Di Consigli Comunali … e di giornali e giornalai

Di Consigli Comunali e … di giornali e giornalai


Ieri c’è stato a Nuoro il Consiglio Comunale per ratificare alcune variazioni al Bilancio.

Prima della seduta viene discussa un’interrogazione firmata da tutta la minoranza, avente per oggetto ancora una volta la gestione dei rifiuti, alla quale l’assessore all’ambiente, piuttosto nervoso, risponde in parte fuori tema, citando dati relativi alla precedente amministrazione Bianchi, e in modo altezzoso e sprezzante,  minaccia addirittura querela per diffamazione.

Siamo arrivati al punto che le interrogazioni consiliari, strumenti di democrazia con le quali i consiglieri pongono dei quesiti all’amministrazione, diventano passibili di querela…mah!

Le variazioni di Bilancio erano tre e riguardavano somme destinate allo SPRAR, alla festa del Redentore e alla Biblioteca Satta.

Le prime due (circa 300 mila euro per lo SPRAR e 80 mila per il Redentore) recepiscono nuove entrate finanziate rispettivamente dall’Europa e dalla Regione, destinate esclusivamente ai due progetti e quindi assolutamente da approvare.

La variazione per la Biblioteca invece “prende” la somma di 108 mila euro dal Fondo di riserva ordinario, un fondo che il Comune deve per legge obbligatoriamente accantonare nel suo bilancio e che serve per far fronte a spese straordinarie ed urgenti, quindi, secondo noi assolutamente da respingere.

Non volevamo votare contro ad un finanziamento alla Biblioteca ma non potevamo essere d’accordo sulla cassa dalla quale si preleva.

Essendo stata stabilita la votazione unica per le tre diverse variazioni di bilancio, siamo stati costretti a fare dichiarazione di voto contrario.


Per la ratifica del Consiglio comunale di atti della Giunta sono previsti per legge 60 giorni, le delibere da ratificare sono datate due il 4 agosto e la terza il 22 agosto. Gli atti da ratificare sono stati inoltrati via mail ai consiglieri il 26 settembre alle 19.30 di sera, lo stesso giorno è stata convocata la conferenza dei capigruppo ed in quella sede è stato fissato il Consiglio per il 29 settembre. Nemmeno quattro giorni per vedere gli atti e, per l’ennesima volta, la convocazione del consiglio ha carattere di urgenza.

Nei tanti giorni a disposizione non è stata convocata la Commissione Bilancio, nella cui sede i Consiglieri avrebbero dovuto avere tutte le informazioni sulla natura delle variazioni e su queste confrontarsi. Su questi fatti si è basato l’intervento del portavoce M5S.

Anche tutte le altre forze di opposizione hanno lamentato che ormai il Consiglio comunale era ridotto ad elementi che dovevano solo alzare la mano per votare, senza nessun confronto, a questo rilievo corale rispondeva solo la voce dell’Assessore al bilancio che affermava che quelle operazioni erano dipendenti da finanziamenti ricevuti e che andavano recepiti urgentemente (ma c’era un mese di tempo per portarle in commissione e poi consiglio).


Un altro punto dell’intervento del consigliere del M5S è stato proprio questo: il finanziamento alla  Biblioteca Satta non ha carattere di urgenza, la Biblioteca stessa non è un fatto straordinario da gestire e finanziare ma un dovere del Comune!

L’amministrazione comunale avrebbe dovuta prendere la somma da un altro capitolo e non dal fondo ordinario di riserva!

Su questa base tutte le opposizioni hanno presentato una risoluzione che impegnasse la Giunta, entro 30 giorni, a trovare il finanziamento di 293 mila euro dovuto alla Biblioteca e ad assegnare questo fondo anche nel bilancio triennale,  per rendere congrui, stabili e certi i finanziamenti alla Satta.

Naturalmente ed in piena coerenza con la mancanza totale di rispetto che questa Amministrazione riserva al ruolo del Consiglio, la Risoluzione è rispedita al mittente dal maggioranza con il NO del Sindaco in testa, senza che nessuno, Sindaco compreso, si degnasse responsabilmente di spiegarne la bocciatura.

Unione Sarda

Per questi motivi siamo rimasti davvero sconcertati quando, all’indomani del Consiglio, leggiamo l’articolo di giornale che riporta una realtà dei fatti completamente stravolta e menzognera, strumentalizzata a proprio vantaggio dal primo cittadino che in aula non ha proferito verbo.

D’altra parte, non poteva saperlo il giornalista che ha scritto il pezzo, non essendo presente in aula. Possiamo pensare due cose, la prima sarebbe di complicità per il giornalista che ha scritto un articolo che di vero non ha nulla, la seconda che egli si sia fidato del racconto del sindaco, senza verificarne la veridicità. Malafede o ingenuità?


Di diverso tenore invece il servizio di Telesardegna, emittente sempre puntuale, obiettiva e precisa.

 

 

 

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