Resoconto del Consiglio Comunale del 03/03/2016

Resoconto del Consiglio Comunale del 23/11/2015

scarica dal link sottostante

Resoconto_CC_03.03.2016

Variante PAI, riforma enti locali, Nuoro denuclearizzata, stato scuole cittadine, Canile, regolamento commissione istituzione vigilanza spettacolo

  1. TAV 1_CARTA LITOLOGICA
  2. Variante al Piano stralcio PAI
  3. ELAB 1_RELAZIONE VARIANTE CONSEGNA
  4. TAV 2_CARTA USO SUOLO
  5. TAV 3_CARTA DELLA PENDENZA
  6. TAV 4_CARTA INSTAB POTENZIALE
  7. TAV 5 A_CARTA GEOM FEN FRAN
  8. TAV 5 B_CARTA GEOM FEN FRAN
  9. TAV 5 C_CARTA GEOM FEN FRAN
  10. TAV 5 D_CARTA GEOM FEN FRAN
  11. TAV 6a_CARTA PERICOLOSITà FRANA HG
  12. TAV 6b_CARTA PERICOLOSITà FRANA HG
  13. TAV 6c_CARTA PERICOLOSITà FRANA HG
  14. TAV 6d_CARTA PERICOLOSITà FRANA HG
  15. TAV 6e_CARTA PERICOLOSITà FRANA HG
  16. TAV 6f_CARTA PERICOLOSITà FRANA HG
  17. TAV 6g_CARTA PERICOLOSITà FRANA HG
  18. TAV 6h_CARTA PERICOLOSITà FRANA HG
  19. TAV 7_CARTA ELEMENTI A RISCHIO
  20. TAV 8a_CARTA DEL RISCHIO FRANA RG
  21. TAV 8b_CARTA DEL RISCHIO FRANA RG
  22. TAV 8c_CARTA DEL RISCHIO FRANA RG
  23. TAV 8d_CARTA DEL RISCHIO FRANA RG
  1. Convocazione CC 2_03.03.2016
  2. Lai_Riforma Enti Locali
  3. Montesu_Proroga e rinnovo contratti ammninistrazione
  4. Saiu_Stato sicurezza scuole cittadine
  5. Ric DFB Circonvallazione sud
  6. Nuoro denuclearizzata
  7. ODG Aggiuntivo CC 3_03.03.2016
  8. Istituzione Commissione Vigilanza Spettacolo_Regolamento
  9. Lai_Canile e contributi associazioni animaliste 01.03.16

Intervento del consigliere Lai (M5S)

PRESIDENTE Buonasera a tutti. Se non ci sono problemi iniziamo con l’ultima interrogazione che è stata portata dal Movimento 5 Stelle per cui è stato fatto l’integrativo, alla quale risponderà l’Assessore Sanna. PUNTO UNO ALL’ORDINE DEL GIORNO: INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE. INTERROGAZIONE CANILE E CONTRIBUTI ASSOCIAZIONI ANIMALISTE (LAI_M5S). Prego il Consigliere Lai di iniziare l’esposizione. CONSIGLIERE LAI Buonasera a tutti. In riferimento alla gestione degli animali da parte del Comune di Nuoro e dalle verifiche eseguite presso gli uffici comunali, è emersa una situazione che evidenzia delle inefficienze e pressapochismo da parte della precedente e della nuova Amministrazione Comunale. Risulta infatti che non sia stato mai nominato un responsabile del procedimento per quanto riguarda la gestione degli animali. Questo nonostante il Comune sia responsabile in prima persona della lotta al randagismo e protezione degli animali da affezione. Questa mancanza di responsabile del procedimento è palesemente contraria alla normativa che impone all’Art. 5 della Legge 241/90 la presenza di un responsabile al fine di avere una figura specifica di riferimento sulla gestione di tale materia. Tutto questo inevitabilmente determina il crearsi di confusione ed inefficienze sull’assunzione di responsabilità della gestione del servizio suddetto, senza considerare tutte le polemiche e discussioni venute alla luce in questi giorni. Altra clamorosa e maggiore inefficienza riguarda la mancanza di assegnazione tramite gara di appalto della gestione per la lotta al randagismo e protezione degli animali da affezione. Ricordiamo infatti che la vecchia convenzione con il canile di Macomer è scaduta e sono stati espletati due rinnovi dopo la scadenza dell’appalto. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 6 Nonostante sia stata presentata una proposta di appalto da parte dei competenti uffici comunali, alla precedente e all’attuale Amministrazione nulla è stato fatto fino alla scadenza dell’ultima convenzione rinnovata al 31/12/2015. Questo ha determinato che agli inizi del 2016 si è continuato ad utilizzare il servizio del canile di Macomer senza alcuna validità amministrativa. A complicare ulteriormente le cose è subentrato il blocco dei ricoveri nel canile di Macomer per sovrannumero di accoglienza degli animali da parte dei veterinari A.S.L. in seguito alla presentazione di una denuncia da parte di un’associazione. In questa situazione di emergenza il Comune di Nuoro ha assegnato gli animali recuperati al canile di Corte, unico disponibile a Nuoro. Per la precisione bisogna ricordare che a Nuoro in località Prato Sardo si trova un altro canile di proprietà del Comune di Nuoro, gestito senza titolo da privati che avevano un contratto d’uso di trent’anni ormai scaduto, oltretutto il Comune di Nuoro, con i gestori del canile di Prato Sardo, in un lungo contenzioso presso il Tribunale giudiziario. Questa situazione descritta ci dimostra che siamo nella confusione più assoluta. Gli avvenimenti di cronaca di questi giorni, con affidamento di alcune cucciolate all’ENPA, rientra in questa condizione approssimativa. In questo caso i cani non potevano essere ricoverati nel canile di Corte perché ancora troppo piccoli e quindi non gestibili con le modalità di cani svezzati, come indicato nella determinata del 31/12/2015. Si ricorda inoltre che il medesimo procedimento era stato adottato nei confronti dell’ENPA anche l’anno precedente, sempre alla fine dell’anno però del 2014. Il problema dei cuccioli quindi era ben risaputo da tempo ma non si è provveduto a trovare una soluzione più trasparente. Nella determinazione infatti del fine 2014 si legge che il servizio ambiente del Comune di Nuoro richiede all’ENPA, vista l’impossibilità del ricovero presso il canile rifugio convenzionato, di volersi far carico del temporaneo sostentamento e mantenimento dei cuccioli. Quello che emerge è quindi ancora una volta la mancanza di regole certe. Ricordiamo che non ci sono strutture per il canile sanitario che ha il compito di gestire e accogliere i cuccioli. Infatti sia il canile-rifugio di Macomer che di Corte non hanno caratteristiche per il mantenimento dei cuccioli. Nonostante questa situazione il Comune di Nuoro non ha predisposto un regolamento da attuare con le varie associazioni animaliste, affinché la gestione dei a cura dell’I.D.N. S.n.c. 7 cuccioli potesse avvenire secondo una procedura di evidenza pubblica trasparente. Viste le considerazioni sopra esposte si chiede: – se risulta vero che il servizio ambiente non ha nominato un responsabile del procedimento per la lotta al randagismo e protezione degli animali da affezione; – come intende agire la Giunta Soddu affinché si possa procedere a una nuova gara d’appalto; – come si intende procedere nella struttura canile comunale di Prato Sardo, in particolare se si vuol prendere in considerazione la possibilità della creazione di un canile sanitario e rifugio comunale, magari attuando convenzioni che possano utilizzare la passione e le competenze delle associazioni di volontariato; – come si intende procedere con le eventuali assegnazioni di cuccioli in mora della nuova gara d’appalto affinché avvengano in maniera trasparente e magari a rotazione, tramite l’adozione di un regolamento che normi i rapporti con le associazioni animaliste che operano nel territorio comunale. PRESIDENTE La parola all’Assessore Sanna. ASSESSORE SANNA Grazie Presidente, saluto i Consiglieri Comunali e tutti i presenti. Ringrazio il Consigliere Lai per aver, nel giro di pochi giorni sostanzialmente, portato nuovamente all’attenzione del Consiglio Comunale quello che è uno dei problemi che l’Assessorato che conduco sta cercando di affrontare. Sta cercando di affrontare a dire la verità dai primi giorni di insediamento, proprio perché le continue e ripetute istanze da parte di associazioni e da parte della A.S.L. stessa che più volte ci ha sollecitato, ho qua appunto una nota di settembre, ha richiesto diverse volte informazioni in merito allo stato dell’arte sia per quanto riguarda il canile sanitario, che lei giustamente cita, sia per quanto riguarda la situazione del canile rifugio, che poi a dicembre è stato in pratica non chiuso ma ci è stato interdetto, diciamo così, per quanto riguarda il conferimento di nuovi esemplari come ha detto lei per sovrannumero. E in linea generale ho potuto rilevare sostanzialmente un’assenza di procedure certe che, in una materia complessa quale quella della lotta al randagismo, ritengo essere essenziale. Vale a dire che essendo una normativa che conferisce e coinvolge diversi enti, quindi a partire dalla A.S.L, a seguire con il Comune, la polizia municipale e il settore ambiente e anche le associazioni animaliste vengono citate esplicitamente nelle a cura dell’I.D.N. S.n.c. 8 norme di riferimento, quali appunto soggetti coadiuvanti l’opera e l’azione di lotta al randagismo, ci è sembrato doveroso occuparci da subito del problema. L’abbiamo fatto con la convocazione di un tavolo tecnico permanente, che quindi svolge ancora il proprio lavoro, che a breve si riunirà nuovamente e che vede coinvolti tutti questi soggetti. Stiamo pensando di allargare rispetto ai soggetti citati, ovvero tutte le associazioni di volontariato operanti in città, almeno quelle in nostra conoscenza, la A.S.L, la polizia municipale, il settore ambiente e stiamo cercando di allargare anche al corpo forestale di vigilanza ambientale perché molto spesso proprio nel territorio extraurbano avvengono dei ritrovamenti e molto spesso legati all’attività della pastorizia si denotano alcuni casi abbastanza al limite e aggressioni da parte di cani randagi e cani al limite del randagismo, ovvero cani che magari svolgono la funzione di cane pastore ma non sono microchippati né tanto meno sterilizzati. Questo chiaramente crea in un contesto come quello io dico di Nuoro ma della Sardegna in generale delle problematiche che sono a livello nazionale riconosciute come problematiche certamente superiori a quella che è la media nazionale, proprio per il proliferare di questi casi. Venendo ai quesiti che lei pone, quindi per quanto riguarda il responsabile del procedimento che la norma effettivamente prevede di indicare, diciamo che non risulta agli atti del Comune una vera e propria nomina di responsabile del procedimento. Sta di fatto che esiste un responsabile di fatto, cioè esiste comunque una funzionaria che, in modo egregio e per le limitate possibilità che l’ente purtroppo è in grado di conferirle, svolge tutte le funzioni che sono… Non c’è dubbio. Il dirigente faceva notare che se la responsabilità non è delegata evidentemente rimane in capo al dirigente. Diciamo che è la ratio attuale. Non c’è dubbio che è nostra intenzione provvedere al più presto, nell’ambito anche di quella che è una riorganizzazione della macro struttura che ha già preso piede. Quindi nell’ambito di una riorganizzazione generale senz’altro anche il settore ambiente non solo per quanto riguarda la lotta al randagismo ma per tutta una serie di altri aspetti verrà al più presto individuata in via ufficiale una figura che di fatto esiste per quanto riguarda almeno gli aspetti procedimentali. Approfitto all’ultima domanda che lei pone, quella relativa al regolamento. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 9 Anche qui abbiamo ravvisato la necessità di dotarci di un regolamento, perché la base da cui si deve partire in questo tipo di attività è senz’altro quella del regolamento consiliare, che è già all’attenzione della commissione consiliare competente, che quindi la sta esaminando. E nell’ambito di questo regolamento è previsto, è anche auspicabile, viste le sollecitazioni che sono pervenute sia da parte di maggioranza che, come oggi, da parte dell’opposizione, di normare anche quelli che sono i rapporti tra il Comune e le associazioni di volontariato, in un’ottica di trasparenza e in un’ottica di rotazione, di collaborazione reciproca e costruttiva in quello che deve essere evidentemente l’interesse comune. La seconda domanda è sulla gara d’appalto. Questa è un’altra nota dolente. Lei ha richiamato giustamente di fatto una gara o almeno degli atti di gara che sono già predisposti e che sono all’attenzione del settore finanziario che non ha mai dato il parere di regolarità affinché si potesse continuare a procedere in questo senso. Da questo punto di vista siamo in regime di proroga sostanzialmente e ribadisco, come già detto la scorsa volta, che il problema è un problema molto sensibile anche dal punto di vista finanziario, perché pesa sulle casse comunali per una cifra che va dai 180 ai 200.000 annui, quindi è un problema assolutamente rilevante. Come Giunta è alla nostra attenzione comunque anche questo problema, visto che ci appropinquiamo anche alla predisposizione del bilancio di previsione, cercheremo evidentemente di dare risposte anche a questa esigenza, se necessario anche dando al dirigente dei nuovi atti di indirizzo relativamente all’indizione della nuova gara, con la speranza che la gestione del canile-rifugio, perché in questo caso parliamo di canile-rifugio e non sanitario, sia volta a una collaborazione continua con l’ente, cosa che ci consta essere mancato abbastanza, relativamente soprattutto alle campagne di adozione, perché chiaramente oggi abbiamo anche dei problemi logistici molto forti: cioè il canile municipale di Nuoro ha sede a Macomer, a quasi 60 chilometri di distanza, e questo evidentemente è ostativo anche rispetto alla possibilità per i nostri concittadini di andare a visitare, ad accudire, a relazionarsi ed eventualmente anche ad adottare degli esemplari che sono lì custoditi. Quindi è alla nostra attenzione anche questo problema. Rispetto al canile sanitario, approfitto per fare un’altra comunicazione: era stata individuata già dalla precedente Amministrazione un’area che effettivamente rilevo a cura dell’I.D.N. S.n.c. 10 anch’io abbastanza interessante per poter fare un canile sanitario ed è l’area dell’ex casermetta dei carabinieri sita in località Su Grumene, peraltro già sede dell’unità cinofila dei carabinieri, quindi già in parte si potrebbe già prestare per ospitare degli animali. Il problema è che questa struttura non è pronta all’utilizzo, sappiamo essere giacente anche un progetto di ristrutturazione, di miglioramento, che si aggira intorno ai 100.000 euro, o almeno si aggirava perché abbiamo delle segnalazioni relativamente al fatto che purtroppo il locale viene spesso depredato o comunque ha uno stato degradativo che procede man mano che i giorni passano. Cioè diciamo che è alla mercé di tutti sostanzialmente, quindi probabilmente i soldi che serviranno sono maggiori. Quindi da questo punto di vista vedremo di valutare e anche insieme alla A.S.L. quella che può essere una soluzione anche condivisa. Quindi abbiamo inoltrato una richiesta all’Assessorato, c’è un’interlocuzione informale con l’Assessorato Regionale alla sanità perché evidentemente un canile sanitario in quella posizione o comunque all’interno del Comune di Nuoro assolverebbe a canile sanitario di tutto il distretto sanitario e quindi chiaramente avrebbe una valenza certamente sovraccomunale. Per quanto riguarda invece lo stato dell’arte dell’area di Prato Sardo, nota come canile comunale ma di fatto un ex canile comunale, l’area è oggetto appunto di contenzioso. E’ una struttura assolutamente di proprietà comunale che era stata data in concessione, in comodato diciamo, non come canile ma come area. Poi la famiglia che l’ha gestita vi ha realizzato un canile comunale, insomma nel contratto – del quale può essere presa visione – erano previste una serie di cose come dei box riservati ai cani del Comune, quindi per il rifugio evidentemente dei randagi catturati nel territorio comunale. Di fatto il contenzioso non ha consentito la restituzione di quest’area, quindi siamo ancora in questa fase, ne abbiamo la proprietà ma non ne abbiamo la disponibilità. Spero di aver risposto a tutto, la ringrazio ancora. PRESIDENTE La parola al Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI Prima colgo l’occasione, visto che parliamo di questo argomento, di ricordare a cura dell’I.D.N. S.n.c. 11 che forse bisognerebbe e anche portare avanti una campagna per la sterilizzazione degli animali, che probabilmente risolverebbe in parte anche i disagi di cui stiamo parlando. Poi chiedo ancora un chiarimento, perché si sta facendo la gara d’appalto e quindi mi pare di capire che non si stia prendendo in comunicazione il fatto che la struttura di Prato Sardo possa essere utilizzata per creare un canile comunale. Questo mi pare di capire. Una precisazione: quel canile in realtà potrebbe tornare tranquillamente in possesso del Comune perché chi lo possiede non ha nessun titolo per possederlo. Mi spiego: il contenzioso non giustifica il mantenimento fisico di quella struttura da parte di chi lo possiede.

 

PRESIDENTE Procediamo con l’ultima interrogazione del Consigliere Lai. RIFORMA ENTI LOCALI. Consigliere Lai, le chiedo di non leggere tutta l’interrogazione ma almeno la parte finale. CONSIGLIERE LAI Proverò ad essere breve. La riforma degli enti locali è legge pertanto diventa necessaria la sua attuazione. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 21 È giusto effettuare una prima riflessione rispetto a quanto è stato detto e letto in questi mesi nei vari dibattiti pubblici. Alcuni sostenevano da spostare degli Assessorati Regionali a Nuoro, altri che il centro Sardegna si ritrovava schiacciato tra il nord e il sud, lo stesso Sindaco Soddu ha dichiarato che era in gioco la democrazia con i territori privati della rappresentanza e delle funzioni, parlando di territori in trincea. Anche le forze di destra e di sinistra, le medesime che in realtà governano in Regione, hanno partecipato a questo allarme generale, fino ad affermare che si stavano intaccando i principi costituzionali. La Legge Regionale N. 2 del 2016 in realtà non ha apportato modifiche fondamentali rispetto ai rischi denunciati dalle forze partitiche a Nuoro e non solo. Per quanto riguarda Nuoro e il territorio nuorese, nella legge approvata viene introdotta la figura della rete urbana quale Unione dei Comuni costituita da un Comune con più di 30.000 abitanti, la città media un Comune con più di 30.000 abitanti, per cui Nuoro ha la Presidenza della rete urbana del nuorese. Tutto qui. Quindi vale a dire nulla o quasi di nuovo rispetto alla proposta presentata con il disegno di legge 176 del 2015. Il Movimento 5 Stelle, nell’intervento del Consiglio Comunale del 23/11/2015, indetto appositamente per discutere della riforma degli enti locali, ed anche nelle dichiarazioni agli organi di stampa, aveva denunciato il polverone mediatico poco utile per i cittadini ma certamente una valida vetrina per la classe politica. Avevamo sostenuto e sosteniamo che fin dal 1948 con la legge costituzionale N. 3, statuto speciale della Sardegna, la nostra classe politica poteva e doveva operare per avere enti locali efficienti e consoni alle nostre caratteristiche. Nel caso di specie si doveva intervenire affinché piccoli Comuni potessero avere e garantire servizi efficienti ed efficaci. La nostra classe politica invece ha proliferato enti inutili, consorzi, Comunità Montane al mare e raddoppio delle Province, buone a dare cariche e prebende politiche ma soprattutto causa di spreco di denaro pubblico e servizi inefficienti. È in questo contesto che intervengono le normative nazionali, a partire dal Decreto Monti del 2010 fino ad arrivare una cosiddetta legge Delrio del 2014. Quindi abbiamo avuto un intervento nazionale in tutte le regioni, causa il fallimento della classe politica. La vera sfida, al netto delle dichiarazioni populiste, è saper creare associazionismo mediante una rete condivisa tra i Comuni sardi che possano a cura dell’I.D.N. S.n.c. 22 ottimizzare i servizi dei cittadini diminuendo ed eliminando i costi inutili. Le Unioni dei Comuni in generale devono essere formate da almeno quattro Comuni con una popolazione non inferiore a 10.000 abitanti. Lo stesso spirito deve essere applicato anche in altre forme associative, che siano città metropolitane, che sia rete metropolitana o che sia rete urbana. Finito il periodo degli spot, si deve procedere alla attuazione della norma e per quanto riguarda Nuoro la scelta di formare un’Unione dei Comuni tramite una rete urbana diventa una sfida fondamentale per il territorio nuorese. Nuoro deve diventare il polo di riferimento operando con pari grado con i Comuni del nuorese. Per esempio Nuoro deve decidere con quanti e quali Comuni limitrofi vuole costituire un’Unione di Comuni. Vincere questa sfida ha un grande significato in quanto darebbe al territorio nuorese quella credibilità e forza che le consentirebbe di dialogare di pari grado con il nord e con il sud della Sardegna. Ricordiamo però che queste scelte non sono di competenza esclusiva della maggioranza Soddu in quanto le tematiche fondamentali devono essere approvate dal Consiglio Comunale per cui il Sindaco Soddu deve consultare nei luoghi istituzionali le forze politiche per passare dal periodo delle chiacchiere a quello delle proposte concrete da attuare. Sui giornali invece si continuano a leggere dichiarazioni senza aver avuto un minimo di coinvolgimento del Consiglio Comunale o comunque delle forze politiche che ne fanno parte. Si chiede quindi al Sindaco Soddu come intende muoversi in riferimento all’attuazione della formazione delle Unioni dei Comuni? Quali proposte intende portare avanti per l’attuazione della formazione dell’Unione dei Comuni e come intende coinvolgere le forze politiche presenti in Consiglio Comunale. PRESIDENTE La parola al Sindaco. SINDACO Grazie Consigliere Lai per l’interrogazione che mi dà la possibilità di illustrare un po’ lo stato dell’arte sulla tematica di interesse. La legge è entrata in vigore il 13 febbraio del 2016. Questa legge dice: entro 30 giorni le città medie debbono dire cosa vogliono fare in relazione alla costituzione o meno di una rete urbana. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 23 Dopodiché, mi pare sia all’Art. 8, si stabilisce che sarà la Giunta Regionale a disegnare gli ambiti ottimali anche sulla base delle indicazioni che provengono dai territori. Quindi la prima cosa che io ho fatto è stata il 18 febbraio 2016: ho scritto ai Sindaci della vecchia Provincia di Nuoro, ai Presidenti delle Unione dei Comuni e ai Presidenti delle Comunità Montane e li ho convocati qua in quest’aula per il 25 febbraio alle ore 17. Leggo la lettera, tanto sono poche righe. “Con l’approvazione della Legge Regionale di riordino si apre una nuova fase sperimentale dei rapporti tra enti locali e Regione nonché tra varie zone della Sardegna. Entro il 13 marzo p.v. la Giunta Regionale, previa intesa con la conferenza Stato-Regioni-Enti locali, dovrà tra l’altro adottare il piano di riordino territoriale. In presenza di questa novità normativa, molti di noi sono divisi tra scetticismo da un lato e ottimismo dall’altro. Ma un concetto sembra comunque essere chiaro: non possiamo attendere inermi e vi è la necessità di discutere insieme delle eventuali strade da percorrere, cioè se sia il caso di dare luogo a un’unica Unione dei Comuni divisa in più ambiti ottimali ovvero mantenere la conformazione attuale”. Alla riunione del 25 febbraio hanno partecipato una ventina di Sindaci, ve li cito: il Sindaco di Orotelli, il Sindaco di Orune, il Sindaco di Dorgali, il Sindaco di Oliena, il Sindaco di Fonni, il Sindaco di Belvì, il Sindaco di Sarule, il Sindaco di Bolotana, il Sindaco di Silanus etc. Con loro si è discusso un po’ sul da farsi, su quelle che sono le possibilità normative da proporre ai propri Consigli Comunali che poi sono coloro che devono decidere sulla base di proposte. Ci siamo lasciati con questi Sindaci con l’intento di rincontrarci per elaborare delle proposte da fare ai nostri Consigli Comunali, ai Consigli Comunali di ognuno. Io dico la mia opinione, che è la seguente: da soli e anche in una rete urbana costituita da Nuoro con Oliena o da Nuoro con Orune, cioè da Nuoro con uno dei paesi vicini non andiamo da nessuna parte. È necessario dare un messaggio politico, indipendentemente che ci sia Andrea Soddu, Sandro Bianchi, Tore Lai, Peppe Montesu, Basilio Brodu o quello che vuoi ad amministrare la città. Dobbiamo dare un segno ai poli forti che noi siamo uniti e siamo disposti ad essere uniti al di là degli steccati partititi e ideologici nelle battaglie a cura dell’I.D.N. S.n.c. 24 comuni, che sono le battaglie per le infrastrutture, le battaglie per lo sviluppo, le battaglie per chi ci crede nella zona franca etc. Allora, le proposte sotto il profilo giuridico che io ho avanzato, adesso ve le leggo, sono due: o la costituzione di un’unica rete urbana, con la specificazione che vi dirò dopo, divisa in tanti sub-ambiti quante sono le Unioni dei Comuni esistenti. Questo perché la legge ci consentirebbe, e questo l’ha confermato anche l’Assessore Erriu, con il quale abbiamo parlato in questi giorni e anche ieri per telefono, la legge consentirebbe di fare un’Unione dei Comuni chiamata rete urbana, rinunciando nello statuto alla possibilità che, così come previsto invece dalla legge, il Presidente della rete urbana sia sempre il Sindaco della città media più popolosa, perché questo impedirebbe sostanzialmente di fatto per rapporti politici ai Sindaci magari di cittadine anche popolose, numerose, di ambire ad essere il Presidente della cosiddetta rete urbana. Per cui difficilmente poi si può aggregare dove comanda solo Nuoro e gli altri no. Allora una rete urbana che comprenda tutte le Unioni dei Comuni esistenti che però tengono alla loro identità e alla loro funzionalità se l’hanno avuta, se è stata sperimentata, perché vengono sostanzialmente a coincidere con i nuovi ambiti ottimali. E questa è una proposta. È la stessa proposta che tra l’altro stanno avanzando a Oristano e a Olbia. L’altra proposta è quella di costituire una rete urbana con Nuoro e i paesi del circondario che ci stanno. Però andiamo bene a capire, non è necessario che lo dica io perché lo capiscono tutti, che i paesi vicini a Nuoro sono già in un’Unione dei Comuni o in una Comunità Montana e difficilmente se ne escono per andare a legarsi a un Comune molto più grande di loro, che quindi porrebbe dei problemi in termini di votazione, di decisione e così via. Comunque queste due soluzioni sono le soluzioni che sono state prospettate in una lettera che io ho mandato esattamente il 1° marzo ai Sindaci di tutto il territorio vicino a Nuoro, ai Presidenti delle Unioni dei Comuni e alle Comunità Montane facendo la sintesi della riunione del 25 febbraio, proponendo queste soluzioni A e B che vi ho appena illustrato, convocandoli per l’8 marzo che è martedì alle ore 16 presso questa sala consiliare, con la finalità di discutere di questo argomento nonché previa condivisione con i singoli Consigli Comunali che dovranno essere interpretati a cura dell’I.D.N. S.n.c. 25 di avanzare una proposta unitaria alla Giunta Regionale entro il termine del 13 marzo prossimo venturo. Per cui mi sembra, se non interpreto male la sua interrogazione, anche avendone parlato con lei proprio alcune volte a palazzo, siamo nella linea che lei invoca, nel senso che noi ci siamo mossi, abbiamo convocato già due riunioni, una si è tenuta e l’altra si terrà l’8 marzo. L’obiettivo è quello di creare una unione forte per quanto possibile, per quanto vogliano aderire gli altri Consigli Comunali. Una volta che abbiamo acquisito le adesioni sul progetto di massima proporrò al Consiglio Comunale per vedere tutti insieme in questa sede, che è la sede principe dove si decidono questi argomenti, che cosa fare. Devo anche dire che martedì 8 marzo non verranno solo i Sindaci del territorio contermini a Nuoro e della vecchia Provincia di Nuoro, ma sono stati invitati anche i Sindaci dei paesi di Nule, Benetutti, Anela, Burgos, cioè di quella zona che è vicino alla vecchia Provincia di Nuoro ma stava nella Provincia di Sassari e adesso si trova come un pesce fuor d’acqua anche più di noi. Però la mattina dell’8 marzo verranno a Nuoro i Sindaci delle città medie con il Presidente regionale dell’ANCI Sardegna per discutere insieme con gli altri Sindaci delle città medie e quello che loro hanno prospettato nei loro territori. Mi sembra di avere così adempiuto a quello che era il mio dovere istituzionale di rappresentanza, salvaguardando, così come ho scritto nella lettera che dopo le posso dare in copia a chi vuole, la prerogativa del Consiglio Comunale che dovrà decidere in ordine a quelli che saranno i risultati di questa specie di indagine, diciamo così, conoscitiva per adesso rispetto alla Regione. Devo anche dire che abbiamo scritto insieme ai Sindaci di Oristano e di Olbia un’altra lettera che in parte si ricollega a questa vicenda, cioè che è relativa alle risorse per le università decentrate, perché è chiaro che qualsiasi forma di unione noi studiamo, anche forte politicamente che sia, se poi qua le risorse le mandano sempre nei posti dove sono già più forti, le prospettive non sono simpatiche. Per quanto riguarda i miei pronunciamenti rispetto alla riforma degli enti locali, la mia opinione rimane sempre la stessa: la legge di riordino degli enti locali è una legge malfatta, è una legge malpensata, è una legge che contiene in sé una differenziazione istituzionale che non doveva esserci, è una legge che per Nuoro prevede una sorta di esproprio colonialista da parte della Regione delle principali istituzioni culturali, cosa che abbiamo denunciato in più sedi. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 26 Però, siccome è la legge vigente, la dobbiamo applicare per cui ci stiamo muovendo in quella direzione. Spero di essere stato esaustivo. Consigliere Lai, la documentazione ce l’ho qua se la vuole leggere. PRESIDENTE La parola al Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI Per prima cosa fa piacere che finalmente in questo Consiglio Comunale si entri nel merito della legge, visto che la proposta risaliva al 1° gennaio 2015 e probabilmente se si fossero ascoltate tutte le forze politiche, come sarebbe stato corretto fare prima, perché uno deve andare a portare l’idea di quello che è il proprio Consiglio Comunale, non è che porti dopo l’idea. Quindi come procedura la continuo a contestare. Invece rimango soddisfatto del fatto che finalmente si inizia a parlare nel merito, perché tutti gli spot sentiti per un anno e oltre non si potevano sentire. Noi nell’intervento come Movimento 5 Stelle fatto il 23/11/2015, che non richiamo solo per brevità di tempo, dicevamo esattamente che la riforma partiva dal discorso che ci fosse l’idea di associazionismo tra i Comuni. Per me sentire che il Presidente della rete urbana sia di Nuoro o meno continua ad andare nella direzione che non si vuol capire. La verità è che i Comuni sardi, e non solo, per anni e anni hanno ostacolato forme di associazionismo che potevano essere fatte benissimo senza imposizione nazionale ma i signori Sindaci e i patronati locali pensavano solo a gestire i propri poteri. Questa è la verità e non vorremmo che si continui in questo modo, perché faccio presente adesso, così poi ce lo ricorderemo più avanti, che i sub-ambiti territoriali che vengono definiti tramite convenzioni, che può essere esattamente la forma per non fare quella forma di associazionismo che deve essere fatto. Quindi lo ricordo adesso: attenzione a sub-ambiti territoriali perché sono esattamente quello che i Comuni hanno chiesto e il Consigliere Deriu l’ha anche detto il giorno che è stata una richiesta dell’ANCI, proprio per far rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta.

 

PAI.

PRESIDENTE La parola al Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI In realtà non volevo intervenire perché la materia è molto tecnica, invece mi tocca intervenire perché gli interventi avuti adesso un po’ mi lasciano perplesso. L’argomento infatti è stato discusso in commissione urbanistica il 2 febbraio. Di tutte queste cose che si sentono oggi, perché in realtà dalla discussione avuta lì, adesso espongo brevemente quello che è stato il senso di quella discussione, tutti sembravamo convinti che era cosa buona e giusta. Adesso emergono delle cose che onestamente lasciano perplessi. Il Movimento 5 Stelle dice: da mesi e mesi si va in commissione a parlare delle cose, avremmo voluto che anche tutti questi aspetti si fossero trattati in commissione. Ma di questo non si è parlato nulla, per cui è facile dire “poi si va in Consiglio…”. Ma uno cosa fa in Consiglio dopo che sente tutte queste cose e in commissione non si è detto nulla? Allora io riferisco brevemente in un minuto cosa è emerso dalla commissione. Si tratta di una materia molto scientifica che quindi si è presentata ad una discrezionalità minima, tale da portare ad affermare al dirigente in sede di commissione che il lavoro presentato dal professionista incaricato è stato in massima parte un lavoro oggettivo. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 38 Il professionista incaricato aveva già svolto studi precedenti in materia per cui risulterebbe anche un risparmio sulla tariffa professionale, che non è male per le casse del Comune. “Il lavoro in discussione riguarda la variante al bacino per l’assetto idrogeologico parte frane. Tale variante si presenta utile per differenti ordini di motivi di cui ricordiamo: vi sono due PAI di cui uno è più restrittivo, quello del 2010 in scala uno a 10.000, rispetto a quello approvato dal Comune col PUC. Per cui vi era la necessità di un PAI di maggior dettaglio ed in particolare il territorio urbano ha avuto una analisi in scala 1 a 2000!. Questo era il senso che abbiamo capito in commissione e che sembrava cosa buona e giusta. Nel tempo si sono verificati fatti nuovi, che sono stati analizzati ed inseriti nel PAI in discussione. Certamente lo studio delle carte ha rilevato situazioni molto critiche nel territorio del nuorese, centro abitato compreso. Comunque avere uno strumento come quello in esame pare essere il presupposto per sistemare nel tempo le zone a rischio frane di Nuoro. Sul voto ci riserviamo in pochi secondi di decidere.

 

DEBITO FUORI BILANCIO.    CONSIGLIERE LAI Questo debito fuori bilancio riguarda una procedura sanante che consente al Comune di Nuoro di evitare contenziosi successivi all’esproprio di un terreno di metri quadri 88. L’attuale procedura prevede l’acquisto da parte del Comune del lotto di terreno di metri quadri 88, per un valore di euro 339,59, secondo quanto stimato da una sentenza del TAR. L’aspetto tragicomico riguarda il fatto che per un terreno di così esiguo valore, precedentemente al proprietario si erano dovuti riconoscere migliaia di euro a causa dell’ennesima procedura errata di esproprio. In pratica non avendo inviato la comunicazione di avvio del procedimento al proprietario, o comunque all’intestatario del mappale catastale, la procedura per legge è divenuta illegittima creando il ricorso al TAR sia contro il decreto di occupazione, che contro il decreto di esproprio e causando un danno per le casse comunali di 8.641,77 euro. E’ finito qui? Assolutamente no. Durante l’esecuzione dei lavori il proprietario chiede e ottiene dal Comune di Nuoro 30 mila euro per risarcimento danni causati da lavoro male eseguito dall’impresa appaltatrice, in pratica veniva depositato del materiale di risulta sulla rimanente parte del terreno dell’espropriato, danni aumentati a seguito di un’inondazione. Per un terreno di un valore di euro 339,59, quindi si arriva a spendere soldi pubblici per quasi euro 40.000 e tutti sulle spalle della collettività. Questa è l’eredità di una classe politica competente, lungimirante che schernisce i 5 Stelle in quanto formato da cittadini che cercano di cambiare il sistema. Martedì 23 febbraio scorso, nella commissione lavori pubblici è stato analizzato tale debito fuori bilancio. Data la presenza dei tecnici comunali, si è chiesto come potevano essere spiegati i tanti espropri che hanno causato debiti fuori bilancio. E’ emersa una spiegazione, anche se non è l’unica. Succedeva spesso che i a cura dell’I.D.N. S.n.c. 52 finanziamenti destinati nel quadro economico per gli espropri, in fase esecutiva invece di essere utilizzati per lo scopo originario, venissero impiegati per variazioni di lavori che determinavano maggiori costi riconosciuti alle imprese. Questo palesemente contro la normativa che vietava e vieta la diversa destinazione d’uso delle somme previste nel quadro economico, per cui quando si eseguivano o si doveva eseguire il decreto di esproprio, non vi erano più i finanziamenti ad esso destinati, che dovevano essere depositati presso la Cassa Depositi e Prestiti. Ed ogni volta che si verifica spreco di soldi pubblici ci si chiede: come mai nessuno ha pagato e paga?

DEPOSITI SCORIE NUCLEARI.  PRESIDENTE La parola al Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI Come movimento 5 stelle cogliamo l’occasione per dire che siamo assolutamente favorevoli alle riprese televisive, anzi visto che è venuta proprio questa opportunità, credo sia il caso di mettere quanto prima all’ordine del giorno la fattibilità della cosa. Nel merito della richiesta avanzata da cittadini di riprendere, visto l’argomento particolarmente delicato, su cui mi pare oltre tutto tutti siamo d’accordo, onestamente non capisco quale possa essere la difficoltà a fare queste riprese… CONSIGLIERE BRODU Bisogna capire se dai cittadini, anche questo è importante saperlo. CONSIGLIERE LAI Lo dico nel senso che, visto che l’argomento, tu stesso hai anticipato che sei d’accordo, vista l’importanza dell’argomento in termini generali, trovo veramente difficile… CONSIGLIERE BRODU Potevano essere riprese nostre, questo voglio dire per esempio. Avrebbero avuto un’altra e differente connotazione. CONSIGLIERE LAI Allora facciamo parlare chi vuole fare le riprese quale può essere lo scopo. Comunque noi restiamo favorevoli sia come principio che alle riprese questa sera.

CONSIGLIERE LAI Il dibattito che oggi affrontiamo sulla questione dei combustibili nucleari e rifiuti radioattivi, è un argomento tanto discusso a tutti i livelli: politici, portatori di interesse, cittadini, ma ancora in Italia non siamo stati capaci di attuare un programma nazionale, tanto che anche la commissione europea ci aveva chiesto di presentare tale programma entro il 23 agosto 2015, quindi siamo leggermente in ritardo. Il movimento 5 stelle attua da sempre una politica contro l’energia nucleare, a favore invece di fonti energetiche alternative, come per esempio la cosiddetta casa passiva, dove in un’abitazione si assicura il benessere termico utilizzando infissi termici isolati, coibentazione delle pareti, migliore esposizione solare, impianti di ventilazione che non disperdano calore etc.. Questa non è utopia, ma progetti già attuati in tante altre nazioni. Immaginiamo quanti posti di lavoro per esempio creerebbe una politica di isolamento termico degli infissi contro la dispersione termica e di conseguenza il risparmio di costi energetici, mentre da noi abbiamo ancora finestre con un solo vetro, in altri paesi si programmano finestre a triplo vetro. Questo ci fa riflettere quando siamo indietro sull’utilizzo dell’energia pulita. La mancanza di un’autorità indipendente di controllo, un programma, una roadmap dei siti condivisibili, così come disposto dalla normativa nazionale, Decreto Legislativo 31/2010 e anche europee, fa venire meno i presupposti per definire i luoghi in cui si dovrebbe fare i depositi che devono garantire la massima sicurezza per le scorie a bassa e media radioattività, un problema da gestire per 300 anni, che dovrebbe temporaneamente ospitare scorie ad alta reattività, che sono pericolose per decine o centinaia di migliaia di anni. Pertanto l’elenco dei siti della Carta nazionale per le aree potenzialmente idonee per accogliere le scorie nucleari, presentata dalla società Sogin S.p.A. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 65 all’istituto superiore protezione e ricerca ambientale, non è condivisibile per i motivi sopraesposti. Si ricorda la denuncia della deputata del movimento 5 stelle Emanuela Corda, che insieme ad altri parlamentari sardi ha presentato un’interrogazione per far luce sulla questione che ha riguardato che i rifiuti nucleari fossero considerati come merce, risorsa, a cosa si è giunti pur di legittimare lo stoccaggio di oltre 90 mila metri cubi di materiale radioattivo in Sardegna. La situazione sfiora il paradosso e rischia di trasformare il sottosuolo della regione in un deposito di scorie nucleari. L’incredibile vicenda nasce nei giorni successivi all’emanazione di una Legge Regionale che dichiara denuclearizzati alcuni siti, cave sotterranee, grazie a un’interpretazione giuridica che classifica le scorie tossiche al pari di merci semilavorate o materia prima industriale per consentire l’ingresso nel territorio – ha spiegato la Corda – gli interventi della Corte Costituzionale che ha bocciato la suddetta norma ed il fortissimo fronte del no emerso dopo il referendum consultivo, senza valore giuridico è vero, ma rappresentativo del pensiero dei cittadini proposto da Sardinia Natzione Indipendente contro la costruzione di nuovi impianti nucleari danno una chiara rappresentazione dello stato di impasse in cui versa la questione. L’indicazione dell’istituto superiore della protezione e la ricerca ambientale, ISPRA, ha individuato la Sogin come società deputata allo smaltimento di rifiuti radioattivi nella nostra Regione. Tutto ciò va in palese contrasto anche con la convenzione di Aarhus volta a garantire il diritto alla trasparenza e l’informazione dei cittadini in materie concernenti l’ambiente. Per questo pretendiamo che venga ascoltata la loro voce, stufi di assistere all’ennesimo stupro del proprio territorio. Sinora il popolo sardo è stato trattato come organo passivo. E’ ora di dire basta, specie quando ci sono in gioco la salute dei cittadini e il futuro della Regione. Sarebbe facile ricordare come i partiti a livello nazionale e anche sardo, abbiano negli anni trascorsi condiviso la politica delle centrali nucleari, e come non ricordare che se non fossero avvenuti i gravi fatti della centrale nucleare in Giappone, forse oggi ci troveremmo a combattere contro la creazione delle centrali nucleari in Sardegna, perché a questo si stava arrivando, altro che il referendum precedente! Ricordiamo che la Sardegna è già un territorio gravemente sottoposto alle a cura dell’I.D.N. S.n.c. 66 servitù militari che determinano inquinamento che si ripercuote sulla salute delle persone e a tutti i livelli su flora e fauna, nonché all’intera economia dell’isola. Ci ritroviamo in carico ancora le scorie nucleari, tanto rifiutate dai cittadini sardi con il referendum del 2011. Ancora una volta ci troviamo a subire l’ingerenza dello stato centrale senza far valere i diritti/doveri di una regione a statuto speciale che si troverebbe sempre più isolata, e quindi a minare quelle risorse economiche derivanti dal turismo che offre più respiro al nostro territorio. Quale destino avrebbe il nostro territorio agro pastorale da cui dipendono le nostre famiglie? Un territorio tristemente in crisi che continua a peggiorare aumentando l’inquinamento? Perché la Sardegna deve essere la pattumiera di sostanze pericolose prodotte in altre regioni? D’altronde la Sardegna si è dotata di impianti energetici autonomi. Questa non è una risorsa, come qualcuno ci vuol fare credere, pertanto il movimento 5 stelle è assolutamente contrario allo stoccaggio e deposito di materie radioattive in Sardegna.

Precedente Resoconto del Consiglio Comunale del 04/02/2016 Successivo Interrogazione del M5S del 20/02/2016