Project Financing Asl Nuoro

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Comunicato stampa

Nuoro 24/05/2016

Project Financing Asl Nuoro

Il project financing della Asl di Nuoro rappresenta la storia del fallimento dei project come utilizzati in Italia, parliamo di uno strumento che avrebbe dovuto fare interagire il pubblico con il privato anche al fine di sopperire alle casse pubbliche sempre più esigue.

La caratteristica principale del project financing sarebbe dovuto essere il coinvolgimento dei soggetti privati nella realizzazione, nella gestione e soprattutto nell’accollo totale o parziale dei costi di opere pubbliche in vista di guadagni futuri.

Secondo la normativa il project è una particolare forma di concessione in cui abbiamo tre soggetti coinvolti:

  1. l’ente pubblico, titolare del servizio;
  2. il soggetto privato, gestore del servizio;
  3. i cittadini, che sono i fruitori del servizio.

Il rischio, l’alea, è strettamente collegato all’aspetto finanziario dell’operazione e dalla fruizione del servizio stesso, ai fini della applicazione della normativa si devono avere due condizioni basilari:

  • il servizio deve essere rivolto al pubblico e non direttamente alla amministrazione;
  • la parte significativa della remunerazione del concessionario deve derivare dalla gestione del servizio, ossia della riscossione di tariffe, canoni o tasse da parte di utenti e non da eventuali contributi del concedente.

A seguito delle numerose crisi finanziarie mondiali e di una Unione Europea che impone rigidi criteri economici, soprattutto in Paesi come l’Italia in cui abbiamo un enorme debito pubblico, sono stati studiati nuovi sistemi per reperire risorse da finanziatori privati quali appunto il project financing.

Nel caso della Asl di Nuoro si riscontra quanto lontano sia stato l’utilizzo del project financing rispetto al suo fine ispiratore, in cui gli elementi fondanti, quali l’utilizzo del capitale privato ed il rischio a carico del promotore, vengono ribaltati con l’utilizzo di capitale pubblico senza alcun rischio del privato.

Questo è stato stabilito dalla sentenza del TAR Sardegna in cui al Giudice amministrativo è bastato richiamare quanto previsto dall’art. 20 del contratto di concessione stipulato il 14 maggio 2008, secondo cui

«L’Azienda riconoscerà al Concessionario, a fronte delle prestazioni rese in esecuzione del presente contratto, un canone secondo quanto previsto nel Piano Economico Finanziario, costituito da due componenti: a) il canone integrativo per la disponibilità, con riferimento alla realizzazione delle opere, per un importo annuale pari a Euro 4.250.000,00 oltre IVA di legge (…) per la durata di anni 25 (venticinque) e mesi 4 (quattro); b) i canoni separati per ciascuno dei servizi prestati all’Azienda (…)» a loro volta complessivamente ammontanti a euro 24.319.193,68 annui”.

Per il Tribunale amministrativo l’art. 20 è di per se sufficiente per affermare come “appare evidente come non si verifichi alcun trasferimento del rischio gestionale ed economico a carico del concessionario, sia perché le prestazioni oggetto dei servizi affidati sono rivolte esclusivamente all’amministrazione aggiudicatrice, sia perché il corrispettivo di tali prestazioni è posto interamente a carico dell’amministrazione”

Per il TAR Sardegna l’annullamento del bando di gara doveva comportare il travolgimento, per automatica caducazione degli atti procedimentali successivi fino alla aggiudicazione definitiva della concessione.

Il Giudice amministrativo aveva stabilito che il contratto di concessione in esame si qualificava come contratto nullo per la illiceità della causa ai sensi dell’art. 1344, contratto in frode alla legge, del codice civile.

Per il TAR l’operazione negoziale ed economica conclusa all’esito della procedura di affidamento in esame, si era caratterizzata per costituire uno strumento con il quale si era elusa l’applicazione delle norme e dei principi che disciplinano la concessione di lavori pubblici e il project financing.

Attenzione che stiamo parlando del contratto originario del 2008 che ora è sotto controllo dell’ANAC e non dell’Atto Aggiuntivo annullato in autotutela che era stato stipulato nel 2010.

Nella valutazione della concessione della Asl di Nuoro deve evidenziarsi come, oltre alla non correttezza procedurale stabilita dal TAR Sardegna, si riscontra un danno economico per la collettività così come accertato dalla SFIRS S.p.A. – Società Finanziaria Regione Sardegna S.p.A., che nella “Relazione di valutazione della sostenibilità economico- finanziaria dell’intervento di finanza di progetto ASL 3 Nuoro”, trasmessa il 22 aprile 2008, prot. n. 0778 Area investimenti/AZ/EC giungeva alla conclusione che il project era meno vantaggioso finanziariamente rispetto al mutuo presso la Cassa depositi e prestiti (CDP).

L’analisi sul project financing, eseguita sul caso della Asl di Nuoro, deve essere generalizzata per capire come uno strumento posto in essere per far dialogare il pubblico con il privato, e per incentivare l’utilizzo di capitali privati per l’ampliamento dei servizi ai cittadini, sia stato utilizzato male.

La catena perversa è sempre la stessa: il committente pubblico affida in concessione la progettazione, costruzione e gestione dell’opera pubblica ad una società di diritto privato (SpA), ma con capitale tutto pubblico, basta ricordare le tante grandi opere quali la TAV SpA, lo Stretto di Messina SpA o il Mose di Venezia.

Il caso della Asl di Nuoro sembra da questo punto di vista emblematico, infatti stiamo parlando di una piccola realtà locale in cui una multinazionale deve gestire per 30 anni un volume enorme di finanziamenti pubblici di un ente quale la Asl, che a tutti gli effetti risulta essere la maggiore organizzazione produttiva del territorio nuorese, bloccando quindi in maniera rilevante la possibilità di sviluppo di imprese locali e no.

Diverso sarebbe stato se la gara fosse stata eseguite secondo logiche di mercato infatti in quel caso la multinazionale avrebbe potuto e dovuto attingere risorse anche dalla imprenditoria locale secondo prezzi di mercato, stimolando una sana competizione.

Il M5S, oltre la interrogazione parlamentare, il 17 novembre 2015 a livello locale aveva presentato una denuncia pubblicata negli organi di stampa e personalmente fin dal 2013 avevo analizzato il fenomeno mediante uno studio universitario, per cui la situazione era ben nota, ma la classe politica nuorese e regionale non ha voluto sentire.

Il Movimento 5 Stelle di Nuoro data la situazione di criticità del Project Financing della Asl Nuoro chiede che  le forze politiche si dichiarino contrarie a questo progetto, contro un mostro che pare più consono ad assunzioni clientelari che ad un vero volano per la imprenditoria locale.

Portavoce M5S Nuoro

Tore Lai

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