Comunicato stampa Project Financing Asl Nuoro

Comunicato stampa Project Financing Asl Nuoro


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Nuoro 23/10/2016

La logica conclusione del Project Financing della ASL Nuoro secondo il M5S non poteva che essere quanto comunicato dal Commissario Straordinario, in seguito alla delibera ANAC n. 919 del 31.08.2016 che equivale a dire nullità del contratto presso il giudice ordinario e al contempo annullamento in autotutela del medesimo contratto.

Decisione dovuta in quanto sono stati trasgrediti i principi e le norme che disciplinano gli appalti pubblici, il rischio di impresa non era attribuito alla parte privata ed il sub affidamento dei servizi generali quali manutenzioni, pulizie, portierato, CUP, ausiliariato, ingegneria clinica, etc, è stato effettuato in violazione della legge.

A leggere gli atti risulta inspiegabile aver attuato un contratto di quasi un miliardo di euro che appare palesemente illegittimo sin dal suo esordio. Si chiede come sia stato possibile, secondo quanto sta emergendo sempre più, liquidare milioni di euro senza  aver attuato specifici controlli sulle attività svolte.

Eppure tutto era chiaro fin dal contratto originario del 14.05.2008 come certificato dalla sentenza del TAR Sardegna n. 213 del 10.3.2011 che aveva annullato il bando di gara relativo all’affidamento in oggetto e gli atti conseguenti, dichiarando l’inefficacia del contratto successivamente stipulato in quanto si eludeva la legge con la remunerazione del privato senza alcun rischio di impresa[i].

Per anni tuttavia si è fatto finta di nulla finché non è intervenuta l’ANAC soprattutto in seguito alla interrogazione parlamentare del M5S, che con la Delibera n. 919 del 31 Agosto 2016[ii], afferma quanto già si sapeva, vale a dire che si era trasgredita nella procedura di affidamento la norma ed i principi che regolano la concessione di lavori pubblici e il project financing. Esattamente come già sancito con la sentenza del TAR Sardegna circa cinque anni prima[iii].

Anzi la situazione è peggiorata, la illegittimità del contratto originario del 14.05.2008 viene addirittura aggravata con l’atto aggiuntivo n. 2 del 27 gennaio 2014, questo viene certificato sempre dalla Delibera n. 919/2016 in cui si afferma che “alla luce dello specifico assetto contrattuale che emerge nella concessione originaria – ed ancor più con il secondo atto aggiuntivo – si rileva un’inversione dell’allocazione del rischio, sia di costruzione che di disponibilità, in aperta violazione delle prescrizioni e degli indirizzi comunitari e nazionali”.

Ancora si legge nella Delibera n. 919/2016 che “Il paradosso della previsione contrattuale sopra esaminata è patente, poiché non solo il concessionario si libera del rischio di costruzione, ma si riserva finanche un indennizzo in caso di rovina dell’opera per fatto imputabile allo stesso in aperta violazione delle indicazioni Eurostat …”

L’assurdo dell’atto aggiuntivo n. 2 viene analizzato nello specifico anche con la Deliberazione del Commissario Straordinario ASL Nuoro n. 268 del 08 marzo 2016 in cui si afferma come “la previsione, introdotta con l’atto aggiuntivo n. 2, di un canone unitario ed indistinto dovuto a PSSC quale corrispettivo tanto del servizio di “ingegneria clinica”, quanto del diverso servizio di “gestione reti e forniture hw e sw” non è conforme alla legge speciale di gara ed al contratto originario.

Secondo la Deliberazione n. 268/2016 viene modificato il regime di pagamento dei due servizi “ingegneria clinica” e “gestione reti e forniture hw e sw” prevedendo liquidazioni indipendentemente che la attività svolta sia manutenzione o rinnovo delle attrezzature mentre nel “contratto originario il medesimo canone era esigibile soltanto a condizione dell’effettivo e concreto svolgimento dei servizi”[iv].

Con questa clausola in cui manutenzione o acquisto di nuove attrezzature vengono posti sullo stesso piano non può creare stupore se sono state liquidate fatture per l’ingegneria clinica, con cui si sarebbero dovuti acquistare apparecchi quali TAC, risonanza magnetica etc, senza che siano state presentate le documentazioni in merito. Potrebbe anche essere che sono stati spesi  dei soldi pubblici senza ottenere le dovute prestazioni determinando l’incremento delle liste di attesa e inefficienze nei servizi proprio a causa di eventuali macchinari non forniti.

Sempre la Deliberazione del Commissario Straordinario n. 268/2016 evidenzia come l’atto aggiuntivo peggiori le condizioni per la parte pubblica non solo per i servizi ma anche sulla realizzazione delle opere. Per quanto concerne le modalità di esecuzione dei lavori e soprattutto le modalità dei pagamenti infatti nel contratto originario, solo a seguito della esecuzione totale dell’opera e del collaudo provvisorio, si aveva l’obbligo di liquidare il canone di disponibilità mentre con le nuove disposizioni la liquidazione avviene per lotti funzionali e quindi durante la fase di costruzione, spostando ancora di più il rischio in capo alla ASL di Nuoro[v].

Concretamente emerge che è stato dato al concessionario un anticipo di annualità di 10 milioni di euro sulle opere in costruzione benché nel contratto originario il canone integrativo di disponibilità fosse dovuto solo alla conclusione delle opere.

Sembra quindi che siano state presentate liquidazioni per milioni di euro senza i dovuti controlli sulle prestazioni eseguite, allo stato attuale la ASL pare che non abbia per esempio una cognizione precisa  del personale che lavora nei vari servizi assunti nel project quali: Ausiliariato, Portierato, CUP, Pulizie, Manutenzioni varie, etc. E qui siamo in un mostro nel mostro,  parliamo infatti di oltre 700 lavoratori di cui si è tanto discusso in questi anni, con polemiche di assunzioni clientelari da un lato e lavoratori sottopagati dall’altro.

Tutto ciò rappresentato da una classe politica nuorese e regionale che pubblicamente  non si esprime ma che di questo mostro ne è parte integrante per incompetenza e clientelismo senza aver tenuto conto del bene dei cittadini.

Non può certo stupire se la Delibera n. 919 del 31 Agosto 2016 dell’ANAC si concluda dando il mandato di inviare “il presente provvedimento alla Procura della Repubblica di Nuoro e alla Procura della Corte dei Conti della Regione Sardegna per i seguiti di competenza”.

Portavoce M5S Nuoro

Tore Lai




[i] Si legge nella sentenza del TAR Sardegna n. 213/2011 “L’operazione negoziale ed economica conclusa all’esito della procedura di affidamento in esame, si caratterizza per costituire uno strumento con il quale si elude l’applicazione delle norme e dei principi che disciplinano la concessione di lavori pubblici e il project financing, facendo conseguire alle parti un risultato precluso dall’ordinamento. E ciò – si ribadisce – attraverso la previsione (in netto contrasto con lo schema normativo tipico) di una remunerazione degli investimenti dei privati concessionari posta interamente a carico dell’amministrazione aggiudicatrice, senza che si verifichi quella traslazione in capo ai privati del rischio economico e gestionale (elemento essenziale dello schema contrattuale del project financing) collegato alla svolgimento dei servizi erogati attraverso le opere pubbliche realizzate, in modo tale che il rientro e l’adeguata remunerazione dei capitali investiti siano assicurati dalla redditività dell’iniziativa economica intrapresa”.

[ii]http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?id=231809660a77804237771585406573df

[iii] Specifica la Delibera  ANAC n. 919 del 31 Agosto 2016 “l’operazione negoziale ed economica conclusa all’esito della procedura di affidamento in esame si caratterizza per costituire uno strumento con il quale si trasgredisce l’applicazione delle norme e dei principi che disciplinano la concessione di lavori pubblici e il project financing (artt. 2, 143, e 153 del d. 19s.163/06) nonché gli appalti pubblici in generale, facendo conseguire alle parti un risultato precluso dall’ordinamento. E ciò – si ribadisce – attraverso la previsione (in netto contrasto con lo schema normativo tipico) di una remunerazione degli investimenti dei privati concessionari posta interamente a carico dell’amministrazione aggiudicatrice, senza che si verifichi quella traslazione in capo ai privati del rischio economico e gestionale (elemento essenziale del project financing) collegato alla realizzazione dell’opera ovvero allo svolgimento dei servizi erogati attraverso le opere pubbliche realizzate, in modo tale che il rientro e l’adeguata remunerazione dei capitali investiti siano assicurati dalla redditività dell’iniziativa economica intrapresa”.

[iv] Si legge testualmente nella Deliberazione del Commissario Straordinario ASL Nuoro n. 268 del 08 marzo 2016 “ la previsione di cui all’art. 20.5.2, anch’essa introdotta con l’atto aggiuntivo n. 2, modifica oltremodo il regime di pagamento del canone relativo ai servizi citati al precedente punto (“ingegneria clinica” e “gestione reti e forniture hw e sw”) disponendone la debenza in favore di PSSC “indipendentemente dalla tipologia di attività svolta (manutenzione o rinnovo) purchè sia comunque assicurato il perfetto funzionamento del Parco Attrezzature da gestire”, mentre nel vigore del contratto originario il medesimo canone era esigibile soltanto a condizione dell’effettivo e concreto svolgimento dei servizi”.

[v] Nella Deliberazione del Commissario Straordinario n. 268/2016 si afferma che “l’atto aggiuntivo n. 2 modifica radicalmente le modalità di esecuzione dei lavori ed il regime di pagamento del canone integrativo di disponibilità, prevedendo, per un verso, la suddivisione in lotti funzionali dei lavori da realizzare e, per altro verso, la corresponsione del detto canone già durante la realizzazione dei lavori e non più, come previsto in origine (cfr. art. 20.3 del contratto originario), soltanto a seguito del collaudo provvisorio o della presa in consegna anticipata dell’intera opera: tale nuovo meccanismo contrattuale, oltre a porsi in contrasto con la legge speciale di gara, la quale non prevedeva né la suddivisione in lotti funzionali, né l’anticipazione parziale del canone integrativo di disponibilità durante la fase di costruzione dell’opera, si traduce, come rilevato dalla UTFP, in una riallocazione dell’alea economico-finanziaria in modo ben più sfavorevole all’ASL ed in misura idonea ad incidere sulla adottabilità del modello concessorio”.

 

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