L’Azzardo? E’ adesso!

L’Azzardo? E’ adesso!


Un sabato pomeriggio in una sala giochi per minorenni di un centro commerciale.
Ragazzi che schiacciano tasti compulsivamente
per avere tiket di carta in cambio di soldi veri.
Genitori e Nonni che li lasciano fare.
E di là ci sono le slot per gli adulti.  Dalla scuola all’Università (del gioco)

1Nessuna pallina che rotola nei calciobalilla all’entrata della sala giochi. Così come sono quasi tutte vuote le postazioni dei classici videogame e di altre attrazioni in cui è richiesta un minimo di abilità. Eppure il grande salone al primo piano del centro commercile di Milano (ma vale per qualsiasi città, Nuoro compresa) con le luci e i suoi suoni ammicanti, in questo sabato pomeriggio è pieno di ragazzini, molti dei quali hanno meno di 10 anni.

Ecco un gruppetto dirigersi di corsa verso una macchinetta. In una mano stringono un sacchetto pieno di monete da 50 centesimi, nell’altra dei bigliettini di carta. La macchinetta sembra una roulette. Anzi è una roulette, tranne per due particolari: non ci sono numeri ma solo 5 colori; Se la pallina si ferma su uno dei colori su cui si è scommesso la monetta da 50 centesimi non si vincono soldi, ma i bigliettini di prima, che in gergo si chiamano Tiket redemption letteralmente riscatto del biglietto. In pratica ogniuno vale un punto e ogni volta che si raggiunge una certa cifra si ha diritto a un premio.

Ecco il brillante sistema grazie al quale questa roulette è perfettamente legale: perchè in palio non ci sono soldi ma macchinine, pupazzetti, biglietti del cinema, cellulari.

2Ma torniamo al nostro gruppetto di ragazzini. Alcuni schiacciano compulsivamente i pulsanti che servono a far girare la pallina, gli altri fanno il tifo e aspettano il loro turno. A un certo punto una bambina si stacca e va dalla mamma che è seduta con le amiche al bar accanto. Il suo sacchetto delle monete è rimasto vuoto. “Ancora un euro!”, implora. La mamma fa segno di no, ma alla fine cede. La bimba torna contenta dai suoi amichetti: almeno altre due partite sono assicurate.

 Eugenio Arcidiacono

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