CONSIGLIO COMUNALE DEL 15 DICEMBRE 2017

SCELTA DEL SISTEMA DI GESTIONE DEL SERVIZIO INTEGRATO DI IGIENE PUBBLICA

MOZIONE ( Città in Comune): ADOZIONE ZONA FRANCA A NUORO (non discussa)

 


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Resoconto_CC_15.12.2017


 Ordine del giorno:
  1. MOZIONE ( Città in Comune): ADOZIONE ZONA FRANCA A NUORO (inversione discussione – non discussa)
  2. SCELTA DEL SISTEMA DI GESTIONE DEL SERVIZIO INTEGRATO DI IGIENE PUBBLICA

Interventi M5S su

SCELTA DEL SISTEMA DI GESTIONE DEL SERVIZIO INTEGRATO DI IGIENE PUBBLICA

CONSIGLIERA SANNA:
Buonasera a tutti, volevo richiamare ancora una volta la mancanza della condivisione e del confronto in commissione ambiente.
Precisamente venne riunita la commissione il 25 ottobre, aveva all’ordine del giorno l’approvazione del regolamento comunale di igiene urbana e ambientale e anche la presentazione della relazione istruttoria per la scelta del metodo gestionale.
Così come richiesto da vari Consiglieri e confermato anche dal Presidente della commissione, che dice testualmente “l’argomento non verrà certo esaurito oggi, ma sarà ulteriormente esaminato in altra o altre sedute”, e in conclusione: “si propone una prossima riunione da convocarsi, compatibilmente con gli impegni individuali, il prima possibile”, siamo arrivati invece al Consiglio Comunale senza che nessun’altra commissione sia stata convocata.
E sarebbe stato veramente utile, anche per poter sollevare i punti che sono stati sollevati oggi con la questione pregiudiziale e per chiarire dubbi e perplessità, poter votare quindi automaticamente, con determinazione e in anche con certezza di quello che stiamo andando a fare, che è una scelta fondamentale per il Comune e per tutti i cittadini.


PRESIDENTE
La parola alla Consigliera Sanna.
CONSIGLIERA SANNA
Presidente, ho bisogno di fare una domanda al Dottor Scanu, perché c’è un punto della relazione, proprio due capoversi che non mi sono chiari, volevo capire se posso farlo adesso all’inizio o fine intervento.
PRESIDENTE
No prima dell’intervento, domanda veloce come abbiamo detto, sintetica.
CONSIGLIERA SANNA
A pagina 123 della relazione c’è un punto che non capisco. Dice: “in ragione del controllo analogo e della destinazione prevalente dell’attività l’ente in house eccetera… non è pertanto necessario che l’amministrazione ponga in essere procedure di evidenza pubblica per l’affidamento di appalti”.
Sotto: “l’ipotesi di affidamento del servizio… che dovrà adottare la società in house, la quale dovrà provvedere all’esperimento di specifiche procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento di servizi e forniture a terzi, ovvero per la scelta del personale da assumere assicurando”.
Mi sembra contraddittorio, non ho capito se l’ente in house non è necessario che ponga in essere procedure di evidenza pubblica quindi anche riguardo ad affidamenti esterni, come per esempio i rifiuti valorizzabili, o non è necessario che ponga in essere procedure di evidenza pubblica per l’affidamento di appalto ed è al singolare quindi si parla proprio per la sua costituzione?
SEGRETARIO COMUNALE
Essendo un affidamento in house l’Amministrazione non deve fare una procedura di evidenza pubblica per l’affidamento del servizio. E’ vero altresì che la società partecipata, dopo l’emanazione del 175 anche le società partecipate parzialmente, non solo quelle in house, partecipate integralmente, devono rispettare le stesse norme che deve rispettare l’amministrazione che concede il servizio in materia di selezione del personale e affidamento dei servizi.
Che possono essere acquisto di mezzi e attrezzature, qualsiasi attività legata allo svolgimento delle attività.
Oggi ovviamente questo è valido anche per le società parzialmente partecipate, cioè non interamente a capitale pubblico, dopo l’emissione del 175.
CONSIGLIERA SANNA
Inizio il mio intervento sottolineando l’importanza del documento che andiamo oggi a valutare. Infatti la scelta del sistema di gestione del servizio integrato di igiene urbana è una scelta determinante sicuramente per la vita di un’Amministrazione e di tutti i suoi cittadini.
Infatti è una tra le prime voci che incide significativamente sul bilancio del Comune e sulle tariffe applicate agli utenti per sostenere tale servizio.

Allo stesso tempo può diventare anche un forte elemento di sostegno per lo sviluppo di un Comune e della sua economia, o questo precisamente accade quando il servizio integrato di igiene urbana raggiunge livelli di eccellenza.
Allora accade che porti con sé a detti livelli anche l’ente che lo realizza.
Per il movimento 5 stelle ovviamente il sistema digestione dei rifiuti è un punto fondamentale, fa parte della stella che rappresenta l’ambiente e di uno dei temi al  Movimento più cari.
La mia posizione sulla scelta di gestione in house quindi non è assolutamente contraria. La prima perplessità che nasce riguarda la tempistica, perché così come espresso anche nella relazione e anche in commissio ne ambiente, ci dite che ovviamente l’attivazione di questo tipo di sistema ha dei tempi, soprattutto iniziali, abbastanza lunghi perché si possa assestare.
Questa Amministrazione in autotutela ha sospeso il precedente bando di gara che prevedeva l’esternalizzazione del servizio. Dopo l’insediamento sono trascorsi due anni e mezzo, che sono serviti per arrivare alla sola scelta.
Adesso, sapendo che questo tipo di sistema ha dei tempi di attivazione, soprattutto iniziali come avete detto voi e come c’è scritto in relazione, veramente lunghi e che soprattutto il primo periodo di gestione in house sarà quello più difficile, sia per l’esposizione economica, per il cambiamento e l’adattamento necessari nell’attivazione del sistema, considerata questa tempistica sostanziosa immagino che il sistema in house partirà non sicuramente in tempi brevi.
Io immagino che il sistema partirà alla fine del mandato di questa Giunta, che farà quindi giusto in tempo ad assorbire nella nuova partecipata i lavoratori della Nuoro Ambiente così come scritto in relazione, e che lascerà poi le difficoltà iniziali e lo sviluppo del sistema a chi succederà.
La provo un po’ una mancanza di coraggio. Nel sensosiamo in ritardo, è passato troppo tempo per una scelta così importante, perché poi si va ad attuare e tutto quello che ne consegue dopo, lo dite bene nella relazione si attraverseranno dei momenti difficili, che però evidentemente dovrà ges
tire chi verrà dopo, a meno che non restiate voi.
Questa era la prima considerazione. Per quanto riguarda il sistema scelto, individua a pagina 115 i punti di debolezza e le minacce.
I punti di debolezza, quindi per esempio difficoltà ad applicare penali sul canone, a differenza della gestione mista e come minacce il possibile venir meno del sostegno politico.
Un cambio di visione politica può generare una turbativa del clima aziendale e la perdita di efficienza, o addirittura, per estremo, determinare ad un certo punto ladismissione della società.
Proprio per questa minaccia l’attivazione poi della gestione in house a finemandato, come vi dicevo, mi sembra che debba essere supportata da altro tipo di misure.
Nelle minacce inoltre, al punto 2 la cattiva gestione aziendale può determinare un maggior costo per l’Amministrazione rispetto al valore dei servizi offerti, la minore capacità di adattamento ad eventuali rimodulazioni negative, l’eventuale mancato raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata avrebbe come conseguenza un incremento di costi.
Tra i punti di debolezza ce ne sono altri che non ho letto, ma soprattutto per queste minacce sono superabili o comunque hanno nella visione nel sistema di gestione in house un valido sostegno nell’applicazione anche della tariffazione puntuale, che dovrebbe essere un sistema che va di pari passo.
La tariffazione puntuale, che in genere aumenta del 10 – 12% la quantità di raccolta differenziata, allontana intanto da quel rischio che non si raggiunga la percentuale per avere la premialità e non la penalità.
Non capisco perché nella relazione la tariffazione puntuale viene completamente smontata, perché a partire dalla pagina 19, dal terzo capoverso, abbiamo un interessante testo, Diritto dell’ambiente, a cura di Giampaolo Rossi, che va avanti dalla relazione da pagina 19 per 8 pagine
intere. Viene riportato proprio pari pari.
Non ci sarebbe niente di male a prendere spunto dalla letteratura sul tema, non fosse che almeno magari potremmo citare le fonti, perché così tante parti è doveroso citarle.
Quello che io trovo è molto peggio perché a pagina 23, 24 della relazione, che sono quelle del testo Diritto dell’ambiente a cura di Giampaolo Rossi terza edizione, edizione 2015, contestate il fatto che la tariffazi one puntuale non può essere applicata in quanto presenta problematiche nella determinazione del quantitativo effettivamente conferito da ogni singola utenza.
In realtà la problematica è stata quella soltanto di copiare un testo che è del 2015 e poi di fermarvi, perché se fosse andato avanti non solo con il copia e in colla, non avreste ignorato che tale problematica è stata superata dal decreto del 20 aprile 2017, con il quale il Governo ha stabilito i criteri per superare i problemi legati alla tariffazione puntuale.
Quindi tutti i problemi che voi elencate a sostegno della vostra scelta, sono stati superati.
INGEGNER SCANU
Nella relazione sia (…) ma anche nelle altre parti, vengono evidenziati in maniera trasparente quali sono gli aspetti problematici.
Non sono stati superati visto che è solo il 2% delle amministrazioni che applicala tariffa puntuale e siamo in fase di emanazione di un nuovo provvedimento del Governo, era già la settimana scorsa agli atti del Governo, relativamente alle modalità di applicazione della tariffa puntuale.
Si è trovata finalmente una soluzione al problema perché tutte le tariffazioni puntuali venivano basate sul metodo della misura a peso, che abbiamo visto nel concreto che non è applicabile.
Si sta puntando ad una misurazione a tariffa volumetrica che rappresenta un serio problema laddove avvenga la raccolta per condomini, perché c’è la necessità di attribuire in maniera esatta ad esempio a ciascun condomino la quantità effettivamente raccolta, visto che avviene ordinariamente nei condomini la raccolta attraverso dei mastelli condominiali.
Nella relazione quello che io ho fatto è semplicemente esaminare in maniera oggettiva quelli che sono gli aspetti problematici.
Nell’analisi dei punti di forza e punti di debolezza ho esaminato quelli che erano i punti di forza e i punti di debolezza di ciascuna delle soluzioni, perché volevo portarle avanti tutte quante per analizzare quale fosse la scelta più conveniente.
Poi questo può essere o non condivisibile, possono essere non condivisi i pesi o gli elementi individuati. Ognuno ha la professionalità che ha evidentemente, io mi occupo di rifiuti solamente da 25 anni e ho ricevuto diversi premi dalle Amministrazioni nelle quali ho lavorato da parte del Ministero dell’Ambiente come Comune Riciclone.
Ma questi sono dettagli ovviamente.
Però per le cose che noi dobbiamo fare nella relazione sono indicate in maniera oggettiva quelli che sono gli aspetti problematici, non nascondendoli. Tutto qui.
Poi se qualcuno viene e mi dice che è possibile partire dal 1 gennaio con la tariffazione puntuale a Nuoro dico che non è possibile, perché occorre un periodo in cui si sperimentano le quantità di rifiuti davveroraccolti, si iniziano a fare le proiezioni di cosa significa portare avanti la tariffa puntuale per vedere che questa comunque deve andare a coprire per intero le spese.
Quindi non è che la tariffa puntuale la decidiamo oggi per domani mattina. La si decide oggi, si fa il periodo di sperimentazione e poi la si applicherà, se va bene, fra tre anni. E questo era uno dei pochi aspetti seri, anche se era riferito solamente ad alcune parti del progetto che io ho annullato, perché per il resto stendiamo un pietoso velo.
PRESIDENTE
Continui, Consigliera.
CONSIGLIERA SANNA
Io non ho detto che lei contesta la tariffazione puntuale. Ho detto che questa scelta di tipo di gestione è monca, priva di una parte importantissima che andrebbe a sostenerla, soprattutto perché con la tempistica sostanziosa che ci vorrà per iniziare ad attuarla andrebbe incontro…
Poi la tariffazione la progettiamo fra tre anni. Se cambia la visione politica – è un’altra delle minacce dei punti di debolezza forti di questo sistema – non c’è la tariffazione puntuale a sostegno di questa scelta di gestione in house e noi siamo in grave pericolo.
È questo che ho detto, non ho tetto assolutamente che lei contesti la tariffazione puntuale.
Ripeto: io non sono minimamente contraria alla gestione in house, è che vavista in un piano generale più ampio compreso di corollari per sostenerla, perché altrimenti è soltanto una bella scelta, diventa soltanto una propaganda del tipo “noi abbiamo fatto questo” poi tutto il resto se lo sbucciano gli altri.
Parliamo dei dati, visto che lei è 25 anni che fa questo. A parte che se volete fare un sistema che si basa sul know-how del Comune di Nuoro, intanto lo fate su una partecipata mista e quindi non c’è una fattispecie attuale, però sicuramente potevate evitare di farlo guardando gli esempi degli altri Comuni.
Lei ha 25 anni di esperienza sicuramente, infatti ho una serie di altri copia e incolla, anche questi tutti non citati:
– da pagina 42 a 45, da “servizi pubblici locali”, la parte normativa;
– da 46 a 47 da “bollettino di legislazione tecnica”;
– da 50 a 53 dalla fondazione “Promo Pubbliche Amministrazioni”;
– da 53 a 55 da “NCTM”.
Per arrivare a quelli più belli:
da pagina 111 a 112 il Comune di Cernusco sul Naviglio, così come da pagina 123 a pagina 126 il Comune di San Canzian d’Isonzo da pagina 127 a pagina 131.
E poi il Comune di Tricesimo. Tutti Comuni che non corrispondono assolutamente alle caratteristiche del Comune di Nuoro, cioè il know-how lo prendiamo non si sa da dove, anziché
prenderlo dal nostro Comune.
Comunque questi possono essere punti di vista e anche cose simpatiche, parliamo allora delle tabelle e dei dati, perché ci date una relazione che si basa sudei dati.
A pagina 70 diciamo una menzogna, un dato falso, perché “in seguito all’avvio del sistema di raccolta porta a porta, in particolare dal 2010 al 2016 le percentuali annue della raccolta differenziata riconosciuta dal la Regione Sardegna si sono sempre attestate intorno al 65%”.
Lo scrive lei a pagina 70. Ma per il 2016 – anno per il quale tra l’altro abbiamo anche approvato una PEF-TARI dove prevedevamo la premialità, invece siamo andati sotto, i dati Ispra per il 2016 sono 58,8%. Io sto dicendo che i dati che lei mette nella relazione – e questo è solo il primo – non sono veritieri, perché i dati sono diversi.
Glielo rileggo. A pagina 70 dice: “si sono sempre attestate intorno al 65%”. A pagina 72, nelle colonnine, 2016, è il 58,09. Non è il 65, è il 58,09. Vi smentite voi stessi. È poca la differenza, vero?
A pagina 74 invece, perché è bellino perché ci sono le colonnine, ritorna falso.
Poi sono bellissime le colonnine del 2017 che non sono attestate da niente e sonotutte in crescita. La raccolta differenziata sta crescendo.
Comunque nel 2016 nella tabella di pagina 74 siamo nuovamente sopra il 60%.
Poi a pagina 76, e qua c’è il dato vero del 2016, 58,09%, che è sotto il 60. Così come sono i dati.
Quindi questo vantaggio economico è costruito su dati falsi, perché col sistema in house se non si raggiunge la premialità – e nemmeno la neutralità, noi siamo sotto – gli oneri poi chi li paga? Il Comune e i cittadini.
Per quanto riguarda gli aumenti della raccolta differenziata dei quali tanto vivantate, certo che aumenterà, ma aumenterà anche perché con la deliberazione del 9 maggio 2017 sono stati inseriti nel computo della raccolta differenziata tante altre tipologie di rifiuti che adesso non c’erano.
Quindi non è perché siete bravi o perché siamo bravi cittadini, ma semplicemente perché sono stati inseriti delle tipologie di rifiuto in più.
Ovviamente le diminuzioni: abbiamo sempre la tabella di pagina 78 dovevediamo sempre la vertiginosa diminuzione derivante dallo spazzamento stradale delquale abbiamo già parlato altre volte. Poi diminuisce però purtroppo a pagina 82 la carta selettiva, ovvero quella da macero si tiene p
iù o meno uguale, invece quella selettiva per la quale ci vengono riconosciuti 80 euro a tonnellata diminuisce, purtroppo. Quindi il dato in diminuzione è quello del rifiuto valorizzabile che in questo momento è quello che dà più introiti.
Poi a pagina 88 ritorniamo sul famosissimo vetro e barattolame per ricordarle anche, con tutta questa esperienza, che siamo ancora in violazione di quanto dispone il Piano Regionale dei Rifiuti, perché non va bene che raccogliamo insieme il vetro e il barattolame, dobbiamo convergere verso il multimateriale leggero. Invece noi ancora ci ostiniamo.
A tale proposito poi ci direte quanto ci è costato in più lo spostamento del vetro
e barattolame a San Sperate, visto che la società amica ma non affidataria non poteva gestire quel materiale ed è stato spostato.
Ci direte quanto costa in più questa vostra competenza.
(INTERVENTI FUORI MICROFONO)
PRESIDENTE
Va bene, non esageriamo. La discussione sta andando
benissimo, non
utilizziamo termini esagerati.
CONSIGLIERA SANNA
Ma Presidente, poteva richiamarmi lei, non l’aula. Anzi, doveva richiamarmi lei eventualmente e non l’aula. E lì abbiamo parlato di bazzecole.
Quindi io su questa competenza e su queste cose devo dire di sì a una scelta del genere.
Queste sono le mie motivazioni e, ripeto, non perché sia contraria assolutamente alla gestione in house ma perché fate le cose in questo modo.

PRESIDENTE
Procediamo con le dichiarazioni di voto. La parola alla Consigliera Sanna.
CONSIGLIERA SANNA
Vorrei ricordare a tutta l’aula che quello che faccio in quest’aula sono considerazioni politiche, non “probabilmente politiche” ma “certamente politiche” e mai personali.
Quindi quando prima ho fatto quella considerazione politica l’ho fatta semplicemente, anzi doverosamente, sulla base di errori e sviste.
Nello svolgere il mio ruolo di Consigliere Comunale mi occupo di verificare l’azione amministrativa e relativamente ad alcuni affidamenti dei quali abbiamo già parlato in quell’aula ho verificato che l’azione amministrativa che si era svolta non era corretta.
Quindi penso di avere semplicemente espresso la mia opinione.
Comunque per tutte le ragioni che ho espresso prima, e sono l’incertezza, sono dei dati che io continuo a ribadire non sono corretti, mancano degli elementi, veramente io penso che si sceglie questo tipo di indirizzo, si ha questa idea politica per arrivare a zero weis e si porta avanti insieme parallelamente all’altra idea, che è quella della tariffazione, non condivido assolutamente che le cose vengano fatte così, scollegate e a scaglioni.
Quindi il mio voto sarà contrario.
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