Intervento in Consiglio sul Piano Assetto Idreogeologico del 26/09/2016

Intervento in Consiglio sul Piano Assetto Idreogeologico del 26/09/2016


mughina

L’argomento PAI era stato già trattato per la parte frane nel Consiglio comunale del 03.03.2016 dopo una discussione avuta in commissione urbanistica il 2 febbraio 2016.

In quella occasione il M5S aveva riconosciuto l’importanza del lavoro svolto prendendo atto di quanto aveva affermato il Dirigente competente in sede di commissione che si trattava di una materia molto scientifica, tale da portare ad attestare che il lavoro presentato dal professionista incaricato era stato in massima parte un lavoro oggettivo.

La commissione urbanistica poi si è riunita il 23.09.2016 alle ore 11.30 con l’ordine del giorno dell’approvazione PAI per il 26.09.2016, senza dare il tempo necessario di leggere e analizzare centinaia di pagine che riguardano l’argomento. Ricordiamo che lo stesso giorno alle ore 11.00 è stata convocata anche la conferenza dei capigruppo e poi chiusa dal Presidente alle ore 11.05.

Questo comportamento manifesta una assoluta mancanza di sensibilità istituzionale che si ripete nel tempo e le scuse postume sembrano più una prese in giro che una vera voglia di trasparenza e rispetto delle opposizioni. Per di più il piano PAI risulta postato nel sito istituzionale del comune di Nuoro fin dal 16.09.2016 senza dare alcun avviso ai consiglieri comunali!

Il tempo a disposizione quindi non ha consentito una lettura attenta ed una analisi veramente approfondita prima di presentarsi e discutere l’argomento qui in aula comunale.

Abbiamo quindi potuto rilevare alcuni aspetti critici sul lavoro svolto dai tecnici che hanno messo in evidenza, semmai ve ne fosse ancora bisogno, l’approssimazione della progettazione di alcune opere, deficienze che oggi ricadono sulla cittadinanza.

In Italia purtroppo queste negligenze hanno spesso causato catastrofi e lutti.

Facciamo per esempio riferimento al lavoro svolto sul Rio Thiesi che è arrivato alla ribalta delle cronache nuoresi per la chiusura sistematica della Galleria di Mughina infatti quando le previsioni metereologiche peggiorano scatta l’allerta alluvione.

Ricordiamo infatti che gli studi proposti fanno riferimento alla “risposta dei bacini ad eventi di pioggia ad elevata intensità e di breve durata al fine di valutare le portate di piena delle sezioni e per i previsti Tempi di Ritorno indicati dal Piano per l’Assetto Idrogeologico della Sardegna P.A.I.)” pag. 7 All. A.

Andiamo a leggere da pagina pag. 12 e seguenti Allegato B:

“Dall’analisi di tale immagine è possibile rilevare che la morfologia del Riu Thiesi è stata completamente alterata a seguito della costruzione dello svincolo stradale sulla Circonvallazione Sud poco prima dell’imbocco della Galleria Su Nuraghe, interrompendo la naturale confluenza con il Rio S’Ena”.

Prima considerazione che emerge nella realizzazione della circonvallazione sud è che non si è rispettato e valutato quello che era il regolare e naturale percorso del Rio Thiesi che probabilmente era lì da centinaia di anni.

Di seguito si legge:

“… si evidenzia che attualmente, nel punto in cui il Riu Thiesi intercetta la strada di circonvallazione sud in prossimità dell’imbocco della galleria e poco prima del salto suddetto, le uniche opere che dovrebbero garantire la regimazione delle acque all’interno dello scatolare che smaltisce le acque meteoriche del quartiere Carta-Loi sono rappresentate, come è visibile nelle immagini sottostanti, da:

  • una tubazione in cls di diametro 300 mm, facilmente ostruibile, posizionata verticalmente rispetto al piano stradale e collegata a una canaletta che funge da invito ma che risulta quasi completamente erosa;
  • da una feritoia di dimensioni pari a 110x30cm dotata di griglia parzialmente occlusa e collocata subito a valle del salto all’interno del muro di contenimento della strada.

Tali opere rappresentano l’unico possibile accesso delle acque del Rio Thiesi all’interno dello scatolare. Non sono presenti ulteriori opere di imbocco, griglie o caditoie che consentano il convogliamento all’interno dello scatolare delle portate afferenti al bacino del rio. Considerate inoltre le ridotte dimensioni delle aperture, la facilità con cui si ostruiscono, e la scarsa manutenzione, è possibile affermare che solo una modesta porzione delle portate afferenti al bacino del rio in studio scorre all’interno dello scatolare suddetto”.

In questo punto i tecnici incaricati evidenziano sia la dimensione non sufficiente delle opere presenti per il deflusso delle acque che la scarsa manutenzione di tali opere.

Ed ancora poco più avanti si legge:

“Quanto sopra assunto permette di concludere che le acque afferenti al bacino di monte del Riu Thiesi scorrono superficialmente lungo il proprio alveo naturale fino all’intersezione con la Circonvallazione Sud. Da lì, per l’assenza di un’adeguata opera di captazione e convogliamento, superato il divario di quota tra il piano di scorrimento e la quota stradale, e data l’inclinazione della livelletta stradale le acque confluiscono nella galleria stradale “Su Nuraghe” che si sviluppa fino alla SP Nuoro – Orgosolo, in località Mughina. Come esposto nei paragrafi precedenti la costruzione della strada di Circonvallazione Sud e dello svincolo adiacente hanno modificato l’andamento del terreno variando la morfologia del compluvio naturale e influenzando le vie di scorrimento dei deflussi superficiali”.

I tecnici quindi evidenziano in modo chiaro la modifica morfologica naturale e la non adeguatezze delle opere che avrebbero dovuto supportare tali modifiche.

Ed ancora:

“Per quanto sopra esposto è possibile affermare che la definizione della perimetrazione prodotta nell’ambito dell’adeguamento del PUC al PAI (art. 8 c. 2) non rappresenta in modo realistico lo stato dei luoghi, né consente di programmare adeguatamente gli interventi di mitigazione del rischio idraulico. Si evidenzia in primo luogo che la pericolosità individuata nella Tavola Elab. 58.02d non ripercorre il tracciato di nessun manufatto esistente né, in modo più evidente, di un compluvio naturale”.

In questa parte della relazione possiamo evidenziare la scarsa attendibilità delle tavole PUC e PAI precedentemente prodotte. In particolare ne i manufatti esistenti ne un percorso naturale garantiscono il deflusso adeguato delle acque.

La conclusione non può quindi che essere:

“L’analisi svolta ha permesso di valutare con maggior dettaglio la situazione attuale del Riu Thiesi in relazione alle trasformazioni del territorio che negli anni hanno alterato l’andamento del compluvio naturale creando nuove vie di scorrimento superficiale e generando criticità idrauliche importanti”.

Nel caso della Galleria di Mughina la soluzione proposta comporta, data la situazione attuale, la costruzione di una galleria idraulica di 850 metri che intercetti il il Riu Thiesi e bypassando lo svincolo adiacente alla circonvallazione sud le riversi a valle nel corso d’acqua recettore Riu S’Ena. Il tutto per un costo di € 4.045.000.

Si deve quindi ricostruire un percorso naturale non rispettato dalle opere eseguite nel corso del tempo, è chiaro che la soluzione che viene proposta determina dei costi ben superiori per non aver operato correttamente a suo tempo.

Il lavoro che oggi discutiamo in aula è certamente utile ed interessante e per questo dobbiamo evitare di ripetere gli errori del passato.

Prevedere infatti la spesa di soldi pubblici per riparare situazioni gestite in modo errato, magari con progetti milionari, richiede una serie di riflessioni del perché le opere non sono state progettate e anche eseguite secondo le tecniche appropriate.

Questo lo dobbiamo ai cittadini per differenti ordini di motivi: i soldi pubblici devono essere spesi bene, migliorare i disservizi ed i pericoli causati dalle inefficienze ma soprattutto bisogna smetterla di sperperare i soldi pubblici senza avere alcuna responsabilità.

Anche se poco approfondito, sempre per mancanza del tempo avuto a dispozione, segnaliamo per esempio che sul Rio Marreri, ed in particolare l’attraversamento della SP 45 (Ponte Marreri), è prevista una spesa di € 1.000.000 causa tra l’altro l’assenza di un franco adeguato rispetto alla norma che non permette il libero deflusso delle portate corrispondenti ai tempi di ritorno.

Altro esempio il Rio Colette in Agro di Marreri con una spesa totale di € 600.000 causa sottodimensionamento delle sezioni dei manufatti esistenti.

Ed ancora il Rio Funtana  Grasones nella Zona Industriale di Prato Sardo per una spesa totale di € 1.500.000 causa di intersezioni con la viabilità ed in particolare il bisogno di ampliamento delle sezioni dei manufatti.

Ricordiamo anche il Rio Su Grumene con una spesa da € 1.000.000 per adeguamento sezioni manufatto.

La spesa complessiva è prevista per € 14.390.000 solo per quanto riguarda la difesa idraulica All. C.

Tutto non sarà colpa dei progettisti e impresari ma di certo i ponti e le strutture idrauliche romane sono ancora in piedi e ben solide senza bisogno di alcun adeguamento strutturale.

Sindaco Soddu già in precedenti occasioni abbiamo chiesto e denunciato questo stato di cose, il cambiamento vero passa attraverso la trasparenza e la correttezza ma anche con la responsabilizzazione.

Su questo versante l’amministrazione che governa Nuoro non pare in sintonia con le idee del Movimento 5 Stelle.

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Portavoce M5S Nuoro

Tore Lai

 

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