Resoconto del Consiglio Comunale del 20/04/2016

Resoconto del Consiglio Comunale del 20/04/2016

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Resoconto_CC_20.04.2016

Intervento del consigliere Lai (M5S)

– UNIVERSITÀ NUORESE E BIBLIOTECA SATTA. Invito il Consigliere Lai a iniziare l’esposizione. CONSIGLIERE LAI Buongiorno a tutti ed in particolare ai cittadini. Questa interrogazione porta la data del 6 marzo scorso ed era successiva ad una serie di considerazioni che noi avevamo fatto già da molti mesi sul fatto che alcuni temi venivano trattati prevalentemente sui giornali in modo particolare come polemica tra la maggioranza attuale e la scorsa maggioranza e non venivano invece portate nelle sedi opportune. Per esempio per quanto riguarda l’università diventa clamoroso, io la leggerò brevemente ma in realtà oggi abbiamo un punto all’ordine del giorno che è l’università e quindi vuol dire che stiamo arrivando direttamente ad una soluzione che voi avete trovato senza aver discusso nelle sedi opportune, che potevano essere le commissioni in primo luogo o comunque sia luoghi istituzionali. Ne parlerò brevemente proprio come contraddizione rispetto a quello che sto denunciando, perché noi lo troviamo particolarmente non rispettoso delle prerogative del Consiglio Comunale che in realtà il Testo Unico degli enti locali all’Art. 42 indica molto bene le prerogative su questi temi. Poi mi auguro che sull’università diciate qualcosa di più del semplice scontro tra fondazione e consorzio perché credo che certi nuoresi non siano appassionati tanto a cosa si fa ma soprattutto a qual è la prospettiva che volete dare. Le polemiche tra la Giunta Soddu e l’ex maggioranza del P.D. sono molto presenti negli articoli di giornale ma nulla nelle sedi opportune quali le commissioni permanenti. Per quanto riguarda l’università nuorese, in particolare le polemiche di oggi sono state precedute da anni di inutile discussione all’interno del P.D. che, nonostante avesse la maggioranza politica dei due enti che gestivano il consorzio universitario, parliamo di Provincia e Comune di Nuoro, non definiva la struttura tra consorzio e fondazione. In realtà la soluzione a vantaggio della fondazione è venuta praticamente alla vigilia delle elezioni comunali con atto notarile 31 marzo 2015 dove probabilmente la sensibilità istituzionale avrebbe dovuto suggerire di lasciare la decisione sul futuro del consorzio universitario alla nuova maggioranza che avrebbe vinto le elezioni. Da questo punto di vista come Movimento 5 Stelle abbiamo ritenuto giusta la protesta del Sindaco Soddu anche perché il P.D., perdente alle elezioni del 15 a cura dell’I.D.N. S.n.c. 14 giugno 2015 ha presentato la richiesta di riconoscimento della fondazione alla Regione il 17 giugno 2015. È una cosa abbastanza particolare per non dire scorretta. Tale fondazione universitaria, notizia di questi giorni – in realtà parlavo del 6 marzo – è stata azzerata dalla Regione Sardegna sia pure per motivi procedurali. In realtà di questo ne parleremo dopo per cui credo che la risposta possa essere molto breve da questo punto di vista. E ora la domanda era questa e sarà questa probabilmente nel prossimo punto all’ordine del giorno. La Giunta Soddu deve procedere velocemente al fine di creare una situazione giuridica certa, e voi avete scelto il consorzio, e quindi come anticipavo prima mi auguro che oltre che parlarci di queste decisioni ci diate anche una prospettiva di questo consorzio. Adesso passo al secondo punto che riguardava l’interrogazione per la biblioteca Sebastiano Satta. Stessa polemica, sempre sui giornali, viene previsto per quanto riguarda appunto la biblioteca Satta in cui nella riforma degli enti locali ricordo veniva previsto dalla Regione che gli enti consultivi nei poteri tutti i rapporti attivi e passivi facenti capo al consorzio per la biblioteca Sebastiano Satta con la maggioranza Soddu o parlare di esproprio delle prerogative del Comune di Nuoro da parte del P.D. In particolare questa cosa è stata affermata anche dall’Assessore competente nella commissione quand’è venuto, in cui ha parlato da parte della RAS di furto e comunica che l’Amministrazione avvierà un confronto su quest’azione che ritiene illegittima. Ora parole così gravi, oltretutto anche ripetute se non ricordo male dal Sindaco Soddu sui giornali, richiede veramente da parte vostra un chiarimento in questa sede, perché gli unici interlocutori vostri non sono il P.D, anzi è tutto il Consiglio Comunale, maggioranza compresa. Quindi chiediamo praticamente, in pratica stiamo invitando la maggioranza Soddu ma anche il Presidente del Consiglio e qui anticipo anche quello che avrei detto dopo, perché per esempio sull’università ma anche sull’ex Tribu, io ieri giravo gli uffici, Presidente. Cioè non è serio, lo dico veramente senza polemica, che un Consigliere Comunale venga qui senza aver avuto tutti i documenti per potersi fare un’idea. Non è serio, è veramente una cosa che non va bene. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 15 Mi riferisco al fatto che per esempio questa è la documentazione che ho ritirato ieri sull’università. Voi presentate solamente una delibera, per quanto anche esplicativa della materia, mentre invece l’approfondimento e la conoscenza è ben altra cosa. Quindi il materiale che ha… PRESIDENTE La documentazione è presente negli uffici, poi giustamente come fa lei si può approfondire. Ma riguardo all’approfondimento io non so poi le tempistiche di ogni ufficio, di ogni settore, quanto tempo ci metta. CONSIGLIERE LAI Allora dovrà essere spiegato, perché un tema che si parla da mesi viene presentato con urgenza con tre giorni di tempo. PRESIDENTE È di mercoledì scorso la convocazione di questo Consiglio. CONSIGLIERE LAI La pubblicazione dell’ordine del giorno è avvenuta lunedì e io mi sono potuto muovere… PRESIDENTE No, l’ordine del giorno è venerdì. La documentazione è stata messa in intranet lunedì mattina. CONSIGLIERE LAI Per documentazione tu stai intendendo la delibera. PRESIDENTE Io quello devo inserire. CONSIGLIERE LAI Per me non è sufficiente come ho avuto modo di approfondire andando negli uffici competenti. Quindi perlomeno abbiamo invitato tante altre volte, se non c’è davvero urgenza di fare in tempo dovuto, come abbiamo detto e ce lo siamo detto anche in Conferenza dei Capigruppo tante volte, che la sensibilità istituzionale dovrebbe chiedere che i documenti che si possono mettere a disposizione e per esempio sull’università ce n’erano tanti che si potevano dare ed erano definiti. PRESIDENTE Siamo già a 7 minuti Consigliere Lai, concluda. CONSIGLIERE LAI Praticamente da un lato chiedo di rispettare le prerogative per quanto riguarda appunto anche la documentazione e la tempistica con cui viene presentata e per l’altro come accennato prima chiedo di dare chiarimenti sull’università ma probabilmente quel tema verrà trattato ancora di più dopo, che sulla biblioteca Satta anche in riferimento alle parole molto gravi usate sia da te nei giornali che dall’Assessore in sede di commissione.PRESIDENTE La parola al Sindaco. SINDACO Buongiorno a tutti: signori Consiglieri, Assessori, Presidente del Consiglio Comunale e gentile pubblico. Rispondo all’interrogazione del Consigliere Lai che ci dà l’occasione di parlare e di fare chiarezza su alcuni argomenti importanti per la vita della nostra comunità o meglio delle nostre comunità del territorio in generale, perché sia la biblioteca Sebastiano Satta com’è noto che l’università o meglio il consorzio per la promozione degli studi universitari sono delle entità che erogano servizi di area vasta, non solo per la città di Nuoro ma per tutto il territorio e tali noi, cittadini nuoresi, li abbiamo sempre intesi. Il primo punto è quello relativo all’università. Naturalmente dopo ci sarà il dibattito sulla fondazione-consorzio per cui questo argomento lo tratterò solo di striscio rispetto a quello principale che mi sembra di poter dire sia quello della visione, della prospettiva che noi intendiamo dare agli studi universitari nella Sardegna centrale. Dirò subito che per come abbiamo palesato nel programma elettorale, e penso che fosse comune a molte o se non a tutte le forze politiche, perlomeno a quelle di cui io conoscevo il programma, l’argomento università dalla nostra maggioranza, dalla mia Giunta e da me personalmente è visto come un fattore fondamentale di sviluppo delle zone interne della Sardegna. Perché è un fattore fondamentale di sviluppo? Prima di tutto perché noi abitiamo in una zona del mondo che, facendo una media dei Paesi OCSE, è quella che ha il più basso numero di laureati come percentuale, cioè 10 laureati ogni 100 abitanti contrariamente a quello che avviene in Germania dove la media è di 35 laureati ogni 100 abitanti e nei Paesi del nord dove è ancora superiore. E non me lo sono inventato io ma vent’anni fa e oltre è stato redatto appunto un a cura dell’I.D.N. S.n.c. 17 accordo di programma tra Stato, Regione, Università e Comune di Nuoro con l’istituzione tra l’altro del consorzio per la promozione degli studi universitari che aveva già focalizzato questo problema del basso numero di laureati. E questo basso numero di laureati rende poco concorrenziale da un lato i nostri territori e dall’altro la non presenza dell’università nel territorio della Sardegna centrale implica che molti dei nostri concittadini, siccome non se lo possono più permettere di mandare i figli, o di andare loro se lavorano già, all’università, sono tagliati fuori dalla possibilità di laurearsi. Per cui, siccome proprio in virtù di una ricerca del professor Pigliaru, attuale Presidente della Regione, condotta nel 2009 e pubblicata anche nella Nuova Sardegna, si è studiato a livello internazionale che il numero di laureati aumenta esponenzialmente con una diffusione dell’università nei territori. E la media ad esempio negli Stati Uniti dove c’è una media di laureati molto alta, oltre il 30%, è che ci sia un’università ogni 221.000 abitanti. In Sardegna ce n’è una ogni 800.000. Ecco, questo rapporto noi ma non solo noi, anche l’Amministrazione precedente e le Amministrazioni precedenti, volevano rivoltarlo attraverso uno strumento che era quello della diffusione dell’università nel territorio. L’offerta universitaria si è stratificata intorno ad alcuni poli, che sono quello forestale/ambientale, quello originariamente servizio sociale e scienza della Pubblica Amministrazione, e oggi al polo giuridico e al polo giuridico dei beni culturali e scienze infermieristiche. E dall’anno prossimo partirà anche un corso, una laurea specialistica, dell’accademia dei beni culturali Sironi di Sassari, che attiverà un corso di laurea specialistica qua a Nuoro, un corso di laurea specialistica dell’Accademia delle Belle Arti. Allora come vediamo abbiamo un paniere di materie in relazione alle quali si è già raggiunto un certo know-how. Ecco, la nostra visione è quella di rafforzare moltissimo, mediante investimenti, la presenza universitaria e l’offerta universitaria, puntando a implementare, puntando verso l’eccellenza delle offerte formative che già sono presenti nel territorio. Questo per non disperdere le energie perché la comunità territoriale nuorese ha già sviluppato rapporti con scienze forestali, scienze ambientali, con il DECA master, con l’Accademia delle Belle Arti, per cui ci sembra una cosa logica continuare a investire in quei settori di conoscenza. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 18 Per investire cosa intendiamo? Intendiamo che ad esempio da lunedì prossimo il Comune di Nuoro, a seguito di un bando di mobilità, ha selezionato una persona da mandare a lavorare, proprio per dare un segnale concreto e tangibile, al consorzio per la promozione degli studi universitari per un anno in comando o in mobilità. Significa che il sottoscritto con la Giunta Comunale ha già fatto diversi incontri con i rappresentanti accademici dell’università, sia con quelli che si occupano dei corsi di laurea sia con coloro che si occupano dei master e delle summer-schools, e abbiamo ottenuto diversi incontri quindi con i professori di scienze forestali e scienze ambientali, con quelli del master di sviluppo locale, con quelli del DECA master, con quelli dei master infermieristici e dei corsi di laurea in infermieristica, rappresentando la necessità agli esponenti del mondo accademico di offrire il Comune di Nuoro, il territorio del nuorese e anche le reti quindi di rapporti dei Comuni intorno a Nuoro come un vero e proprio laboratorio per esercitare, diciamo così, un rapporto tra l’accademia e la realtà vissuta delle comunità. Questo perché dal nostro audita, il nostro rapporto dialogico con l’università, abbiamo riscontrato ciò che sapevamo già benissimo di partenza: che purtroppo per una serie di ragioni che non voglio neanche analizzare nonostante a Nuoro ci fosse da vent’anni un’offerta universitaria che lei, Consigliere Lai, conosce bene, il Comune di Nuoro, la Provincia di Nuoro, le Comunità Montane non hanno mai effettivamente instaurato e costituito un sistema intorno all’offerta universitaria. Ad esempio l’università di giurisprudenza e prima di scienze della Pubblica Amministrazione non hanno mai lavorato a stretto contatto elaborando dei progetti innovativi sulla governance degli enti locali oppure sui sistemi di amministrazione dei Comuni oppure, faccio un esempio, sul bilancio partecipato, sul bilancio sociale. Non è mai stato chiesto dagli enti pubblici, che pure finanziavano l’università, un contributo all’università stessa. Quindi la prima cosa è che noi vogliamo stringere e stiamo stringendo un forte confronto con tutte queste realtà. Ad esempio abbiamo stipulato per quanto riguarda la facoltà di scienze forestali una convenzione con le scienze forestali per quanto riguarda le potature della città e la manutenzione delle aree verdi. Stiamo lavorando a stretto contatto con l’università per quanto riguarda la ZPS sempre con scienze forestali per quanto riguarda la ZPS del Monte Ortobene, abbiamo in corso un’interlocuzione per quanto riguarda la gestione dell’igiene urbana e dei rifiuti in generale e del ciclo dei rifiuti con l’università di scienze ambientali. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 19 E questo lo stiamo facendo non solo in relazione alle università di Sassari e di Cagliari che erogano la propria offerta formativa, ma anche aprendoci, come abbiamo fatto di recente, alle collaborazioni con le università straniere. Di recente abbiamo stipulato un accordo, sostanzialmente un accordo preliminare di collaborazione con l’università di Beirut, che è la più grande università del Medio Oriente, quella che forma i quadri di tutto il Medio Oriente, 70.000 studenti che parlano tre lingue, arabo, inglese e francese e che sono in un Paese di 4 milioni di abitanti, quindi moltissimi studenti. L’università di Beirut è venuta a Nuoro per il tramite di un professore di scienze forestali che era qua come visiting professor, e a maggio stipuleremo proprio un accordo per ospitare dall’anno prossimo 20 studenti universitari dell’università di Beirut per fare in modo che i nostri studenti vadano là a formarsi, quindi in un’ottica di proiezione, diciamo così, anche internazionale. La nostra visione qual è? La nostra visione è che accanto a questi poli culturali che già si sono formati stiamo lavorando, ma vorrei parlarne quando avremo qualche atto concreto in mano, affinché si aggiungano dei corsi di laurea specifici, unici e di eccellenza, ai quali naturalmente dobbiamo offrire anche delle strutture di eccellenza. E noi nel programma elettorale abbiamo raccontato cosa avremmo voluto fare e ci stiamo battendo per questa finalità. E cioè noi abbiamo raccontato che la presenza dell’università nel centro storico, in quello che è il mulino Gallisai, nel palazzo del mulino Gallisai che sono circa 5.000 metri quadri, equivalenti a tutti i metri quadri a disposizione nelle varie sedi universitarie di Carta Loi, Sa Terra Mala e via Salaris, uniti in un unico palazzo al centro storico della città, in via Grazia Deledda, a fianco alla casa Natale di Grazia Deledda, davanti a questo bellissimo e immenso panorama dei supramonti del Monte Ortobene, possa e debba essere la sede ideale per i nostri studenti e anche per i nostri studenti che vengono da fuori, che vengono appunto dall’estero tramite queste convenzioni con le università nel modello a cui prima accennavo. La presenza dell’università in centro storico mediante il recupero di quel palazzo potrebbe consentire di formare quello che sino a oggi non c’è mai stato a Nuoro, cioè la comunità di studenti. Il senso della community, come si dice in inglese, degli studenti è uno di quei fattori fondamentali per aggregare e attirare studenti stessi. È la stessa opinione del Presidente Pigliaru con il quale mi sono confrontato più volte su questo argomento e che spinge molto per la creazione di comunità di a cura dell’I.D.N. S.n.c. 20 studenti. Oggi infatti gli studenti sono disgregati, tra di loro non si vedono perché sono divisi in tre sedi universitarie. Sono circa mille gli studenti, l’anno scorso erano 840 immatricolati e quest’anno le proiezioni sono più che positive. Però, essendo distanti tra di loro, non interloquiscono né tra di loro né con la città perché sono in periferia. Tutti i Professori, i Rettori, i Presidi, ci chiedono di riunirli. Ecco, quello è il luogo ideale nove allocare non solo i centri della ricerca, della didattica ma anche gli spin-off e gli start-up – vi ricordo c’è uno start-up molto importante proprio in ambito forestale/ambientale a Nuoro fatta da tre ragazzi nuoresi che ha vinto una selezione nazionale e che sta partendo proprio a Nuoro con questo tipo di attività. Per darvi un’idea dell’importanza di allocare al centro storico nel centro matrice della città i locali dell’università e creare là la comunità degli studenti, vi cito un numero: ad Alghero, che si parla sempre di Alghero, giustamente se ne parla per il dipartimento di architettura, l’allocazione di 434 – mi pare siano così – gli studenti dell’università del dipartimento di architettura di Alghero nel centro storico, crea un indotto nel centro storico di 4 milioni di euro all’anno. Questi sono i dati che ci ha fornito il Comune di Alghero. Per cui allocare là l’università e riunire gli studenti significa non solo creare una sede che, diciamo così, attrae e che dà anche sicurezza, speranza di affrontare in un posto anche bello il corso di studi, ma ci dà anche un’aspettativa di ritorno economico dell’investimento. Gli alloggi universitari e i servizi universitari noi li vediamo in questo non dissentendo del tutto da quella che era la visione dei nostri predecessori e di quelli ancora precedenti, perché l’accordo di programma col Ministero della Difesa e il Demanio è del 1998, Sindaco Forteleoni. Per cui noi non inventiamo nulla di particolare, abbiamo semplicemente detto che l’area dell’artiglieria, dove era stato previsto un campus universitario, andrebbe bene per allocare degli alloggi per gli studenti con delle strutture sportive importanti, a norma innanzitutto e che costituiscano un servizio per questa comunità degli studenti nuoresi, sia universitari che liceali che delle scuole medie e che vada a costituire però un importante polmone verde e parco cittadino all’interno e nel nuovo centro della città, non nel centro matrice e non nel centro storico. In relazione a questa idea complessiva di recente, dopo una serie di a cura dell’I.D.N. S.n.c. 21 interlocuzioni in Regione con il Presidente della Regione sostanzialmente, ho inviato una lettera al Presidente Pigliaru chiedendo che i fondi per il Mulino Gallisai, che erano destinati originariamente nell’accordo di programma di tanti anni fa, del 2005, al Museo delle Identità, e che sono iscritti in bilancio per 4.750.000 euro nel bilancio della Regione 2016, vengano destinati alla realizzazione in realtà del progetto dell’università in centro, così l’abbiamo chiamato, mentre i soldi, che sono 3.750.000 euro, per il quale abbiamo già firmato una convenzione per i luoghi dell’ex artiglieria, vengano utilizzati sì per la realizzazione di alloggi universitari che consentano di avere dei posti letto sostanzialmente per gli universitari stessi, ma che vengano utilizzati per fare una struttura, per dirla in parole povere tipo CUS insomma, di impianti sportivi al centro della città e che sia a disposizione sia degli studenti che della comunità. O, meglio, che sia a disposizione della comunità e anche degli studenti. Per questo, quell’area della città complessivamente potrebbe essere destinata, così noi abbiamo rappresentato, ad accogliere una sede universitaria che è quella di scienze motorie, cioè il moderno Isef per intenderci, perché in Sardegna non esiste, neanche a Cagliari, una struttura moderna dove i ragazzi possano alloggiare e studiare, diciamo così, tutto ciò che riguarda le scienze motorie con anche la presenza di campi delle varie discipline sportive. In questa maniera, investendo sia sulle strutture sia sull’offerta formativa in relazione alla quale appunto stiamo cercando di incidere offrendo sostanzialmente il Comune stesso come laboratorio per chi qua porta la scienza tramite l’università, e interloquendo con il Presidente della Regione e con l’Assessore competente affinché il modello di governance dell’università consenta sostanzialmente di obbligare, una cosa che fino a oggi purtroppo non c’è mai stata, i docenti che vengono a Nuoro a stare a Nuoro a fare la ricerca. Cioè che non vengano qua solo a fare le ore di insegnamento e poi se ne vanno; devono rimanere qui, però anche perché gli costruiamo intorno un sistema, diciamo così, attraente, un sistema moderno. Ecco, in questa maniera noi contiamo di poter creare delle condizioni affinché innanzitutto noi, che non abbiamo mai avuto e palesato fiducia su questo punto, possiamo dire “beh, i nostri figli noi li mandiamo a studiare qua”, a livello territoriale e che possiamo attrarre anche, avendo puntato anche su delle eccellenze e su delle discipline uniche in Italia oppure in Sardegna possiamo puntare ad attrarre da fuori, innanzitutto dall’ambito regionale e poi anche dall’ambito nazionale. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 22 Questo lo stiamo facendo anche mediante un percorso, perché non è un fatto che si può fare da un giorno all’altro in quanto passa per dei passaggi fondamentali che si devono fare col Ministero. Questi passaggi in che cosa consistono? Facciamo un esempio: la settimana scorsa si è concluso a Nuoro un laboratorio sui diritti dell’immigrazione. Questo laboratorio sui diritti dell’immigrazione è stato fortemente voluto dall’Amministrazione comunale ed è stato organizzato in collaborazione con l’ordine degli avvocati e con le altre entità del territorio. È stato coordinato da una professoressa di diritto dell’Unione Europea che si chiama Gabriella Ferrante, che è stata anche Sindaco di Chianciano sino a maggio, che ha visto in Nuoro la possibilità, per la sensibilità sociale che abbiamo e che lei ha apprezzato di poter far studiare qua i diritti dell’immigrazione, un tema a tutti nel bene o nel male caro. Questo laboratorio ha avuto un enorme successo. Ha avuto 118 iscritti, le lezioni sono andate molto bene sono state di livello nazionale, con il know-how e nel background avendo nel serbatoio elaborato e fatto il laboratorio, si potrà fare la summer school. Dopo la summer school si potrà proporre un corso di laurea perché avremo, diciamo così, percorso delle fasi di accreditamento. Questo se noi lo facciamo nelle varie materie, siamo consapevoli, speranzosi del fatto che nell’arco di alcuni anni possiamo invertire la rotta e presentare Nuoro come una città dove si può studiare bene, si studia benissimo, con delle strutture che sono moderne e confacenti agli scopi. Concludo dicendo che abbiamo presentato una scheda nel piano di rilancio del nuorese relativa all’università. Voi sapete che il piano di rilancio del nuorese è quel tavolo programmatico che poi sfocerà a breve in un accordo di programma avviato già dalla precedente Amministrazione, dove la precedente Amministrazione aveva presentato alcune schede. Quando ci siamo insediati, io personalmente ho chiesto che la fase relativa all’università, dato che era un tema che stava molto a cuore e dove c’erano delle visioni un po’ discordanti con la precedente Amministrazione venisse, diciamo così, sospesa. È stata sospesa, ci è stato consentito di presentare una scheda progettuale che è stata presentata due settimane fa al Presidente della Regione dove si chiede quello di cui vi ho rappresentato e si parla anche di alcuni elementi che debbono esserci per noi a Nuoro. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 23 Il primo è quello dell’investimento nello sport universitario, il secondo è quello dell’investimento nelle lingue straniere, investimento in relazione al quale il Comune e il consorzio per la promozione degli studi universitari hanno delle interlocuzioni molto strette con il centro linguistico, l’ateneo dell’università di Sassari con i professori di riferimento per intraprendere tutto il percorso che possa consentire di allocare a Nuoro un’università per stranieri. Lo dico perché le università per stranieri in Italia sono pochissime, fuoriescono in gran parte dalle spade di Damocle dei decreti Gelmini, della Legge Gelmini, per cui se noi con questi passaggi che però sono tutti graduali ci accreditiamo in quella direzione, puntando appunto sullo sport, sulle lingue straniere e sulle strutture universitarie, contiamo di dare alla città quello che la città, Atene Sarda, patria della letteratura regionale e quant’altro, si merita di avere. Questo è un lavoro che noi non stiamo facendo perché ci siamo svegliati stamattina e ce lo siamo inventati, è mettere a frutto delle scelte che a volte sono state molto positive di chi negli anni ci ha preceduto e che aveva avuto questa intuizione, a partire dal famoso accordo di programma. Questo per quanto riguarda l’università. Spero di aver risposto a tutto. Sono d’accordo che la commissione cultura venga convocata e si parli di questi argomenti quando si vuole. Il Sindaco è disponibile a parlarne in qualsiasi sede e in qualsiasi momento. Sulla questione delle comunicazioni giornalistiche, il fatto è che purtroppo viviamo in un mondo dove la comunicazione va a 100 all’ora e noi andiamo un po’ più lenti, per cui a volte capita che le dichiarazioni si debbano fare ai giornali, sui social e anticipino le discussioni del Consiglio Comunale. Per quanto riguarda la biblioteca Sebastiano Satta l’argomento è parzialmente diverso perché si interseca molto di più con quella che è la legge di riordino degli enti locali, la Legge Regionale N. 2 del 2016. Vi ricordo che la legge regionale all’Art. 29 dice che la Regione subentra agli enti consorziati nel consorzio della pubblica lettura Sebastiano Satta, che sono la Provincia e il Comune; e all’Art. 70 dice che la Giunta Regionale entro tre mesi stabilirà modalità e termini della successione con passaggio di rapporti attivi e passivi etc. Questo tipo di provvedimento legislativo contravveniva a quelli che erano gli accordi con la Regione e le richieste che il Comune di Nuoro aveva fatto alla Regione, e non le aveva fatte solo il Comune di Nuoro ma le aveva fatte anche a cura dell’I.D.N. S.n.c. 24 l’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, e il CAL, Consiglio delle Autonomie Locali, che aveva chiesto esplicitamente al Presidente della Regione, al relatore di maggioranza Onorevole Roberto Deriu, al Presidente della prima commissione Francesco Agus, all’Assessore agli Enti Locali Cristiano Erriu, di eliminare la successione ad entrambi gli enti locali per quanto riguarda la biblioteca Sebastiano Satta. Cioè si era detto: se viene meno la Provincia perché le funzioni in materia di cultura della Provincia vengono eliminate dalla legge, allora facciamo che la Regione sostituisce la Provincia, ma non vada a sostituire il Comune, perché nel sistema culturale nazionale e anche regionale in base alla Legge Regionale N. 9/2006, la funzione delle biblioteche è una funzione tipicamente comunale: deve essere responsabile della gestione della biblioteca alla fine dei conti il Sindaco della città, l’Amministrazione Comunale. Questo era stato chiesto più volte e in realtà queste nostre richieste sono state disattese. Davanti a questo modo di comportamento del Consiglio Regionale, meglio di alcuni componenti del Consiglio Regionale, perché ricordo che questa norma è passata con 25 voti contro 23, quindi per un voto non passava, questa norma noi l’abbiamo vista come un affronto al Comune di Nuoro. Ma come? Ci espropri sostanzialmente della biblioteca Sebastiano Satta dopo che sai benissimo che chiunque avesse governato a Nuoro, che avesse vinto le elezioni chiunque di noi puntava sulla cultura. Tutti abbiamo fatto questi discorsi, perché ce li abbiamo nel sangue. Ecco che mi vanno a togliere – al Comune di Nuoro, non al Sindaco Soddu – la biblioteca Sebastiano Satta. Noi l’abbiamo visto come un vero e proprio affronto e abbiamo gridato allo scandalo e abbiamo protestato vibratamente in tutte le sedi. Abbiamo cercato di attivare tra di noi un ragionamento. Probabilmente se avesse vinto il P.D. questo tipo di norma non ci sarebbe mai stata, avrebbe semplicemente succeduto la Regione alla Provincia e non al Comune. Invece questo è stato visto, e io ho parlato di esproprio perché: come? non vinci le elezioni e allora ti prendi la biblioteca e te la porti a Cagliari dove governi tu? Questa è stata la lettura generale, non la mia lettura personale. Comunque noi facciamo di necessità virtù. Allora ci siamo attrezzati e abbiamo detto: avviamo un’interlocuzione con la Regione, con il Presidente della Giunta e con l’Assessore agli Enti Locali, per vedere come alla fine dei conti nell’applicazione a cura dell’I.D.N. S.n.c. 25 pratica della norma e cioè ricorrendo alla procedura dell’Art. 70 della legge stessa, come possa il Comune di Nuoro non essere estromesso e rimanere nella governance. Anche perché il Comune di Nuoro ha sempre partecipato, anche con l’Amministrazione Bianchi e Moro, insomma con l’Amministrazione precedente, con 293.000 euro alla vita della biblioteca Sebastiano Satta. Inoltre i locali della biblioteca Sebastiano Satta sono del Comune di Nuoro, per cui è impossibile estromettere in questa maniera il Comune. Per cui noi abbiamo chiesto all’Assessore Erriu e all’Assessore alla Pubblica Istruzione Firino un incontro. Siamo da un mese che stiamo aspettando l’appuntamento. Ieri ci è arrivato un messaggio dove il capo di gabinetto del Presidente Pigliaru ci dice che ci stanno per fissare l’appuntamento per parlare del modello di governance della biblioteca Sebastiano Satta. Nel mentre ci è arrivata una lettera da parte di Erriu e della Firino che ci dice: guardate che sino all’uscita del Comune dalla biblioteca Satta il Comune di Nuoro deve pagare, cioè deve dare quei 293.000 euro. Della serie: metteteli nel prossimo bilancio. C’è un problema che stiamo affrontando a livello legale e burocratico, perché se il Comune di Nuoro per legge non è più nella biblioteca Sebastiano Satta perché c’è l’Art. 29 della legge, è chiaro che il dirigente competente, il Segretario Comunale e il Sindaco di Nuoro non possono prendersi la responsabilità di destinare 293.000 euro a un ente che non è più una nostra partecipata. Per questo è molto urgente che con la Regione si faccia un punto che dipani questa matassa abbastanza intricata. Se il Comune di Nuoro, perché questa è stata la volontà di alcuni Consiglieri Regionali – come abbiamo detto non di tutti – dovesse essere estromesso dalla gestione della biblioteca Sebastiano Satta il Consiglio Comunale di Nuoro deciderà che cosa fare. Faremo una biblioteca comunale, faremo una biblioteca con le Unioni dei Comuni, faremo una biblioteca con la rete urbana, dato che quella diventa regionale. Cosa faremo? Non lo so, stiamo aspettando queste interlocuzioni. Come sapete noi nel periodo di nostro governo non abbiamo neanche sostituito il commissario della biblioteca Satta e forse abbiamo fatto un errore, perché probabilmente nei 45 giorni, così come prevede il Testo Unico, avremmo dovuto a cura dell’I.D.N. S.n.c. 26 esercitare questa nostra facoltà, e oggi ci si trova nella difficoltà che non si sa che pesci prendere, non si sa a chi ti devi rivolgere, se il tuo partner sia la Regione o la Provincia. Per cui questa è la situazione. Sicuramente il Comune di Nuoro, il Consiglio Comunale, la Giunta, il Sindaco, tutti quanti riteniamo che sia un fattore fondamentale di crescita culturale la biblioteca Sebastiano Satta, però in questo momento noi non abbiamo più la giurisdizione e abbiamo anche un problema ad erogare i fondi. Quindi o la Regione si siede intorno ad un tavolo e si studia la maniera attraverso la quale noi possiamo partecipare anche finanziariamente, oppure chiederemo che ci restituiscano i locali e i soldi li investiremo da un’altra parte, e lo deciderà il Consiglio Comunale. PRESIDENTE Prego Consigliere Lai, può replicare. CONSIGLIERE LAI Ringrazio il Sindaco perché la risposta è stata lunga e anche esaustiva, per cui da questo punto di vista ringrazio. Ovviamente prendo anche atto che tu stesso hai detto che sono temi che devono essere anche discussi in ambito del Consiglio, perché ne hai detto tante di cose, oggettivamente adesso per quanto uno possa essere bravo dovrebbe valutare queste cose. Per cui mi auguro che su invito tuo o commissioni o altre sedi istituzionali vengano attivate come da me denunciato dall’inizio

PUNTO DUE ALL’ORDINE DEL GIORNO: MOZIONE: CRITERI NOMINA SCRUTATORI PER LA COSTITUZIONE DEI SEGGI ELETTORALI.

La parola al Consigliere Lai, può iniziare l’esposizione.

CONSIGLIERE LAI A seguito delle diverse modificazioni dell’Art. 6 della Legge 95 dell’89 si prevede che tra il 25° ed il 20° giorno antecedente la data stabilita per la votazione, la commissione elettorale comunale procede alla nomina degli scrutatori per ogni sezione elettorale del Comune. Tale modifica fu voluta dal Governo Berlusconi e sono state inserite nel contesto della Legge 270 del 2005, nota a tutti come “porcellum” e ritenuta in parte incostituzionale nel 2014, la quale creò importanti variazioni al sistema elettorale italiano. I cambiamenti apportati alla Legge 95/89 hanno permesso quindi una forte ingerenza da parte dei partiti che possono scegliere gli scrutatori ad ogni tornata elettorale. Nonostante le forti polemiche del Centrosinistra contro il nuovo sistema elettorale, il successivo governo Berlusconi non modificò tale normativa di fatto accettandone il funzionamento. A parere del Movimento 5 Stelle la scelta degli scrutatori non può essere fatta dai partiti politici in quanto tale figura deve avere, unitamente al Presidente del seggio, una piena autonomia operativa. Il ruolo di controllo di parte viene ampiamente garantito dalla presenza dei rappresentanti di lista, che hanno proprio una funzione di garanzia dell’operato del Presidente e dei suoi collaboratori. La norma inoltre suddivide l’assegnazione degli scrutatori in base al risultato elettorale, ossia in base al proprio peso politico. In definitiva ogni partito ha a disposizione un numero di scrutatori da scegliere. A Nuoro per esempio nell’ultimo referendum su un totale di 143 scrutatori all’attuale maggioranza ne è spettata circa un’ottantina. Sarebbe questo il modo democratico di controllo dei voti? Logicamente il lavoro degli scrutatori viene retribuito e tale prestazione, seppur limitata a qualche giorno, rappresenta una boccata d’ossigeno. Proprio considerando il difficile periodo, contraddistinto da una forte crisi occupazionale, è ancora più grave che i partiti decidano di assegnare questo compito. Su tale punto appare grottesca l’affermazione di alcuni Consiglieri, i quali sostengono che sceglierebbero gli scrutatori non in base alla propria appartenenza a cura dell’I.D.N. S.n.c. 29 politica, bensì tra i disoccupati. Tale assicurazione, purché lodevole, ha la limitazione che la scelta viene comunque fatta dal Consigliere dietro una sua valutazione ed elenco personale, mentre sarebbe più opportuno demandare ad altri la selezione degli scrutatori. Crediamo sia giusto ed opportuno garantire la massima indipendenza degli scrutatori nelle sezioni elettorali, a maggior garanzia della trasparenza e della correttezza delle operazioni elettorali. Crediamo altresì opportuno e giusto privilegiare e dare precedenza di scelta di scrutatori, che è retribuita, alle molte persone disoccupate, inoccupate o a basso reddito, inserite ovviamente nell’albo degli scrutatori. Questo dovrebbe avvenire con domanda autocertificata da parte delle persone interessate che sono iscritte nell’albo degli scrutatori. Nel caso in cui le domande pervenute dovessero essere in numero maggiore al necessario, si formerebbe una graduatoria. Questa è la nostra proposta tecnica ovviamente. Nel caso in cui invece le domande presentate non dovessero essere sufficienti per il numero di scrutatori richiesti, tra elenco principale e sostituti si dovrebbe procedere al sorteggio tra gli altri iscritti all’albo degli scrutatori. Laddove la presente mozione non dovesse essere accolta dal Consiglio Comunale, presenteremo immediate dimissioni dalla commissione elettorale. Ricordiamo che le Movimento 5 Stelle non partecipa e mai parteciperà al metodo attuale di scelta discrezionale dei partiti. Considerato quanto fin qui esposto si chiede che: – il Consiglio Comunale si esprima affinché il Sindaco, in qualità di Presidente della commissione elettorale comunale ed i componenti della commissione stessa si impegnino a nominare gli scrutatori per le future consultazioni elettorali secondo i seguenti criteri: 1) dare priorità all’interno dell’albo degli scrutatori alle persone disoccupate, inoccupate o con basso reddito, tramite domanda autocertificata presentata da chi interessato ad essere scrutatore di seggio. 2) nel caso in cui le domande pervenute dovessero essere in numero maggiore al necessario, si formerebbe una graduatoria rispetto al reddito. 3) solo nel caso in cui le domande presentate non dovessero essere sufficienti per il numero di scrutatori richiesti tra elenco principale e sostituti, si dovrebbe procedere al sorteggio tra gli altri iscritti all’albo degli scrutatori. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 30 Ci sono un paio di motivi che secondo noi andrebbero a vantaggio di questo metodo. Uno è che le persone esprimono la volontà di fare gli scrutatori e quindi in questo caso non sarebbe lasciato ad un sorteggio, che potrebbe essere un’altra soluzione che potrebbe creare questo tipo di problematica. L’altro aspetto, secondo noi non irrilevante, è quello di privilegiare i disoccupati o gli inoccupati come diciamo. L’ultima cosa che voglio evidenziare, perché ho visto delle polemiche su questa cosa, che in realtà noi abbiamo ben specificato sia in commissione elettorale ma anche in un incontro con le minoranze, la proposta per quanto attiene i disoccupati o altri metodi è una cosa secondaria rispetto al principio fondamentale che attiene al fatto che non vogliamo che gli scrutatori siano direttamente nominati dalla politica. Questo è il tecnicismo, credo che il Segretario Comunale lo conosca bene, è fattibile, quindi si può fare. È semplicemente una volontà politica affinché la commissione elettorale abbia un pre-sistema che le possa consentire poi di fare la nomina secondo quanto prevede la norma. PRESIDENTE Iniziamo la discussione. La parola al Consigliere Montesu. CONSIGLIERE MONTESU La mia è una domanda, non è ancora l’intervento. Vorrei conoscere il parere del Segretario relativamente alla discussione di questa mozione perché indipendentemente da come la penso, potrei anche condividere certi aspetti che cita il Consigliere Lai, ma questo è il problema: c’è una legge, mi sembra la N. 270 del 2014, che dà delle direttive precise. Credo che la mozione per certi versi vada a modificare questa legge. So che è importante il Consiglio Comunale, ma credo che andare a modificare leggi dello Stato, anche se fatte da Berlusconi o dal periodo di Berlusconi, non sia competenza di questo Consiglio. Quindi vorrei chiedere il suo parere relativamente all’accettabilità di questa mozione. PRESIDENTE La parola al Segretario Generale. SEGRETARIO GENERALE A mio parere la mozione è ammissibile, in quanto sostanzialmente propone una a cura dell’I.D.N. S.n.c. 31 cornice interpretativa in relazione alla questione che ha sempre faticato non tanto i Consigli Comunali quanto le commissioni elettorali. Terrei però a precisare che, essendo la commissione elettorale una di quelle commissioni obbligatorie di cui ciascun Comune deve disporre, in virtù della previsione della legge nazionale proprio in relazione alla legge elettorale, poi può essere modificata secondo i procedimenti normativi; ciascun Comune deve avere un organismo che presiede proprio alle operazioni elettorali, in relazione a quegli adempimenti obbligatori che devono essere posti in essere, tra i quali appunto la nomina degli scrutatori. Tenendo conto di questo, che si tratta di commissione il cui funzionamento è previsto da legge ordinaria e le cui funzioni rispondono a un’esigenza che afferisce a quelle che sono le competenze esclusive dello Stato sulla materia, che sono le competenze in materia di legge elettorale. Vi ricordo anche che l’ultima riforma della Costituzione al Titolo V, in particolare la riforma Renzi/Boschi, tra le materie che sono sottratte al nuovo bicameralismo, che è quello differenziato, c’è appunto la legge elettorale, che continua ad essere una materia che deve essere di competenza sia della Camera che del nuovo Senato delle Autonomie. Questo a dimostrare che lo Stato mantiene un presidio normativo su questa tematica. Quindi io dico che la mozione può essere discussa, non c’è un motivo di inaccettabilità, di inammissibilità, almeno non lo rilevo personalmente, quindi a mio modesto parere la mozione è ammissibile – questo è il senso della domanda del Consigliere Montesu – e si può discutere. L’unica cosa ho una perplessità sul fatto che la mozione del Consiglio Comunale possa impegnare sic et simpliciter la commissione elettorale. La commissione elettorale poi è sovrana nel prendere atto di questa moralsuasion o di questa proposta, anche perché ciascun componente della commissione elettorale non ha un vincolo di mandato nei confronti di nessuno, risponde secondo coscienza a quelle che sono le sollecitazioni della sua coscienza sulla materia. Posso dirvi con certezza che metodi similari a questo sono stati adottati anche prima che vi fosse la modifica della modifica, perché prima si procedeva con nomina, poi si è introdotto il sorteggio e poi di nuovo la nomina. In alcuni enti si sono prescelti dei metodi mediati per così dire, però è una competenza stricto sensu della commissione elettorale, che vi ricordo essere una a cura dell’I.D.N. S.n.c. 32 commissione presidiata da legge ordinaria dello Stato. Non è vincolante per la commissione e non è vincolante ancor meno per i componenti della commissione, assolutamente. Non può essere vincolante. La potete approvare o non approvare, però anche se l’approvate all’unanimità… Faccio un esempio banale: mancano tre o quattro Consiglieri; i quattro Consiglieri assenti sicuramente non si esprimono su questa mozione, quindi non sarebbero neanche tenuti a tener fede al loro impegno politico, nel senso che se lei votasse a favore di questa mozione e se fosse componente della commissione elettorale, al limite qualcuno potrebbe dirle: attieniti, hai assunto un impegno morale. Ma non è così, perché lei da componente della commissione elettorale deve rispettare la norma. Ma se la commissione elettorale decidesse di adottare un criterio mediato, e questo è un criterio mediato, lo può fare, ma non è vincolante. PRESIDENTE Era un chiarimento, ha la possibilità di intervenire. La parola alla Consigliera Brau. CONSIGLIERA BRAU Buongiorno Presidente, signor Sindaco, Assessori, Consiglieri e gentile pubblico. Il Consigliere Lai presenta una mozione proponendo di demandare ad altri la selezione degli scrutatori, adoperando il criterio di dare priorità all’interno dell’albo alle persone disoccupate o con basso reddito, tramite domanda autocertificata presentata da chi interessato ad essere scrutatore di seggio. La Legge dell’8 marzo 1989 N. 95 prevede la nomina degli scrutatori da parte della commissione elettorale, scegliendoli tra i nominativi presenti nell’albo degli scrutatori. A mio parere si sta valutando il compito di scrutatore soltanto sotto l’aspetto economico. Il problema è ben più articolato. Uno scrutatore deve avere la capacità operativa ed intellettuale di espletare il compito delicato assegnato all’interessato nel rispetto della volontà popolare. È giusto che le forze politiche procedano alla nomina degli scrutatori affinché tutti siano rappresentati nei vari seggi e possano svolgere il compito di scrutatore e contemporaneamente di attenti osservatori dell’operato degli altri, affinché vi sia la garanzia della correttezza dell’operazione di scrutinio. Vorrei precisare che il Movimento 5 Stelle è comunque libero di procedere alla a cura dell’I.D.N. S.n.c. 33 scelta dei suoi scrutatori con il criterio che meglio crede, non c’è nessuna legge che gli vieta ciò, anche tramite sorteggio tra disoccupati, che non garantirà comunque il criterio dell’alternanza. Detto questo mi permetto di suggerire che prima di portare certe mozioni in Consiglio bisognerebbe farsi una domanda su cosa realmente si vuole ottenere, onde evitare di essere poco credibili come già accaduto con l’emendamento firmato da tutti i Consiglieri dell’opposizione sulla rinuncia al gettone di presenza, di cui poi solo due di loro su nove hanno realmente rinunciato. Una buona media. Quindi, se vuole essere coerente con le sue richieste oggi, oltre a presentare le dimissioni alla commissione elettorale, può presentare anche la rinuncia ai gettoni di presenza. Forse così inizierà ad esserci un po’ più di trasparenza e correttezza. PRESIDENTE La parola al Consigliere Siotto Graziano. CONSIGLIERE SIOTTO G. Grazie Presidente, io volutamente ho atteso l’illustrazione della mozione odierna perché credo di mostrare attenzione anche a quegli stimoli intelligenti, critici che possano essere tali ed arrivare dall’opposizione. Ho voluto utilizzare volutamente il termine “possono essere” in quanto a mio avviso in questo momento della discussione, della presentazione della mozione sono mancati quegli elementi che possono portare a definire tale mozione critica e intelligente. Il primo elemento mancante è proprio l’assenza di una tesi chiara. Non ho ben capito infatti, perché non è stato detto e non è riportato nella mozione, quale sia la tesi del proponente di questa mozione e del gruppo da questi rappresentato. Non ho capito, perché non è stato detto e non è stato scritto nella mozione, se dalla nomina degli scrutatori derivi o possa derivare un sistema di potere clientelare potenziale o esistente. Ma questo non lo devo dire io, lo dovrebbe dire chi propone la tesi. Secondo elemento mancante è la presentazione di dati chiari e certi, ovvero quei dati a supporto di una tesi, che a questo punto è totalmente inesistente perché non è stata detta alcuna tesi. Quando parlo di dati mi riferisco ad un’analisi anche puntuale, certa e verificabile da tutti su quelle che sono le nomine fatte a questo referendum, quello del a cura dell’I.D.N. S.n.c. 34 17 aprile. Io ho voluto approfondire nel dettaglio quella che era una diceria, cioè che i nominati a scrutatori fossero sempre gli stessi. Volevo smentire coi dati tale diceria e sono andato appunto a verificarmeli, cosa che purtroppo non è stata fatta da chi propone la mozione odierna. Ho preso l’elenco dei nominati scrutatori di seggio 2015 e l’elenco dei nominati scrutatori di seggio a quella che è stata la tornata per le europee 2014. Una piccola finestra di analisi appunto sulle nomine fatte dai precedenti Consigli Comunali, precedenti al nostro insediamento. I dati ci dicono che su 188 nominati totali, alle amministrative 2015 ben 78 erano già stati nominati anche alle europee 2014. Quindi una percentuale di stessi nominati dallo stesso Consiglio Comunale pari al 42%. I “nuovi nominati” rispetto alle precedenti europee 2014 erano 110, quindi pari al 58%. Questo è un primo dato che mi sarei aspettato fosse presentato in questa sede. Ma così non è stato fatto. Il secondo dato l’ho ottenuto allargando lo spettro di analisi a quella che è stata la tornata di qualche giorno fa per il referendum 2016. Cosa ci dicono i dati? I dati ci dicono che su un totale di 143 nominati da questo Consiglio Comunale, che è stato largamente anche se non totalmente rinnovato, i nuovi nominati sono pari all’80% rispetto ai già nominati, che sono un totale di 29 su 143, che erano già stati nominati nella tornata 2014 per N. 16 e nel triennio 2014, 2015 e 2016 13 persone già nominate. Per entrare nel merito dell’inutile mozione senza tesi, si sta partendo da un assunto assolutamente e volutamente ingannevole, politicamente ingannevole: cioè rapportare la nomina di scrutatore allo stato di disoccupazione o di persone con basso reddito. Io vorrei capire il perché viene fatto questo. Cioè si vuole far passare forse il messaggio che la nomina a scrutatore sia un lavoro. Cioè noi abbiamo, sta dicendo qualcuno implicitamente, il potere di dare lavoro ad altri e in questo agitando le pance della disoccupazione e della crisi dilagante in città. Si vuole dire che noi Consiglieri abbiamo il potere di dare la manna dal cielo quando va bene una o due volte l’anno, quest’anno è un caso eccezionale perché probabilmente ci sarà il secondo referendum a ottobre, considerando manna dal cielo a cura dell’I.D.N. S.n.c. 35 100 euro circa a disoccupati. Io questo potere non ce l’ho, non lo voglio e non intendo averlo. Se lo tenga chi pensa di averlo e chi propaganda di averlo e di darlo ai cittadini nuoresi disoccupati o a basso reddito. Io questa responsabilità non me l’assumo, perché si sta dicendo di dare una concessione personale. Ancora: nel proporre il criterio della disoccupazione si afferma che la stessa debba essere autocertificata. Ora si capisce subito che la proposta così come enunciata è assolutamente da rigettare. Cioè chi ci assicura che quelle autocertificazioni siano reali e corrispondano ad una situazione inoccupazionale realmente esistente. Sono oltre 3.000, perché questo non viene detto, gli iscritti all’albo degli scrutatori di questo Comune. Se anche la metà di loro, quindi 1.500, presentasse quest’autocertificazione, posto che non è verificabile se sia o meno mendace, andranno a sorteggio i disoccupati reali con quelli falsi? Andrà a sorteggio tanto il disoccupato che non cerca lavoro, perché ha magari un nucleo familiare che si occupa di lui, quanto uno che è solo e senza alcun intervento sociale? Mi pare un metodo un pochino campato per aria. Quale altro metodo potrebbe essere valido? L’ISEE? Cioè noi ogni anno chiediamo ad oltre 3.000 nuoresi iscritti all’albo degli scrutatori di presentare l’ISEE in commissione elettorale. La commissione elettorale poi dovrà fare una graduatoria, verificare se sia o meno mendace l’autocertificazione proposta dal proponente e a parità di punteggio poi per reddito quale criterio dovremmo adottare? Perché anche questo non è stato proposto. Inoltre chi ci dà la certezza matematica che rimestando per sorteggio sempre gli stessi bigliettini, perché i numeri sono quelli, anche gli stessi proponenti la mozione odierna non nominino persone già nominate in passato, se vogliamo puntare – spero tutti – al principio condivisibile di turnazione tra gli scrutatori. Io questa certezza non ce l’ho e neanche loro possono averla. Anzi, com’è dimostrabile chi oggi propone metodi campati per aria ha pubblicamente nominato, previo sorteggio, cinque nominativi. Due di questi avevano già fatto il ruolo di scrutatore, quindi una percentuale che equivale al 40% di già nominati. Cioè hanno raddoppiato, rispetto al Consiglio tutto che ha nominato il 20%, dimezzando le precedenti percentuali, loro si sono attestati giocando appunto al a cura dell’I.D.N. S.n.c. 36 gioco dei duri e puri. Un flop a cinque stelle. L’unica vera certezza che ho è che dei miei cinque nominativi nessuno aveva mai svolto il ruolo nelle annate precedenti. Nel 2015 il 42% dei nominati era già stato nominato nel 2014; nel 2016 quella percentuale questo Consiglio l’ha abbassata al 20%, dimezzandola e portando l’80% dei nuovi nominati. E questo senza alcuna mozione. Come avrete capito dall’intervento ho prestato davvero molta attenzione alla mozione odierna, perché ho seriamente intenzione di trovare un metodo valido e alternativo che possa quantomeno garantire il principio di turnazione, che lo ritengo sacrosanto e condivisibile. Purtroppo l’assenza di una tesi, la mancata verifica di dati oggettivi e la loro mancata presentazione a questo Consiglio Comunale sovrano e l’assenza di metodi e di criteri quanto più oggettivi, sicuri possibili mi impongono di rigettare la mozione odierna. Se la prossima volta, prima delle sparate sui media, anche legittime, si porterà una tesi chiara e pubblica dei dati a supporto della stessa e una proposta valida e certa io la analizzerò, la discuterò e la voterò di conseguenza. Per oggi, come dice Mara Maionchi: per me è no. PRESIDENTE Grazie Consigliere Siotto, anche per la bellissima citazione. La parola al Consigliere Siotto Michele. CONSIGLIERE SIOTTO M. Buongiorno a tutti, colleghi Consiglieri, signor Sindaco, gentile pubblico. Faccio parte di quella commissione elettorale e questo problema ce lo siamo posti anche in commissione. In realtà quello che è emerso, a parte l’opinione del Consigliere Lai, è che ognuno di noi si prende la responsabilità delle scelte che fa. Questo anche supportato da quello che ci consentono le leggi. A meno che il Consigliere Lai abbia documentazione che attesta il fatto che qualcuno di noi lo fa in cambio di un voto, credo molto nella buona fede di ognuno di noi. Io le scelte che ho fatto come Graziano le ho fatte per conoscenza e non in cambio di voto o mi auguro che non mi votino perché gli ho fatto fare lo scrutatore. Spero di valere un po’ di più della nomina di scrutatore. Quindi mi auguro che chi ho a cura dell’I.D.N. S.n.c. 37 scelto come scrutatore non mi voti per quello, perché per me sarebbe anche umiliante. Fino a prova contraria credo nella buona fede di chi fa la nomina. Le mie nomine sono state fatte per conoscenza diretta, è vero, ma la conoscenza diretta mi ha permesso di stabilire prima di tutto la capacità di fare quello per cui è stato chiamato lo scrutatore, in secondo luogo il fatto che non fosse la stessa persona che l’ha fatto l’anno scorso o due anni fa. E poi a livello caratteriale sono comunque predisposto a fare delle scelte e a prendermi la responsabilità delle scelte che faccio. Mi dà fastidio che ogni volta che vengo chiamato a fare delle scelte devo dare questa cosa al caso. Cioè non sono favorevole a lasciare che sia il caso a fare le scelte al posto mio. Mi prendo e mi assumo le responsabilità ogni volta che le faccio. Se il Consigliere Lai non vuole assumersi la responsabilità delle scelte che fa può tranquillamente, nessuno glielo impedisce, continuare a fare ad estrazione. Fermo restando che poi le persone che escono dalle estrazioni siano veramente persone che, come dice lui, hanno bisogno di quei 100 euro per campare o che comunque rispettino la turnazione. E questo esperimento non gli ha dato ragione almeno da questo punto di vista. Com’è chiaro, anche all’interno della commissione io continuerò a dare valore, finché la legge ce lo permette naturalmente, alle nomine dirette. PRESIDENTE La parola al Consigliere Montesu. CONSIGLIERE MONTESU Ho preso atto della risposta del Segretario Generale. Bisogna prendere atto anche che stiamo dibattendo e deliberando su una cosa che già era libera e che già era ben definita e ben catalogata. Cioè tutta questa nostra discussione è aria fritta e stiamo perdendo tempo prezioso per poter dibattere e definire cose che purtroppo non sono definite. Credo che nella mozione del Consigliere Lai ci siano degli spunti e delle considerazioni di cui va tenuto conto. Io personalmente ne tengo conto, quando faccio delle valutazioni e faccio un nome da nominare all’interno degli scrutatori, ho una grande considerazione di questo Consiglio e credo che tutti quanti abbiano fatto le stesse considerazioni, di valutare sia il lato professionale ma anche quello economico se vogliamo; stiamo a cura dell’I.D.N. S.n.c. 38 parlando di caramelle per bambini, non stiamo parlando di chissà cosa. Ho un grande rispetto di tutti i miei colleghi e credo che tutti quanti, e ho potuto vederlo, si sono mossi con quest’ottica, tant’è che sono stati rispettosi del ricambio, forse più di qualcun altro che questo lo chiede, come certi numeri che sono venuti fuori hanno dimostrato, e sono stati rispettosi anche delle capacità. Quindi credo che tutto sommato l’unico non rispetto che c’è stato è impegnare il Consiglio in una discussione di cui si poteva fare anche a meno. Cosa vogliamo chiedere agli scrutatori? L’ISEE? Vogliamo nominare una commissione per esaminare le dichiarazioni degli scrutatori? Ma è questa l’idea che avete del Paese? Cioè invece di alleggerire e semplificare, qui fra poco per andare in bagno dovremo presentare l’ISEE secondo voi. CONSIGLIERE LAI Un po’ di rispetto. PRESIDENTE Consigliere Montesu, rimaniamo nell’argomento. CONSIGLIERE MONTESU Il rispetto è massimo. Fammi parlare se no ti rispetto davvero. PRESIDENTE Concluda Consigliere Montesu. CONSIGLIERE MONTESU Io ti sto dicendo che qui siamo venuti, perché siamo anche persone grandi con una certa responsabilità nei confronti della cittadinanza, per parlare di cose serie ed esigiamo comportamenti seri da tutti quanti. Lei ha la responsabilità, Consigliere Lai, di aver impegnato questo Consiglio in una discussione inutile! CONSIGLIERE LAI Ne dice di fesserie, poi questa cosa… PRESIDENTE Non esagerate, basta. CONSIGLIERE MONTESU La persona che invoca il rispetto è questa? Stai zitto per favore, fammi parlare! PRESIDENTE Chiudiamo gli interventi. Basta Consigliere Montesu, sennò mi tocca anche a cura allontanarvi. Concludiamo. CONSIGLIERE LAI Non fare battute stupide. CONSIGLIERE MONTESU Le battute non sono stupide, ti sto riportando alla consistenza della tua mozione. Te l’ho detto in commissione, te l’ha detto in mille modi. Cosa volevi la caramellina? Ti è stata data. Bene. PRESIDENTE Se non ci sono altri interventi chiudo la discussione e apro le dichiarazioni di voto. La parola al Consigliere Saiu. CONSIGLIERE SAIU Nella mozione che è in discussione in questo momento da parte del Consiglio Comunale ritengo che ci siano elementi che vanno valutati positivamente e altri che vanno invece valutati negativamente. Quali sono quelli positivi? L’introduzione di alcuni criteri come quello per esempio della turnazione, che però non viene poi declinato fino in fondo, perché questa turnazione quanto deve valere? Un’elezione, due elezioni, dieci elezioni, un anno, cinque anni? Però il criterio in sé in via generalissima credo che sia condivisibile. Ovviamente non può essere l’unico, ciascuno di noi deve poi valutare la capacità di chi viene nominato, perché non possiamo neanche sottovalutare la delicatezza del compito a cui sono chiamati gli scrutatori, che è quello di garantire il rispetto del diritto più importante della democrazia, che è il diritto/dovere di voto. Il primo criterio che ciascuno di noi dovrebbe seguire dovrebbe essere proprio questo: cioè la scelta di persone capaci di garantire nel migliore dei modi possibile questo diritto, o l’esercizio corretto di questo diritto. Non concordo ovviamente sulla considerazione che la nomina degli scrutatori venga trattata alla stregua di ammortizzatore sociale. Il Comune deve preoccuparsi di mettere in pratica politiche per il lavoro, di trovare le risorse per garantire sviluppo alla nostra economia, ma non possiamo utilizzare la nomina degli scrutatori come un ammortizzatore sociale, perché non è così. Così come non sono d’accordo sulla fuga dalle responsabilità di ciascun Consigliere Comunale, a cui la legge – non è una scelta del Consiglio di Nuoro, della maggioranza o della minoranza – attribuisce la responsabilità attraverso un potere di nomina di scegliere la composizione dei seggi attraverso cui poi si svolgono le elezioni. E io non voglio fuggire da questa mia responsabilità. Non voglio negarla, non voglio assegnarla a un’estrazione anche se poi in realtà quella dell’estrazione è solo una possibilità residuale, perché nella stessa mozione la prima ipotesi è quella della nomina. È scritto nella mozione di nominare, l’estrazione è residuale. Quindi al netto della retorica sul tema io credo, anche alla luce di quello che poi ha detto il Segretario Generale, cioè che è una mozione che impegna nella misura in cui la volontà di ciascuno aderisce, non è vincolante. Allora io continuerò a utilizzare i criteri che ho utilizzato: quello della capacità, che ho voluto io da Consigliere Comunale, della persona da invitare come scrutatore, della (prima azione) certamente. È ovvio che a parità di qualità, a parità di turn-over, chiamiamolo così, certo che anch’io tra una persona con un reddito o una condizione economica florida e una persona invece che con una posizione economica più difficile, sono chiamato a scegliere, a parità di altri criteri, quello con una condizione (…). Ma è un criterio residuale, non è il primo. Il primo è la capacità che quella persona ha di garantire che le elezioni si svolgano correttamente e che la volontà degli elettori sia riportata nel migliore dei modi, anzi non nel migliore dei modi ma nell’unico modo possibile, cioè quello fissato dalla legge. Comunque dove ci sono elementi che ritengo siano da valutare positivamente, altri che ritengo essere da valutare negativamente e, alla luce di quanto dichiarato dal Segretario Generale, la mia dichiarazione di voto è (…) PRESIDENTE La parola al Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI Parto da quanto detto dal Segretario Comunale, che credo possa essere preso da tutti come riferimento neutro. Il Segretario Comunale ha detto che la normativa precedente, che prevedeva in realtà la rotazione o quanto prima che si faceva lo stesso sistema di ora, era già presente nei Consigli Comunali più o meno un sistema come quello proposto da noi. Quindi non si sta inventando nulla come qua si è cercato di ridicolizzare, nel senso che si è buttata la palla in calcio d’angolo per non rispondere invece a cura dell’I.D.N. S.n.c. 41 all’elemento che era ben chiaro quello politico, caro Siotto. Cioè la proposta del Movimento 5 Stelle era: non vogliamo che le nomine vengano fatte dai Consiglieri. Cosa c’è da capire su questo? È chiarissimo. Poi siccome è stato detto a tutti che prima altri sistemi sono stati usati anche con norme diverse e che molti Comuni in Italia lo fanno, la cosa non può essere qua fatta presente come che sia qualcosa di stralunato. È usato da tanti Consigli Comunali perché tanti Consigli Comunali hanno ritenuto politicamente che non dovesse essere il Consigliere Comunale a farsi la rotazione, non dovesse essere il Consiglio Comunale a stabilire se lo scrutatore fosse o no competente. Chi conosce questa normativa sa benissimo che il Presidente di seggio è la persona che viene stabilita per norma, tant’è vero che quelli sono nominati. Quindi c’è tutta una normativa che qui sicuramente non si conosce. Non si capisce bene perché qualche volta si dice che Gli scrutatori devono essere competenti e qualche volta si dice che li si fa a rotazione. Quindi la confusione non è nostra. La nostra votazione che è stata fatta ad estrazione è stata semplicemente figlia del fatto che, siccome in commissione non si era recepita questa costa, cinque persone andavano nominate e quindi era estemporanea. Anche questo lo si sta facendo passare per qualcosa di… La volontà politica del Movimento 5 Stelle è ben chiara: che non vengano nominati dai Consiglieri. Voi non la state accettando per questo motivo qua, al netto di tutte le altre considerazioni, perché questo tipo di sistema esiste in tantissimi Comuni italiani, esisteva con la normativa di adesso ed esisteva con la normativa che c’era prima. Quindi tutte le vostre considerazioni sono state elusive del tema principale: che gli scrutatori non siano nominati dai politici. Punto e basta. Voto a favore. PRESIDENTE La parola al Consigliere Siotto Graziano. CONSIGLIERE SIOTTO G. Faccio la dichiarazione di voto perché forse prima non si era capita l’intenzione di voto. Il Consigliere Lai dice: la nomina deve essere tolta ai Consiglieri. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 42 Ma lui nel fare i nomi cos’ha fatto? Non ha forse nominato? Perché non ha rinunciato a questo privilegio se lo considera tale? Se vuole che gli scrutatori vengano nominati dai tribunali, abiuri a quello che è il suo ruolo di Consigliere; si dimetta dalla commissione elettorale così come ha detto, poi dopo chiederò la sospensione di cinque minuti per dargli il tempo di attraversare l’andito, arrivare al protocollo e dimettersi dalla commissione elettorale. Il voto è assolutamente contrario. PRESIDENTE Non ci sono altre dichiarazioni di voto, dichiaro chiuse le dichiarazioni di voto. Pongo in votazione il punto due all’ordine del giorno. Votazione: respinto.

“Revoca del recesso della fondazione per la promozione degli studi universitari”

CONSIGLIERE LAI Sarò davvero breve perché mi pare che l’argomento sia stato sviscerato in ogni dove, quindi sarebbe una ripetizione. Semplicemente voglio ricordare il mio intervento all’inizio di questo Consiglio in cui mi ero lamentato del fatto che un argomento così serio andava discusso e sviscerato in opportune sedi. Come bene ha evidenziato il Consigliere Saiu, abbiamo utilizzato commissioni, a cura dell’I.D.N. S.n.c. 98 almeno due o tre se non ricordo male per quanto riguarda l’ex Tribu, forse un argomento del genere portato con urgenza dopo mesi di discussione sui giornali andava trattato e rispettato diversamente nelle commissioni. Intanto c’è stata anche una pregiudiziale del P.D. che comunque sia il Segretario stesso ha ritenuto valida e comunque supportata da elementi, anche se poi la discussione si è fatta, ma la discussione ha proprio evidenziato tutta la contraddizione in termini dell’argomento. Un’ultima cosa riguarda il fatto che non ho capito comunque alla fine di questa discussione da parte della maggioranza, mentre capisco il no alla fondazione non ho capito perché consorzio. La nostra posizione non può che quindi quella di astensione, per logica con quanto detto nell’interrogazione all’inizio.

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