Decreto Enti Locali: manine notturne, e dilettanti allo sbaraglio

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La scorsa notte si è chiuso, in Commissione Bilancio, l’esame del decreto Enti Locali. E i portavoce M5S si sono trovati di fronte a un modo di lavorare scandaloso, inqualificabile, assurdo. Parlare di faciloneria è riduttivo, siamo ai dilettanti allo sbaraglio. La gestione di questo decreto umilia il Parlamento. Cosa ha da dire il Mef? E la Ragioneria? E il ministro Boschi?

Sono stati portati all’ultimo momento utile, senza la bollinatura della Ragioneria e senza nemmeno carta intestata, su fogli bianchi qualsiasi, dei testi che la maggioranza ha avuto la sfacciataggine di chiamare “correzioni”, ma che erano in realtà emendamenti soppressivi di modifiche votate in aula. Oppure addirittura si trattava di coperture da 100 milioni.

Si continua insomma con la solita abitudine di inanellare una pletora di provvedimenti d’urgenza che si discutono o, meglio, che NON si discutono alle 3 di notte. Il modo in cui si lavora nelle commissioni è vergognoso.

E’ ovvio che alla maggioranza e al governo faccia comodo sfornare leggi incomprensibili, opache e interpretabili. Così si possono facilmente nascondere, nelle pieghe dei testi, i veri destinatari, i beneficiari dei provvedimenti. Nel caos, infatti, la marchetta la piazzi più facilmente e il Parlamento se la beve senza capire. Con il M5S al governo, anche questo modo di legiferare è destinato a cambiare radicalmente.


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