Biblioteca Satta: L’inutile polemica

Biblioteca Satta: L’inutile polemica


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Incapacità dei due Enti, tanto l’Amministrazione di Nuoro quanto quella Regionale, di trovare un accordo costruttivo.

Essendo quello de ” La Nuova Sardegna ”  un riassunto in cui sono state omesse delle parti che giudichiamo importanti vi proponiamo la comunicazione intergrale:


Comunicato stampa del 14.11.2016 – crisi consorzio bibliotecario S.Satta

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Dopo un lungo periodo di accesi contrasti il 09.11.2016 sul consorzio biblioteca S. Satta abbiamo avuto una integrazione di poche righe al comma 4 art. 29, L.R. n.2/2016, questa modifica apportata da parte della Regione prevede che sino alla soppressione delle provincie tutto rimane come prima dell’approvazione della legge in questione.

Tutto resta dunque in sospeso, pare essere un compromesso della  disperazione tra comune di Nuoro e regione Sardegna che erano finiti nella totale confusione, con il rischio di chiusura del servizio e dei posti di lavoro.

Questa è la dimostrazione certificata della inconcludenza della classe politica sempre pronta a chiedere finanziamenti e poltrone ma incapace di gestire con efficienza i servizi ai cittadini.

Ricordiamo che dal 2011 la biblioteca Satta è stata commissariata in quanto erano state eliminate le comunità montane che avevano più le caratteristiche di baracconi politici che enti al servizio dei cittadini ( come non ricordare le comunità montane al mare!).

La nomina con indennità di contribuzione del commissario straordinario aveva determinato l’aumento dei costi burocratici della biblioteca in quanto il CDA che governava, per disposizione di legge, operava a titolo gratuito.

L’aspetto più grave però è stato quello di aver lasciato per tanti anni un ente in stato precario di commissariamento, oltretutto contro i principi che impongono agli enti pubblici una governance certa e definita. Non aver definito infatti il quadro strutturale della biblioteca non può che essere stato un elemento di inefficienza e di precarietà anche del servizio.

Pare assurdo che dal momento in cui la regione era subentrata alle comunità montane eliminate, non abbia definito con gli altri enti che finanziavano il consorzio, comune e provincia di Nuoro, una nuova e definitiva strutturazione.

Ricordiamo che la normativa, ed in particolare il TUEL D.Lgs n. 267/2000, ha sempre dato ampio margine di possibilità di operare a livello territoriale forme associative più consone per il territorio.

Queste prerogative sono state maggiori per la regione Sardegna che ha nel suo statuto maggiori poteri in tema di ordinamento degli enti locali come sancito dall’art. 3 della Legge costituzionale 26 febbraio 1948, n°3, Statuto speciale per la Sardegna.

Nulla è stato fatto nella regione Sardegna tranne che la vergognosa scelta del raddoppio del baraccone delle provincie a carico dei contribuenti sardi.

Questa incapacità di ottimizzare i servizi in Sardegna, come in tutta Italia, ha determinato una imposizione nazionale con la legge Delrio, recepita suo malgrado anche dalla regione sarda con la legge di riforma degli Enti Locali n. 2 /2016.

In questo contesto va analizzato e spiegato il pasticcio del comma 4, art.29 che ha portato alla inutile polemica tra comune di Nuoro e Regione sarda, incapaci di dialogare per ottimizzare i servizi.

La norma prevede una fase transitoria in cui secondo il M5S il comune di Nuoro avrebbe dovuto operare con una nuova proposta su come strutturare il consorzio biblioteca Satta; soprattutto coinvolgendo gli altri enti territoriali ed in modo particolare i comuni  interessati a partecipare al consorzio. Con una proposta strutturata il comune di Nuoro si sarebbe dovuto presentare in regione per arrivare ad una definizione condivisa e conclusiva.

Di tutto ciò il comune di Nuoro non ha fatto nulla, prova ne sia che nel consiglio comunale del 07.11.2016, appositamente convocato per discutere del consorzio biblioteca Satta, con invito a tutti le istituzioni, erano appena presenti due comuni del territorio con il solo intervento del sindaco di Gavoi.

In tutti questi mesi la giunta Soddu ha solo saputo rivendicare la poltrona di commissario senza alcuna idea chiara e precisa. La regione se c’è differenza ancora peggio.

Nella norma in discussione, comma 4 art. 29, si prevedeva che la regione, in attesa della definizione dei nuovi enti territoriali, entro tre mesi si facesse carico del consorzio bibliotecario. In questo periodo non solo non ha provveduto a farsi carico interamente del finanziamento della biblioteca ma non ha nemmeno versato i 200.000 euro di sua competenza per gli anni 2015 – 2016.

In tutto questo periodo inoltre non ha nemmeno fatto alcuna proposta chiara di come intendeva collaborare sulla nuova strutturazione del consorzio, come d’altronde non ha fatto, alla pari del comune di Nuoro, per i cinque anni precedenti.

Il giorno del consiglio comunale del 07.11.2016 anzi abbiamo potuto assistere alla totale confusione della Regione.

In consiglio comunale infatti il consigliere regionale Roberto Deriu, relatore della L.R. n. 2/2016, ha sostenuto che la regione non voleva espropriare il territorio ma subentrare in modo provvisorio in attesa della definizione degli enti territoriali e  anzi lo sforzo fatto era tutto inteso a garantire finanziamenti certi dalla Regione.

Peccato che quasi in contemporanea però il Presidente del consiglio comunale leggeva un comunicato inviato dalla regione firmato dall’Assessore agli enti locali Erriu e dall’Assessore ai beni culturali Firino in cui si smontavano totalmente le dichiarazioni del consigliere Deriu. Tale comunicato sosteneva infatti che il consorzio bibliotecario poteva essere gestito insieme all’ISRE.

Una proposta del genere semmai fosse davvero presentata andrebbe ben valutata nella sua interezza, anche perché si potrebbe porre contro la logica della riforma degli enti locali ed in particolare con quanto sancito dal medesimo comma 4, art. 29 che recita in modo testuale che “… in attesa della ridefinizione degli ambiti territoriali … la Regione … subentra agli enti consorziati … facenti capo al Consorzio per la pubblica lettura “S. Satta”.

Sta di fatto che non è stata avanzata una proposta concreta ne da parte della Regione ne da parte del comune di Nuoro.

La ultima modifica del 09.11.2016 riporta tutto allo “stutus quo” degli anni precedenti e quindi alla provvisorietà in cui si finanzia con soldi pubblici una struttura senza una adeguata governance e quindi senza un vero controllo in termini di efficienza ed efficacia del servizio bibliotecario.

Come già sostenuto in altre occasioni per il M5S la soluzione finale al netto delle sterili polemiche tra le istituzioni, deve essere il coinvolgimento di tutti gli enti interessati, non solo Nuoro ma tutto il territorio, nello spirito delle riforma degli enti locali. La vera sfida secondo il M5S sarà la capacità di collaborare tra i vari enti se vogliamo realmente migliorare i servizi ai cittadini.

Portavoce M5S Nuoro

Tore Lai

 

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