Consiglio Comunale sul Consorzio Pubblica Lettura

Consiglio Comunale sul Consorzio Pubblica Lettura


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catturaAncora muro contro muro sulla gestione del Consorzio per la pubblica lettura
Dibattito allargato in consiglio comunale: «La situazione è drammatica»
Erriu e Firino disertano
l’assemblea sulla Satta
Un altro round in contumacia. Aperto e chiuso con una sola parte sul ring: il Comune. Che alla fine approva una risoluzione che non fa altro che ribadire le posizioni già espresse. Grande assente, all’angolo opposto, la Regione. Sia l’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu, sia l’assessore dei Beni culturali Claudia Firino, infatti, non si sono presentati al confronto di ieri mattina organizzato dall’amministrazione Soddu nella sala consiliare del palazzo civico di via Dante. Invitati entrambi al dibattito allargato nel Parlamentino nuorese, entrambi, Erriu e Firino, hanno disertato limitandosi a inviare a Nuoro una nota scritta letta in aula dal presidente del consiglio Fabrizio Beccu. Tema all’ordine del giorno: “Problematiche inerenti il Consorzio per la pubblica lettura Satta. Discussione e audizione in adunanza aperta”. Tema di discussione «appassionante e drammatica», sottolinea Mario Demuru Zidda, ex sindaco di Nuoro, primo presidente del Consorzio Satta. Invitato anche lui all’assise, come pure gli altri ex sindaci e gli ex presidenti del Consorzio Satta (presenti in sala, e tutti hanno preso parola, oltre lo stesso Demuru Zidda, anche Annico Pau, Ugo Collu e Anna Saderi), «i saggi della città» li chiama il primo cittadino in carica, Andrea Soddu. Ben consapevole che il tema al centro del tavolo è «un tema caldo, un nervo scoperto». «La culla della cultura di Nuoro, così la poetessa Lucia Pinna definì la biblioteca Satta, deve tornare protagonista nella scena nazionale» alza il tiro Soddu. Che mette in chiaro alcuni paletti: «La funzione amministrativa deve essere in capo al Comune. È chiaro che le risorse non possono venire soltanto dal Comune, specie se comune capoluogo come Nuoro. Tutti devono contribuire, anche la Regione e lo Stato. Se la Regione ci crede veramente, vista la legge n° 2 del 2016, allora deve mettere i denari, ma la gestione è del Comune – ribadisce –. Il Consorzio Satta ha bisogno di risorse certe per periodi lunghi, soltanto così ci può essere un vero rilancio della cultura». «Il sindaco ha prospettato un obiettivo alto, lo stesso che da sempre è proprio del Consorzio» prende parola Vannina Mulas, da cinque anni commissario straordinario del Consorzio per la pubblica lettura. In aula per un’audizione che faccia chiarezza sulla storia, il ruolo e la situazione della Satta. «Una storia importante non solo per Nuoro ma per tutto il territorio». Non a caso partecipano attivamente al dibattito anche alcuni sindaci del circondario che hanno risposto all’appello: Efisio Arbau, sindaco di Ollolai, e Giovanni Cugusi, sindaco di Gavoi. «La visione del Polo culturale della legge 2/2016 è una visione moderna e dinamica – riprende Mulas –. A distanza di 30 anni, è una nuova scommessa». Ma ora è necessario un salvagente per assicurare gli stipendi ai 16 operatori del Consorzio e ai 9 dipendenti della Cooperativa servizi bibliotecari (a prendere parola c’è anche Totoni Sanna, presidente della Legacoop). Arriva il turno di Roberto Deriu, consigliere regionale Pd, relatore della legge 2/2016: «Non ci sono problemi insormontabili – esordisce ottimista –. Questa legge dà uno status di privilegio a Nuoro, risolve in via definitiva il problema. È chiaro che nella fase di attuazione le cose rimangono come sono e spero che da questo consiglio venga fuori la volontà di adempiere. La governance, poi, resterà in mano al Comune e ai Comuni del territorio» assicura l’ex presidente della Provincia di Nuoro. Dal versante opposto, è Pietro Pittalis a ironizzare: «Cosa ci stiamo a fare qui?» provoca il consigliere regionale di Forza Italia. «La Regione, con questa famigerata legge, ha esautorato completamente il Comune e gli altri enti che stanno nel Consorzio. Il subentro si sarebbe potuto comprendere, ma esautorare no. Possiamo intervenire subito – dice rivolto a Deriu –, con un emendamento che ripristini lo status quo. Basta che il Pd lo voglia».
Fonte: La Nuova Sardegna
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