CONSIGLIO COMUNALE DEL 24 Novembre 2016

CONSIGLIO COMUNALE DEL 24 Novembre 2016

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comune nuoro

Ordine del Giorno:

  • RANDAGISMO E REGOLAMENTAZIONE PRESENZA POPOLAZIONE CANINA – GUSAI
  • DISCARICHE ABUSIVE A NUORO – LAI
  • SITUAZIONE ZONA BORGHETTO – GUSAI
  • SURROGA DEL CONS. COMUNALE MORO ROBERTO SALVATORE A SEGUITO DI DIMISSIONI
  • PRESENTAZIONE PROGETTO “NUORO – LE PERIFERIE AL CENTRO DELLA CITTÀ”
  • RICORSO DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA SARDEGNA AVVERSO LA SENTENZA TAR 627-8-9/2016 DEL 22.06.2016.
  • RICHIESTA DI INTRODUZIONE DELLA DOPPIA PREFERENZA DI GENERE NELLA LEGGE STATUTARIA ELETTORALE DELLA REGIONE SARDEGNA.
  • ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE CITTADINA DELLE PARI OPPORTUNITÀ.

INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL MOVIMENTO 5 STELLE: DISCARICHE ABUSIVE A NUORO –CONSIGLIERE LAI (M5S): Buonasera a tutti, in particolare ai cittadini. La situazione delle discariche abusive a Nuoro sta diventando sempre più allarmante. Abbiamo allegato a questa interrogazione una piantina dove si evince proprio come siamo circondati da discariche abusive. Dopo un’attenta verifica sui sopralluoghi che abbiamo fatto su diverse aree periferiche del territorio comunale, constatiamo la presenza di numerosi siti abusivi incontrollati che in alcuni casi sono considerati delle vere e proprie discariche. Alcuni di essi ormai datati crescono di anno in anno senza che nessuno intervenga, quindi si forma il cosiddetto fenomeno di emulazione; possono essere rilevati in diverse strade di penetrazione agraria, oltre che nelle piazzole di sosta delle principali vie di comunicazione, quali per esempio la 131. Il rifiuto più presente è l’inerte di demolizione, nonostante a Nuoro sia presente la discarica destinata allo smaltimento di questa tipologia di rifiuto. Altro rifiuto presente e nocivo per l’ambiente è il pneumatico, questo l’abbiamo trovato in luoghi specifici e, vista la quantità, pare difficile pensare che l’abbiano fatto i privati, penso sia un fenomeno questo più raro, perché adesso le normative consentono a chi fa questa attività… esatto sono obbligati; però quelli vogliono tolti. L’abbandono dei rifiuti, oltre ad essere dannoso da un punto di vista ambientale e paesaggistico, ha un’importanza economica rilevante, in quanto i relativi costi di smaltimento e della bonifica ovviamente gravano sulla collettività. Per essere concreti cosa possiamo fare contro questo fenomeno? Innanzitutto bisogna coinvolgere maggiormente la cittadinanza, supportando e proponendo le organizzazioni di giornate ecologiche e di educazione ambientale. Chiediamo poi dal punto di vista dei controlli quali tipi di controlli vengono effettuati da parte della polizia municipale, considerato che i fenomeni delle discariche abusive sembra in costante aumento. Nonché ci chiediamo quale sia il reale coinvolgimento di altre forze di polizia e in particolare del corpo forestale e di vigilanza ambientale. Anticipo su questo punto che dalle brevi ricerche fatte in Comune non si trovava a cura dell’I.D.N. S.n.c. 14 neanche un responsabile della questione. Sarà un fatto di riorganizzazione, però questo è. Cercare di apportare migliorie alle modalità di smaltimento degli inerti, in modo tale da disincentivare l’abbandono per esempio per quanto riguarda le piccole quantità di inerti dei privati, una semplificazione burocratica in cui la compilazione delle domande e di pagamenti possa avvenire direttamente presso le discariche. Questo è previsto nel regolamento comunale per la gestione degli inerti e rifiuti urbani e assimilabili previsto dall’Art. 41. In realtà questa cosa è abbastanza particolare, perché giravano un periodo quei camioncini che portavano queste cose, ma in realtà la normativa oggi è molto più severa, ci vogliono autorizzazioni. Quindi in effetti incentivare questo aspetto che i cittadini possano con una semplificazione andare a portarlo loro, sarebbe molto importante. Ripulire immediatamente i siti inquinati e questo per quel fenomeno che poco fa ho chiamato di emulazione A questo proposito si ricorda che in base al Decreto Legislativo 152/2006, il proprietario è tenuto, qualora responsabile a titolo di dolo e di colpa dell’abbandono di rifiuto, al ripristino dello stato dei luoghi. Quindi chiediamo se da questo punto di vista si sono fatte le dovute verifiche e rammentiamo che secondo le prescrizioni regionali antincendio del 2016, anche gli enti pubblici hanno dei doveri ben precisi. Quali per esempio l’ANAS, l’amministrazione ferroviaria, le province, i consorzi industriali, di bonifica etc.. Infatti l’Art. 14 del Codice della strada dice che devono provvedere alla rimozione e all’avvio, al recupero e allo smaltimento dei rifiuti. Quindi il Comune di Nuoro non è responsabile di tutti questi siti e di tutti questi abbandoni, ma è certamente responsabile di sollecitare gli altri enti per fare il proprio. Alla luce di quanto esposto si chiede se questa Amministrazione nell’immediata voglia attuare quanto prima un intervento di pulizia delle strade comunali; voglia procedere ad emettere le ordinanze di ripristino dello stato dei luoghi per quanto riguarda il fatto di proprietari privati, come ho accennato prima rispetto al Decreto Legislativo 152 del 2006, quando inadempienza per colpa o per dolo; voglia segnalare immediatamente agli enti proprietari delle altre strade di non competenza comunale il loro obbligo di ordinare e pulire le strade di loro competenza; voglia valutare per i piccoli conferimenti di inerti da parte di privati una semplificazione della parte burocratica che prevede la compilazione della domanda e il pagamento a cura dell’I.D.N. S.n.c. 15 avvenuto direttamente presso la discarica autorizzata, invece che la procedura che è molto più burocratica, bisogna venire in Comune, chiedere etc.. In riferimento all’attività di vigilanza, cioè dei controlli, chiediamo quali sono quelli eseguiti fino ad ora dalla polizia municipale e quali sanzioni sono state emesse. Se si vuole attivare concretamente, affinché la polizia municipale possa creare un gruppo di lavoro e maggiore sinergia e collaborazione con il corpo forestale, che a noi onestamente non risulta, anche se abbiamo avuto un protocollo d’intesa tra i due enti, oltre tutto ne abbiamo anche parlato l’altro giorno, sembrerebbe anche scaduta a leggerlo; quali azioni concrete si sono prese affinché si possa reperire finanziamenti per la bonifica dei siti a tutti i livelli, regionali, nazionali o europei; si voglia valutare l’opportunità di istituire il baratto amministrativo, che sarebbe un’importante soluzione a supporto della bonifica dei siti abbandonati. Proposta già avanzata dal movimento 5 stelle il 7 dicembre 2015, di cui si è perso le tracce benché a suo tempo ci fosse data garanzia che sarebbe stato preso in considerazione. Se intende chiudere o incrementare la vigilanza verso le strade maggiormente isolate. In questo caso il fenomeno riguarda il fatto che ci sono di questi siti… PRESIDENTE Vada a concludere, siamo ben oltre i termini di 5 minuti, Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI In realtà sarebbe il caso di o controllarli certi siti, o chiudere direttamente l’accesso. Se si ha intenzione di promuovere la sensibilizzazione dei temi di rispetto dell’ambiente con giornate ecologiche e attuare, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione, un monitoraggio sui cittadini per capire quali siano le difficoltà, i conflitti e il grado di conoscenza della differenziata, perché crediamo che oltre il malcostume ci sia anche una scarsa informativa. Si possa valutare a questo proposito per esempio una maggiore attenzione di informativa nel sito del Comune. Alle ore 16 e 14 si procede all’appello. Il PRESIDENTE, constatata la presenza del numero legale dei Consiglieri, dichiara valida e aperta la seduta. PRESIDENTE E’ assente giustificato il Consigliere Paolo Manca. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 16 La parola all’Assessore Sanna per replicare. ASSESSORE SANNA Grazie Consigliere Lai, intanto per il puntuale lavoro di cui va dato merito e atto. Onestamente è un lavoro veramente puntuale e di grande valenza civica se posso usare questo termine. Vi ringrazio e vi ringrazio anche perché portate in Consiglio un tema che purtroppo è il tema dell’inciviltà, giusto per chiarire di cosa si sta parlando. Tema dell’inciviltà che grava sulle tasche di tutti i contribuenti, sul benessere ambientale dei cittadini e purtroppo grava sull’ambiente in generale. Cercherò di rispondere a tutte le domande, ho cercato di reperire quanti più dati possibili, lei ha accennato ad un momento di riorganizzazione che si sta vivendo all’interno dell’ente e spiego subito di cosa si tratta. La questione della vigilanza ambientale, fino alla approvazione della nuova macrostruttura in capo al settore ambiente, è passata di fatto a livello non operativo, non appieno a livello operativo al corpo della polizia municipale. Di fatto il corpo della polizia municipale ha sempre avuto e ha tutt’ora un nucleo ambientale che si occupa… sì le unità sono quelle che sono, c’è un responsabile e c’è un agente credo che si occupa di ciò di cui può occuparsi. Per questo motivo fu stilato quel protocollo d’intesa al quale accennava, che lui giustamente dice è scaduto perché nel protocollo veniva citata una durata temporale di due anni. In realtà le interlocuzioni ci sono sempre, se poi vogliamo dire il mio giudizio personale, il protocollo serviva sostanzialmente per affidare al corpo forestale delle strumentazioni acquistate dall’Amministrazione Comunale e ci riferiamo in particolare a delle fototrappole che sono state impiegate nelle operazioni di ispezione e monitoraggio delle discariche abusive. Dico protocollo, non ci dovrebbe essere bisogno di alcun protocollo evidentemente con chi già istituzionalmente è preposto al controllo dell’ambiente, soprattutto dell’agro cittadino, tant’è che anche prima la forestale si occupava di monitoraggio, di segnalare alle Amministrazioni preposte, perché lei giustamente ha richiamato anche varie competenze di chi a vario titolo, bordi strade, quindi province, ANAS, Comune e naturalmente privati, perché molte discariche abusive poi vengono realizzate direttamente all’interno di proprietà private. Per quanto riguarda i dati sui procedimenti attivati, gli uffici mi segnalano tre procedimenti avviati, parliamo procedimenti di legge, quindi con relative ordinanze a cura dell’I.D.N. S.n.c. 17 nel 2015 su segnalazione della forestale. Tre segnalazioni effettuate all’ANAS nel 2015, una segnalazione a Nuoro Ambiente nel 2015, una segnalazione corpo forestale di settembre all’ANAS del 2016 e delle richieste di intervento per carcasse animali. Ancora riporto da relazione degli uffici in modo più esaustivo “il fenomeno delle discariche abusive segnalate dal corpo forestale sia dal comando dei vigili riguarda in misura maggiore gli abbandoni di rifiuti su area pubblica comunale a opera di ignoti; mentre i casi di accertamento su area privata sono limitati a poche unità. Per questi casi di accertamento e di discariche abusive su aree private segnalate dal corpo forestale, con individuazione del proprietario e dei suoli degradati, particolarmente gravosi e importanti per quantitativi di rifiuti un sito interessato da abbandono di terra e roccia da scavo per 40 mila metri cubi circa, un altro sito riguardante residue di lavorazioni edili, terra e rocce da scavo, pneumatici, ferrosi, residui mobili legno abbandonati su una vasta area. Sono state avviate le procedure di legge con i provvedimenti di ordinanza e imposizione del ripristino dello stato dei luoghi, ma data l’inottemperanza dei responsabili, si dovrà provvedere d’ufficio con successiva rivalsa, secondo quanto previsto dalla normativa sul privato”. Le segnalazioni del corpo forestale di abbandoni di rifiuti su area pubblica, con individuazione dell’obbligato in solido sono tre, sono inoltre state avviate le procedure di legge che sono in fase di completamento. Forse si fa riferimento a quelle del 2015 segnalate prima, però ne abbiamo anche nel 2016 una segnalazione del corpo forestale. “Si rileva che le azioni di vigilanza e controllo degli organi competenti, consentono solo in rarissimi casi l’accertamento dei trasgressori degli abbandoni, qualora il trasgressore fosse un operatore professionale esercente l’attività di impresa, l’abbandono assume una rilevanza penale. Si evidenzia che principalmente vengono individuati elementi che consentono di imputare l’abbandono all’obbligato in solido con il trasgressore, quindi prove documentali etc. Per queste fattispecie premesso che con ordinanza sindacale sono state regolamentate le relativi sanzioni”… c’è una cosa da fare notare: è di recentissima applicazione l’ordinanza sindacale prevista dal regolamento sulla gestione dell’igiene urbana che alla fine del documento rimandava la parte sanzioni ad apposita ordinanza sindacale. Quel regolamento di approvazione credo 2012 o 2013, quello vigente a cura dell’I.D.N. S.n.c. 18 sostanzialmente, non si era mai provveduto a fare un’ordinanza sindacale che dicesse che tipo di sanzioni dovevano essere applicate ai trasgressori. Di fatto il Comune non poteva applicare le sanzioni prima di questa ordinanza sindacale che è di emanazione agosto settembre, l’abbiamo fatta proprio di recente. “Evidenziata pertanto la particolare gravosità della procedura rispetto alla sua efficacia in termini di pulizia e messa in pristino delle aree, si sta definendo una procedura di rivalsa d’ufficio dei costi delle procedure di rimessa in pristino”. Leggo anche relazione da parte del corpo di polizia municipale che ci segnala: “l’ufficio di polizia ambientale del servizio autonomo di polizia locale, composto da un coordinatore e due istruttori di vigilanza, quindi da tre persone, effettua quotidianamente, compatibilmente con le esigenze di servizio, controlli sulle discariche abusive presenti nella periferia dell’agro comunale. Durante i controlli, qualora vengano ritrovate prove che permettono di risalire ai responsabili, gli stessi vengono sanzionati ai sensi delle ordinanze sindacali 131/2010 e 132/2016. Nell’anno 2013 sono state elevate 25 sanzioni, nell’anno 2014, 14, nell’anno 2015, 3, nell’anno 2016, 3. Gli abbandoni indiscriminati si riscontrano soprattutto dove insistono i mastelli per la raccolta differenziata. Quindi viene citata località Toddotana e Predas Arbas, siamo nella zona di Testimonzos. Mentre per altre situazioni di degrado dove non si assiste a nuovi abbandoni, sono stati censiti da diversi anni altri siti. Invece variano in continuazione e sono di difficile monitoraggio per localizzazione e controllo. I controlli in città sul regolare conferimento dei rifiuti e la corretta differenziazione vengono eseguiti in collaborazione con il personale della Nuoro Ambiente. Nell’agro i controlli vengono eseguiti su iniziativa degli istruttori di vigilanza, ma l’abbandono di inerti, demolizioni, ingombranti, pneumatici, umido putrescente, non sempre consente di risalire all’identità dei trasgressori. Per il controllo delle aree extra urbane nel territorio comunale ed il loro censimento, in data 6 giugno 2012 è stato siglato un protocollo d’intesa con il corpo forestale di vigilanza ambientale che ha citato anche lei. Anche con l’ausilio di fototrappole in dotazione al comando al momento 4 nel quadriennio 2013/2016 sono state elevate 132 sanzioni a carico di cittadini, sia per il a cura dell’I.D.N. S.n.c. 19 mancato differenziamento dei rifiuti nelle varie tipologie, sia per l’abbandono degli stessi”. Quindi questo per quanto riguarda l’abbandono dei rifiuti assimilabili agli urbani. 132 dal 2013 al 2016. A tal fine sono da rimarcare anche 22 verbali emessi in collaborazione con il corpo forestale, oltre alle 132 sanzioni, a seguito di installazione di telecamera fissa in località Predas Arbas. Il numero totale delle fototrappole non ce l’ho, lo facciamo avere dagli uffici. Concludiamo con quelle che sono delle proposte interessanti. La prima certamente è dare la possibilità ai cittadini di poter smaltire piccole quantità di inerti derivanti da piccoli lavori domestici. Da questo punto di vista abbiamo già interpellato la Nuoro Ambiente sulla possibilità di poter predisporre un container in tantissimi ecocentri è previsto questo tipo di smaltimento, che consenta a chi produce fino a un quantitativo magari di 30/40 chili di poter smaltire direttamente e gratuitamente dico io, perché poi quello è molto importante, questo tipo di inerti. E’ allo studio della Nuoro Ambiente la possibilità di attivare questo già dal primo gennaio. Ancora per quanto riguarda l’accennato baratto amministrativo certamente quella di inserire la gestione di rifiuti, perché di fatto di rifiuti si tratta e spesso anche di rifiuti classificati come pericolosi, da inserire nell’ambito del baratto amministrativo non credo sia semplicissimo. Nel senso che oggi abbiamo addirittura la difficoltà di far bonificare piccole aree direttamente dagli operatori della Nuoro Ambiente qualora nel cumulo dei rifiuti si rinvengano rifiuti di tipo pericoloso, basta una lastra di amianto, di tegolino di amianto per classificare l’intero cumulo di rifiuti come rifiuti pericolosi. A quel punto con un incremento di oneri anche per lo smaltimento, perché chiaramente si tratta di rifiuti che vanno trattati in altro modo. E’ in fase di studio una variazione di bilancio che verrà presto portata in Consiglio Comunale che prevede uno stanziamento aggiuntivo sia per quanto riguarda la parte amianto, quindi per lo smaltimento di discariche segnalate di amianto, sia per quanto riguarda la videosorveglianza che è diversa dalla foto trappola e ha un’efficacia maggiore. Io vi porto ad esempio l’area di Tuccurutai dove sorgeva il vecchio inceneritore di Nuoro. Quell’area è stata completamente bonificata ed è stato dotato tutto l’intorno di a cura dell’I.D.N. S.n.c. 20 videocamere. Da quando ci sono le videocamere l’area intorno, che era una discarica a cielo aperto, si presenta in realtà adesso in condizioni decisamente migliori. Stiamo lavorando in questo senso, non le dico neanche le difficoltà nel ritrovare le risorse. Lei giustamente accenna alla possibilità di reperire fondi anche extra comunali, quindi accedendo a bandi o cose del genere. A noi piacerebbe che l’Assessorato all’Ambiente della Regione Sardegna si ponesse quello che è un problema non solo del Comune di Nuoro ma di tutti i Comuni della Sardegna evidentemente, perché tutti i Comuni della Sardegna, nonché le strade della Sardegna hanno questo tipo di criticità. Io ricordo la campagna intrapresa dall’allora Governatore Soru dal titolo “Sardegna fatti bella” che aveva stanziato diversi quattrini a favore delle bonifiche di siti inquinati. E’ vero anche che se al contempo non si attua una strategia e delle politiche di prevenzione e di educazione e sensibilizzazione in questo tema, il fatto di ripulire le aree soltanto non può bastare, perché questo tipo di azione fu intrapresa anche dal Comune di Nuoro, adesso non mi ricordo il periodo, però fu intrapresa, furono attivate delle pulizie, oggi quelle stesse aree ripulite sono di nuovo completamente piene di rifiuti e in condizioni molto precarie. Da questo punto di vista questa Amministrazione ha promosso insieme al Gea, un’associazione cittadina, una giornata di pulizia che si è svolta al Monte Ortobene e che ha visto la partecipazione di diverse classi delle scuole comunali. Inoltre è in corso di svolgimento un concorso di idee indirizzato proprio alle scuole, che si intitola “un minuto per l’ambiente”, ho qui la lettera d’invito fatta da noi il 24 ottobre ai dirigenti scolastici e agli insegnanti, che cerca proprio di sensibilizzare le scuole attraverso un concorso di idee sul tema della raccolta differenziata, dell’importanza dell’ecologia nell’ambito della vita di tutti i giorni. Inoltre è in corso un’interlocuzione con la società Nuoro Ambiente, per mettere in atto un sistema di rimodulazione del servizio di gestione rifiuti rispetto a quello attualmente svolto; nell’ambito di questo intervento che verrà attuato in modo da poter decorrere dal 1° gennaio 2017 è prevista anche una nuova campagna di sensibilizzazione e soprattutto di informazione sulle modalità di effettuazione della raccolta differenziata da distribuire a tutte le utenze del Comune di Nuoro. PRESIDENTE Grazie Assessore Sanna. Prego Consigliere Lai, può replicare. Ha 5 minuti di a cura dell’I.D.N. S.n.c. 21 tempo. CONSIGLIERE LAI Prima di tutto abbiamo avuto dall’Assessore una notizia che è nuova, perché Nuoro Ambiente l’anno prossimo ci sarà ancora, quindi avrà una proroga. Per quanto riguarda invece il punto, anch’io ringrazio per l’esaustiva risposta e certamente mi pare che ci troviamo d’accordo sull’aver individuato i due punti essenziali su cui bisogna muoversi: uno è quello dei controlli e l’altro è quello della prevenzione. Io prendo atto delle tante cose dette che però in parte sono anche in cantiere, magari la nostra sollecitazione può essere stata utile da questo punto di vista, quindi andremo a verificare col tempo che certe cose vengano realizzate. Per esempio l’iniziativa di Nuoro Ambiente per quanto riguarda i piccoli inerti sarebbe secondo noi molto ma molto efficace. Su altre cose ovviamente ci riserviamo di verificare quando verranno realizzate.


RICORSO DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA SARDEGNA AVVERSO LA SENTENZA TAR 627-8-9/2016 DEL 22.06.2016.

CONSIGLIERE LAI (M5S):  La politica nazionale del Governo centrale ha prospettato la costruzione da 8 a 12 nuovi inceneritori, oltre già in costruzione, tutti al centro e al sud Italia e di cui almeno uno in Sardegna. Il tutto senza alcuna condivisione territoriale e spiegazione sull’impatto ambientale. Laddove dovesse passare la riforma costituzionale attualmente in discussione con l’accentramento di poteri al Governo centrale, con la cosiddetta clausola di supremazia, potremmo assistere a maggiori imposizioni calate dall’alto senza alcuna considerazione delle volontà locali territoriali. Questo nonostante l’Italia e la confederazione mondiale sul clima si era impegnata a sostenere la riduzione di emissione di anidride carbonica, mentre con i nuovi inceneritori saranno emesse un milione e mezzo di tonnellate in più di anidride carbonica ogni anno. Pare evidente che ci sono interessi che spingono verso il sistema inceneritori palesemente superato anche dalle nuove tecnologie che propongono invece sistemi alternativi di riciclaggio più convenienti, ma soprattutto sono i cittadini che vogliono avere sistemi più salubri e sicuri. In Sardegna si vuole raddoppiare la linea, ormai obsoleta, di Tossilo, proprio ora che il conferito da bruciare è notevolmente diminuito e nonostante non rispondesse al bisogno richiesto e quindi è risultato sottoutilizzato. Anche in Sardegna quindi bisogna chiedersi se vi sono interessi personali orientati verso il sistema inceneritori, nel caso di Tossilo infatti chiediamo da dove verrà recuperato il conferito che per far funzionare in maniera ottimale ed economicamente vantaggioso tale inceneritore, dal momento che la produzione a cura dell’I.D.N. S.n.c. 68 attuale era più che sufficiente per il fabbisogno. I casi pertanto sono due: o si porterà da altre Regioni, o si ha intenzione di incenerire quello che dovrebbe essere riciclato dalla differenziata. Ci sono alcuni aspetti tecnici che però salto perché non mi ricordavo dei cinque minuti. Le micropolveri derivanti dall’incenerimento, se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti, e le patologie derivanti dall’inalazione sono cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto ed ictus. Nel caso specifico di Tossilo la nuova linea di incenerimento porterebbe la potenzialità di trattamento ad almeno 60 mila tonnellate annue di rifiuti indifferenziati, ben oltre le attuali capacità delle due linee di termovalorizzatori esistenti, con quantitativi necessari per portare al reddito l’esercizio della nuova linea. Praticamente si dovrebbero avere degli aumenti dei costi tariffari. Questa scelta non ha senso dal momento che da anni vincolerebbero la produzione di rifiuti e soprattutto i territori che conferiscono dal nuorese, dall’Ogliastra e da Oristano registrano una raccolta differenziata di circa il 60% con previsioni di conferimenti inferiori alle 48 mila tonnellate all’anno. Nella sentenza del TAR mi piace ricordare, visto che il tempo è breve, alcuni aspetti che riguardano in realtà il fatto che siamo anche contro quelle che sono le direttive della Comunità Europea. “Si tenga presente che – questo lo dice il TAR – considerando la gerarchia nelle modalità di gestione dei rifiuti come definito dalla direttiva europea 2008, l’incenerimento con recupero energetico ad alta efficacia si colloca solo al quarto posto del livello di priorità. Inoltre va considerato che la Commissione Europea ha contestato gli incentivi concessi dalla normativa italiana alle fonti assimilate alle rinnovabili, tra cui la combustione della frazione in biodegradabile dei rifiuti degli inceneritori. Resta comunque significativo il chiaro orientamento manifestato dalla comunità in riferimento al trattamento/smaltimento con inceneritori, che non deve beneficiare di finanziamenti appartenenti e riservati alle energie rinnovabili – cosa che invece in Italia accade ancora”. Una sentenza molto chiara e grave nei suoi contenuti e ricordiamo che l’ordinanza del Consiglio di Stato di quest’anno non ha annullato la sentenza del TAR nel merito della realizzazione del nuovo inceneritore di Tossilo, ha solo concesso la a cura dell’I.D.N. S.n.c. 69 sospensiva. In tutto questo subentra anche l’aggiornamento del piano regionale della gestione rifiuti, che deve fare la Regione Sardegna. In realtà si presentano dei dati, tra cui come accennava anche l’Assessore, di una raccolta differenziata all’80%, che non giustificano assolutamente questo raddoppio della produzione di Tossilo. Anzi sembra strano, perché per l’inceneritore di Tossilo si prevede che possa essere eventualmente dismesso dopo il 2030, cioè si prevede il nuovo impianto da dismettere tra 15 anni e anche un non senso oltre tutto. PRESIDENTE Vada a concludere Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI Per concludere l’argomento dell’ordine del giorno possiamo affermare come movimento 5 stelle che la presenza dell’inceneritore di Macomer rappresenti una fonte aggiuntiva di inquinamento, in particolare se si procede con la realizzazione delle nuovo inceneritore. Le scelte che si stanno operando nell’aggiornamento del piano regionale della gestione dei rifiuti urbani, sono inconcludenti da tutti i punti di vista, da cui la si vuole guardare: tecnico, sanitario, sociale ed economico. La vicenda di Tossilo dimostra la presenza di una classe politica che non sa dialogare con i rappresentanti dei territori e i suoi cittadini, che devono avere il diritto di fare le proprie scelte. Soprattutto se, come abbiamo analizzato, vi sono alternative che tutelano la salute, la salubrità dell’ambiente e nel contempo rispettano la vocazione produttiva che nel caso di specie è certamente la produzione agro-alimentare. Concludo dicendo che il movimento 5 stelle da sempre porta avanti questa battaglia senza ambiguità e vedere partiti che per decenni anteponevano all’ambiente interessi particolari, magari con la scusa dei posti di lavoro – e ancora oggi siamo a quei livelli lì, e ora si aggiungono agli ambientalisti convinti – serve da stimolo per continuare su questa strada.


 

 

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