CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 Settembre 2016

CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 Settembre 2016

scarica dal link sottostante

Resoconto CC 26.09.2016


  1. SEGNALAZIONI SULLA SITUAZIONE DELLA BIBLIOTECA S. SATTA.
  2. INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE: RICHIESTA DI CHIARIMENTI IN ORDINE ALLE AZIONI DI DISINFESTAZIONE E DERATTIZZAZIONE IN CITTÀ.
  3. STUDIO DI VARIANTE AL PIANO DI ASSETTO IDROGEOLOGICO – PARTE IDRAULICA – AI SENSI DELL’ART. 37 DELLE NTA DEL PAI E VERIFICHE DI SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE ESISTENTI DI ATTRAVERSAMENTO VIARIO O FERROVIARIO DEL RETICOLO IDROGRAFICO NONCHÉ DELLE ALTRE OPERE INTERFERENTI, DEI CANALI TOMBALI ESISTENTI E DEI CANALI DI GUARDIA ESISTENTI NEL TERRITORIO COMUNALE DI NUORO, AI SENSI DELLE NUOVE DIRETTIVE REDATTE IN ATTUAZIONE DELL’ART. 22 DELLE NDA DEL PAI. APPROVAZIONE

SEGNALAZIONI SULLA SITUAZIONE DELLA BIBLIOTECA S. SATTA.

CONSIGLIERE LAI (m5s): Prendo atto positivamente della posizione adesso assunta dal Sindaco Soddu e ricordo che come Movimento 5 Stelle, visto che il problema era chiaro da mesi, avevamo portato qui in aula un’interrogazione e soprattutto avevamo inviato già da mesi ai Presidenti delle commissioni apposite, compresa quella della cultura, l’invito affinché lì si trattasse l’argomento che era chiaro che poi poteva arrivare alla situazione di oggi.


INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE: RICHIESTA DI CHIARIMENTI IN ORDINE ALLE AZIONI DI DISINFESTAZIONE E DERATTIZZAZIONE IN CITTÀ

CONSIGLIERE LAI (m5s): Buongiorno ancora a tutti, in particolare ai cittadini presenti. L’argomento PAI era già stato trattato per la parte frane nel Consiglio Comunale del 3 marzo scorso, dopo una discussione in realtà avuta molto positivamente in commissione urbanistica il 2 febbraio. In quell’occasione il movimento 5 stelle aveva riconosciuto l’importanza del lavoro svolto, prendendo atto di quanto affermato dal dirigente competente, che in sede di commissione aveva affermato che si trattava di una materia molto scientifica, tale da poter attestare che il lavoro presentato dal professionista incaricato era stato in massima parte un lavoro oggettivo. Quindi come Consiglieri dobbiamo da questo punto di vista prendere per buono il lavoro presentato. La commissione urbanistica adesso invece si è riunita venerdì scorso alle ore 11 e 30 con all’ordine del giorno “approvazione PAI” presentato oggi, senza dare il tempo necessario di leggere e analizzare centinaia di pagine che riguardano l’argomento. Ricordiamo che lo stesso giorno alle 11 è stata convocata anche la Conferenza dei Capigruppo, chiusa dal Presidente alle 11 e 05. Questo comportamento manifesta un’assoluta mancanza di sensibilità istituzionale che si ripete nel tempo e le scuse postume sembrano più una presa in giro che una vera voglia di trasparenza e rispetto delle opposizioni. Per di più il piano PAI era risultato postato – questo l’abbiamo saputo in sede di commissione – nel sito istituzionale del Comune di Nuoro fin dal 16 settembre, senza dare alcun avviso ai Consiglieri Comunali. Il tempo a disposizione quindi non ha consentito una lettura attenta ed un’analisi veramente approfondita prima di presentarsi e discutere questo argomento in aula. Abbiamo quindi potuto evidenziare alcuni aspetti critici sul lavoro svolto dai tecnici che hanno messo in evidenza – se mai ve ne fosse ancora bisogno – l’approssimazione della progettazione di alcune opere e deficienze che ricadono sulla cittadinanza. In Italia purtroppo queste negligenze hanno spesso causato catastrofi e lutti. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 25 Facciamo ad esempio riferimento al lavoro svolto sul Rio Thiesi, che è arrivato a ribalta delle cronache nuoresi per la chiusura sistemica della galleria di Mughina. Infatti quando le previsioni meteorologiche peggiorano, scatta l’allarme alluvione. Ricordiamo infatti che gli studi proposti fanno riferimento alla risposta dei bacini ed eventi di pioggia ad elevata intensità di breve durata, al fine di valutare la portata di piena delle sezioni. Andiamo a leggere brevemente ciò che è previsto nell’allegato B. “Dall’analisi di tale immagine è possibile rilevare che la morfologia del rio Thiesi è stata completamente alterata a seguito della costruzione dello svincolo stradale sulla circonvallazione sud, poco prima dell’imbocco della galleria Su Nuraghe, interrompendo la naturale confluenza del rio S’Ena”. Prima considerazione che quindi emerge nella realizzazione della circonvallazione sud, è che non si è rispettato e considerato quello che era il regolare e naturale percorso del Rio Thiesi, percorso che probabilmente era lì da centinaia di anni. Di seguito si legge: “si evidenza che attualmente nel punto in cui il rio Thiesi intercetta la strada di circonvallazione sud in prossimità dell’imbocco della galleria e poco prima del salto suddetto, le uniche opere che si presentano sono una tubazione in calcestruzzo di diametro 300 facilmente ostruibile e da una feritoia di dimensioni pari a 110 per 30 centimetri di griglia parzialmente occlusa. Tale opera rappresenta l’unico possibile accesso delle acque del rio Thiesi all’interno dello scatolare”. Insomma, praticamente le ridotte dimensioni dell’apertura, la facilità con cui si ostruiscono e la scarsa manutenzione, evidenziano i tecnici sia la dimensione non sufficiente delle opere presenti per il deflusso delle acque, che la scarsa manutenzione di tali opere. Ancora si legge: “quanto sopra assunto permette di concludere che le acque afferenti al bacino del monte del rio Thiesi, scorrono superficialmente lungo il proprio alveo naturale fino all’intersezione con la circonvallazione sud per l’assenza di un’adeguata opera di captazione e convogliamento”. In pratica i tecnici evidenziano in modo chiaro la modifica morfologica naturale e la non adeguatezza delle opere che avrebbero dovuto supportare tali modifiche. Salto un po’ altrimenti diventa troppo tecnico. In questa parte della relazione poi ancora possiamo evidenziare la scarsa a cura dell’I.D.N. S.n.c. 26 attendibilità delle tavole PUC e PAI precedentemente prodotte; in particolare né i manufatti esistenti, né un percorso naturale garantiscono il deflusso adeguato delle acque. La conclusione quindi non può che essere che: l’analisi svolta ha permesso di valutare con maggior dettaglio la situazione attuale del rio Thiesi in relazione alla trasformazione del territorio negli anni, che hanno alterato l’andamento del compluvio naturale, creando nuove vie di scorrimento superficiale e generando criticità idrauliche importanti. Nel caso quindi della galleria Mughina, la soluzione proposta comporta, data la situazione attuale, la costruzione di una galleria idraulica di 850 metri che intercetti il rio Thiesi e bypassando lo svincolo adiacente alla circonvallazione sud, lo riversi a valle nel corso d’acqua recettore Rio s’Ena, che era il percorso naturale. Il tutto per un costo di oltre 4 milioni. Si deve quindi ricostruire un percorso naturale non rispettato dalle opere eseguite nel corso del tempo ed è chiaro che la soluzione proposta ora determina dei costi ben superiori per non aver operato correttamente a suo tempo. Il lavoro che oggi discutiamo in aula è certamente utile ed interessante e per questo dobbiamo evitare di ripetere gli errori del passato. Prevedere infatti le spese di soldi pubblici per riparare situazioni gestite male, magari con progetti milionari, richiede una serie di riflessioni del perché le opere non sono state progettate ed anche eseguite secondo le tecniche appropriate. Questo lo dobbiamo ai cittadini per differenti ordini di motivi: i soldi pubblici devono essere spesi bene, i disservizi e a volte i pericoli causati dalle inefficienze, ma soprattutto bisogna finirla con lo sperpero di soldi pubblici senza mai alcuna responsabilità. Anche se poco approfondito, sempre per mancanza di tempi dovuti, segnaliamo per esempio che sul rio Marreri, in particolare nell’attraversamento della strada provinciale 45 ponte Marreri, è prevista la spesa di un milione di euro, causa tra l’altro l’assenza di un franco adeguato rispetto alla norma che non permette il libero deflusso delle portate corrispondenti ai tempi di ritorno. Altro esempio il rio Colette in agro Marreri, con una spesa totale di 600 mila euro, causa sottodimensionamento della sezione dei manufatti esistenti. Ed ancora il rio Funtana Crasones, nella zona industriale di Prato Sardo, per una spesa totale di un milione e mezzo, causa di intersezione con la viabilità ed in particolare il bisogno di ampliamento della sezione dei manufatti. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 27 Ancora il rio Su Grumene con una spesa di un milione per adeguamento e sezione manufatti. La spesa complessiva insomma, dai calcoli che abbiamo fatto facendo una semplice somma, è di oltre 14 milioni di euro. Certamente non tutto sarà colpa dei progettisti ed impresari, ma di certo i ponti e le strutture idrauliche romane sono ancora in piedi e ben solide senza bisogno di alcun adeguamento strutturale. Sindaco Soddu, già in precedenti occasioni abbiamo chiesto e denunciato questo stato di cose, perché il cambiamento vero passa attraverso la trasparenza e la correttezza, ma anche attraverso la responsabilizzazione. Su questo versante l’Amministrazione che governa Nuoro non pare in sintonia con le idee del movimento 5 stelle. Affermo questo perché si sta sbrigativamente portando a termine questa approvazione giustissima, ma mi pare che non ci si concentra mai tutte le volte sulle cause del perché ci si ritrova in queste situazioni.


Precedente CONSIGLIO COMUNALE DEL 05 Agosto 2016 Successivo Banchetto informativo VotoNO al referendum costituzionale