CONSIGLIO COMUNALE DEL 07 LUGLIO 2016

CONSIGLIO COMUNALE DEL 07 LUGLIO 2016

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Resoconto CC 07.07.2016


  1. PROBLEMATICHE DEL SETTORE AGRICOLO E ZOOTECNICO DELLE ZONE INTERNE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE DINAMICHE DI DEFINIZIONE DEL PREZZO DEL LATTE OVINO
  2. APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI CASA PROTETTA

PROBLEMATICHE DEL SETTORE AGRICOLO E ZOOTECNICO DELLE ZONE INTERNE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE DINAMICHE DI DEFINIZIONE DEL PREZZO DEL LATTE OVINO

CONSIGLIERE LAI (M5S)Buongiorno a tutti, in particolare ai cittadini e ancora più in particolare ai pastori che sono venuti oggi a trovarci. Anticipo che mi trovo concorde con quanto detto precedentemente dai miei colleghi Consiglieri, per cui cercherò di fare un discorso un pochino più ampio anche per cercare di dare nuovi spunti di discussione. Dalla situazione di crisi esistente nel territorio del nuorese appare indispensabile che si debba creare una rete unitaria e condivisa. La riforma degli enti locali, osteggiata praticamente da tutte le forze politiche del nuorese fino ad oggi, pone proprio questo tipo di esigenza. Oggi non è giorno di polemiche, tuttavia si deve affermare con forza che si deve dare sviluppo ed applicazione alla riforma degli enti locali.

Come Movimento 5 Stelle abbiamo sempre espresso l’esigenza di una condivisione massima delle Unioni dei Comuni e di ogni altra forma di associazionismo. Fare rete è sempre stato un problema dei sardi, in particolare credo che non ci uniamo a livello territoriale di nuorese per presentare istanze come anche questa alla Regione, sarà molto ma molto dura. Questo problema deve essere affrontato e risolto.

Nei giorni scorsi Elisabetta Falchi, l’Assessore Regionale all’Agricoltura, aveva scritto al Ministro delle Politiche Agricole per sollevare la difficoltà del comparto lattiero-caseario ovino. L’Assessore ha evidenziato le forti carenze organizzative della filiera lattiero­ casearia regionale e ha dichiarato di aver attivato alcune iniziative di sensibilizzazione sugli attori della filiera e sollecitato la costituzione di una non ben definita organizzazione interprofessionale. In questo caso viene da pensare: meglio tardi che mai.

Veniamo adesso a quelli che sono alcuni aspetti da valutare sui costi.

In Sardegna abbiamo i prezzi più alti per concime e gasolio, ma anche per mangime e foraggi. Quindi coltivare e allevare in Sardegna costa in media il 15% in più rispetto al resto d’Italia. Quest’analisi è stata fatta dalla Coldiretti alla recente manifestazione di Cagliari, dove sono arrivati pastori e agricoltori da tutta l’isola per difendere il prezzo del latte e protestare contro il pecorino taroccato. Secondo l’ufficio economico dell’associazione dell’isola i concimi sono cari più deii’B%, i mangimi del10%, il gasolio agricolo del16% e il foraggio del20%. Da    cosa    dipendono   questi    costi?    Ne    elencherò   qualcuno   perché chiaramente non può essere un elenco esaustivo del tutto, ma possono essere significativi i punti che vado ad elencare.

Strade rurali. Per abbattere i costi di produzione bisogna intervenire sulla sistemazione delle strade che collegano le aziende, intervento strutturale e fondamentale. In Sardegna il costo di un litro di latte ovicaprino potrebbe essere dimezzato con questo intervento.

Allacci ENEL. Centinaia di aziende ancora oggi non hanno questo servizio. Dagli anni 60 I’ENEL non fa interventi strutturali in campagna. Importante sarebbe anche l’utilizzo delle energie rinnovabili a fini produttivi. Sotto questo punto di vista la Regione Sarda può e deve programmare interventi.

Acqua    potabile.    Tutte    le    aziende   agropastorali    del    nostro    territorio dovrebbero avere a disposizione acqua potabile. Verrebbe quasi da sorridere che al giorno d’oggi parliamo ancora di acqua potabile nelle aziende, ma molte aziende ne sono ancora prive. Questo è importante in quanto migliora la qualità igienico-sanitaria e migliaia di aziende sarebbero in regola anche con le norme comunitarie.

Lotta alla burocrazia. l pastori e gli agricoltori si lamentano del troppo tempo trascorso negli uffici. Sarebbe auspicabile una riorganizzazione applicando un Testo Unico con il raggruppamento e il coordinamento delle leggi esistenti in materia agricola.

Analizziamo adesso brevemente il problema del mercato sardo, che è stato affrontato in termini più rispetto alla definizione del prezzo del latte, ma probabilmente bisogna allargare il discorso. Appare evidente che vi sono alcune inefficienza di mercato che devono essere modificate. Bisogna maggiormente differenziare la produzione del formaggio, non solo pecorino romano, in quanto penalizza il costo del latte.

Un grosso produttore condiziona tutta la produzione, a cui poi si aggiunge la moda tipicamente italiana di portare parte della produzione nei paesi dell’est. Per esempio si parla di pecorino rumeno. Bisogna differenziare il mercato sia della produzione che della vendita. Se si rimane ancorati ad un solo mercato come quello americano, è normale che se ne paghino le conseguenze.

La legge regionale deve tutelare maggiormente il nostro mercato contro certe speculazioni, per cui occorre una classe politica competente che sappia tutelare i nostri interessi anche in Europa.

A questo si aggiunga la scarsa capacità di reperire i finanziamenti europei – anche questo è un problema annoso, non solo in questo settore – e spesso i finanziamenti quando arrivano vengono spesi in modo inappropriato a causa di progetti sovradimensionati di strutture e mezzi.

Servirebbe anche una maggiore cooperazione tra le aziende ottimizzando per esempio i macchinari per ottenere una diminuzione dei costi di gestione: per esempio se un trattore è troppo per un’azienda, se le aziende fanno associazionismo potrebbero diminuire i costi di gestione.

Altro aspetto è la tutela dei nostri prodotti. Il latte e formaggio sardo sono produzioni di eccellenza. l consumatori chiedono pecorino sardo, non romeno. Il primo impegno è la tracciabilità dei prodotti.

Poi dobbiamo costruire un rapporto di filiera. Ma anche su questo punto molte chiacchiere da parte della classe politica e pochi fatti.

Owiamente dobbiamo anche fare autocritica e cambiare mentalità. Maggiore imprenditorialità, maggiore associazionismo, saper fare rete, cosa molto carente in Sardegna.

Questo richiama quanto detto prima anche per quanto riguarda le Unioni dei Comuni.

Vado a concludere analizzando brevemente un cambiamento verso il futuro.

La metamorfosi del comparto ovino emerge dell’indagine condotta dall’ufficio studi dell’ARA Sardegna, l’associazione regionale degli allevatori, da cui risulta che in trent’anni gli ovini si sono ridotti di un terzo, ma abbiamo  aziende più moderne stanziate in pianura. La media dei capi per allevamento risulta quasi raddoppiata. Gli ovili quindi sono sempre di meno, ma aumenta il numero di pecore. In pratica ce ne sono due ogni abitante dell’isola.

Secondo l’analisi dell’ala Sardegna, leggendo e incrociando i dati emerge com’è cambiata la pastorizia negli ultimi trent’anni. l pastori si sono stanziati in pianura – affermano – abbandonando la montagna e la transumanza. Sono diminuiti perché si sono professionalizzati – dichiarano – hanno investito nella tecnologia, si sono installate 5/6.000 mungitrici migliorando la qualità dei prodotti e il benessere animale.

Negli ultimi 1O anni infatti sono stati investiti 600 milioni di euro di risorse comunitarie che hanno migliorato sensibilmente lo stato di salute dei capi.

In questo contesto – spiega l’associazione degli allevatori – sono venuti a mancare i cosiddetti piccoli, mentre chi ha accettato il cambiamento ha allargato il gregge. Questa appare oggi la sfida del mondo pastorale in Sardegna.


APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI CASA PROTETTA

CONSIGLIERE LAI (M5S)L’approvazione di questo regolamento è cosa buona in quanto si dà modo di avere i migliori criteri di valutazione su chi ha diritto ad avere accesso al servizio casa protetta.

Adesso deve darsi però corso velocemente alla definizione delle tante domande inevase e verificare dawero lo stato di bisogno e la richiesta di accesso nella struttura di Nuoro, fare questo proficuo lavoro con la UVT della A.S.L. di Nuoro al fine di attivare altri percorsi laddove non si possa dare soluzione nella casa protetta.

Bisognerà anche dare ora maggiore verifica sul funzionamento della struttura e prevedere per esempio velocemente una carta di servizi che è risultato non esserci, anche per un’autoverifica di qualità del servizio medesimo.

Al lavoro svolto dalla commissione cui abbiamo partecipato, è emerso chiaramente che una maggiore condivisione con tutte le forze politiche può dar luogo a sinergie positive.

Alcune nostre considerazioni sono state accolte. Rimane invece la nostra contrarietà su alcuni punti. In particolare facciamo riferimento agli orari di accesso degli ospiti davvero troppo limitati, orari quali 9.30/12, 16.30/19 non vengono applicati nemmeno nelle strutture ospedaliere che pure trattano casi sanitari ben più gravi rispetto alla casa protetta.

In conclusione comunque, avendo condiviso buona parte del lavoro, daremo parere positivo all’approvazione del regolamento.


 

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