nazionale, queste sono le vere problematiche che stanno emergendo e di cui come M5S vogliamo approfondire e supportare.

Servono maggiori forme di associazionismo per ottimizzare i servizi ai cittadini questa esigenza è ancora maggiore con il venir meno delle risorse pubbliche causa la grave crisi che ormai l’Italia subisce da tanti anni.

Serve valorizzare le capacità locali ed in questo il comune di Nuoro deve saper essere protagonista e coinvolgere tutti i comuni che vogliono partecipare per il sistema bibliotecario come per altri servizi ai cittadini. Nuoro deve assumere un ruolo rilevante come punto di riferimento.

La regione sarda può e deve avere un ruolo importante riconoscendo al consorzio biblioteca Satta quella peculiarità che ne fa il maggiore sistema bibliotecario regionale al netto delle biblioteche universitarie.

Se la regione sarda invece intende operare una scelta totalmente differente disattendendo ai principi della norma ma anche alle parole letterali del comma 4 art. 29 in cui si parla di situazione transitoria “in attesa della ridefinizione degli ambiti territoriali” allora che lo spieghi bene.

Sarebbe una scelta probabilmente contestabile ma sul cui merito sarebbe possibile intervenire solo dopo una posizione ufficiale e chiara, sta di fatto che alla data odierna dopo mesi e mesi di stallo non si ha una posizione regionale su cui discutere.

Portavoce M5S Nuoro

Tore Lai

 

 

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