Una domenica al Monte.

Una domenica al Monte.



di Mara Sanna.


Domenica mattina: Monte Ortobene, Sedda Ortai, pista ciclabile (unica nel suo genere a Nuoro!).

Come ciascun nuorese sa perfettamente perché lo ha ricevuto in dotazione nel corredo genetico, o per chi, come me, pur non possedendo né i natali né la biologia, ha conseguito la laurea ad honorem con visite ed escursioni pluriennali e costanti, per accedervi si parcheggiano macchine o moto nel parcheggione dell’ingresso prinicipale oppure, per i più radicali , nella strada a sinistra, poco dopo aver superato “Sa Conca”.

Sono rimasta a giocare a carte al fresco per un paio d’ore, godevo degli unici suoni naturali di insetti, volatili e risatine giocose di bimbi quando, con grande sconcerto, riconosco invece il rumore di un motore: una macchina bianca mi passa davanti percorrendo la pista ciclabile! Pochi secondi e subito un’altra!

Ho pensato: “che mandroni che siamo! Per scaricare le borse per spuntinare non facciamo due metri a piedi!”

Disappunto e fastidio che presto si sono trasformati in irritazione quando non vedevo le macchine che ritornavano indietro.

Interrompo il mio svago e vado a cercarle…le trovo parcheggiate di fronte alla pista di pattinaggio, niente borsoni né attrezzature, solo un paio di genitori con i figli in bicicletta.

Li saluto, sono nuoresi, gli ricordo che l’accesso è vietato ai veicoli motorizzati e chiedo che portino via le macchine. Uno dei due nemmeno mi guarda in faccia mentre l’altro mi dice: “tanto è tutto abbandonato”…e poi: “la sbarra all’ingresso non c’era”.
Incredibile!!! E questo è il nostro caro Monte? Quello che ci fregiamo di amare, quello la cui bellezza ci riempie di orgoglio, quello per la cui incuria gestionale ci lamentiamo?  Quello per cui lo scorso mese ho presentato un’interpellanza per sapere a quale punto di attivazione fosse il piano antincendio? 

Le due macchine vengono spostate e, avendo sentito che la sbarra alzata ha indotto in qualche modo ad entrare nella Pista, vado e la abbasso.

Passa poco tempo: un’altra macchina. La seguo, stessa cosa, stesso parcheggio davanti alla pista di pattinaggio. Anche in questo caso nessuna attrezzatura da spuntino da scaricare (non che sia una giustificazione ma magari uno è infortunato e non può camminare!), anche in questo caso un nuorese con figlio e bici al seguito.
Dico le stesse cose, con l’aggiunta della sbarra posizionata a dovere e aggravo con una domanda: quale cura e rispetto del nostro territorio stiamo mostrando ai nostri figli?

Anche questa macchina va via, torno alle mie carte ma dura poco…altre due auto! Questa volta sono entrate direttamente dal parcheggio grande…non ci ferma niente…nemmeno il rischio di danneggiarle…sempre più basita mi reco anche da questi…”sì, sì, ora la spostiamo”.

Ma perlesalacchedellemollucche!!! Perché mai c’è bisogno che venga detto! Cosa abbiamo in testa???
Al ritorno in città chiamo la Polizia municipale e segnalo l’accaduto. Anche la risposta del vigile al telefono è coerente: grazie per la segnalazione ma ora non ho unità da mandare, lo faremo…prima o poi.

Ecco chi siamo…siamo nuoresi, noi! Mica turisti che insozzano e deturpano la nostra amata terra, noi sì che siamo gente unica e speciale, di generazione in generazione, rispettiamo e ci prediamo cura solo di una cosa: della nostra comodità da primitivi, da difendere ad ogni costo!

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One thought on “Una domenica al Monte.

  1. Lorenzo Mele il said:

    Brava Mara ……ammirevole senso civico e di attaccamento alla “cosa pubblica”…….ma ti do un consiglio….la prossima volta chiama prima le Forze dell’Ordine (Vigili, Forestale o chi vuoi)….certuni capiscono solo la voce del verbo “pagare pegno” per rinsavire…….è questo il modo per educarli…..i discorsi non servono…….e sei stata fortunata (forse perchè donna) che non ti abbiano aggredito a male parole o peggio fisicamente…..non sarebbe certo la prima volta……

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