Resoconto del Consiglio Comunale del 17/11/2015

Resoconto del Consiglio Comunale del 17/11/2015

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Resoconto CC 17.11.2015

Altra documentazione inerente questo Consiglio:

  1. Montesu Richiesta Istituzione commissione indagine conoscitiva
  2. Interr. Montesu_Muro via Deffenu 08.10.2015.
  3. Interr. Lai_Chiusura Archivio di stato a Nuoro
  4. Interr. PD_Criteri di contribuzione al costo mense scolastiche
  5. Del Debito FB Espropriazione 90_2015
  6. Del Debito FB Espropriazione 11709_2015
  7. Del Debito FB LLPP 149_2015
  8. Del Debito FB LLPP 174_2014
  9. Del Debito FB Sinistro 55_2015
  10. Del Debito FB Sinistro 290_2014
  11. Del Debito FB Sinistro 337_2015
  12. Del Debito FB Sinistro 362_2015
  13. Delibera Fabbricati erroneamente censiti
  14. Riconoscimento DFB Corte appello 468-14 espropriazioni
  15. Relazione Revisori Debiti FB
  16. ODG Motorizzazione

Intervento del consigliere Lai (M5S)

CONSIGLIERE LAI Buonasera a tutti, saluto anch’io il nuovo Segretario Comunale. Chiusura Archivio di Stato. Per introdurre il problema in questione è giusto far parlare chi da tanto tempo se ne occupa e sta portando avanti una battaglia, per fortuna non da solo, di cui tutte le istituzioni nuoresi dovrebbero farsi carico e intervenire. Tra la documentazione è stata allegata anche la lettera inviata al Ministero dei beni delle attività culturali Dario Franceschini, con le numerose firme dei cittadini nuoresi e non solo, che chiedono la riapertura dell’Archivio di Stato. Richiamiamo quindi l’attenzione in questo sul ricercatore Salvatore Mureddu, appassionato e studioso della storia nuorese, di cui riportiamo una parte del comunicato stampa che è stato pubblicato anche su un giornale locale. “Ipotesi di chiusura dell’Archivio di Stato di Nuoro. Prendiamo atto che la notizia apparsa alcuni giorni fa su La Nuova Sardegna in cronaca di Nuoro sull’ipotesi di chiusura dell’Archivio di Stato della nostra città, seguita dall’acuta osservazione della professoressa Eugenia Tognotti sullo stesso quotidiano ed altri interventi sullo stesso argomento, hanno sollevato un problema annoso che riguarda la fruizione di un servizio indispensabile per la nostra cultura. La ricchezza e il benessere di un territorio si misura con vari parametri, tutti utili a delineare e far emergere le caratteristiche che ne connotano la vivibilità e la propensione ad affrontare il futuro in maniera accettabile per chi ci vive e per chi verrà dopo di noi. L’Archivio di Stato costituisce, assieme ad altri che ruotano nella sfera culturale della Provincia, una struttura essenziale che tutti, coscientemente o no, desideriamo sia a portata della nostra sfera di interessi, anche se usiamo il suo servizio neanche una volta nella nostra vita. E’ ancora vivo il ricordo dell’alluvione che qualche anno travolse la città di Aulla in Toscana, allorquando la melma invase la sede del Comune. In quei frangenti tutta la popolazione si precipitò a salvare e ripulire tutto il materiale dell’archivio; consapevole o meno, chi si prodigò tenacemente in quest’opera, forse non aveva mai messo piede né consultato alcun carteggio di quell’archivio. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 14 Possiamo definire questa meritoria azione un atto di istintiva conservazione della propria memoria storica”. Quest’articolo era stato preceduto da una comunicazione del direttore generale dei beni e delle attività culturali e tra l’altro era inviato al Segretario Regionale per la Sardegna. Si legge in questa comunicazione: “Si evidenzia nuovamente la necessità e l’urgenza di individuare ogni possibile soluzione volta a garantire il regolare andamento del servizio pubblico dell’Archivio di Stato di Nuoro, al momento assicurato con grande difficoltà, atteso che presso quell’istituto non presta servizio alcun dipendente di ruolo, tranne il direttore ad interim, che deve tra l’altro curare le complesse incombenze di ordine amministrativo”. Tutto questo allarmismo era dovuto al fatto che dal 20 luglio 2015 la Dottoressa Angela Orani, che è direttore ad interim dell’Archivio di Stato, aveva affisso un avviso di legge in cui si legge: “si comunica che a causa della grave situazione di carenza di organico dell’istituto la sala di studio resterà chiusa a decorrere dal 20 luglio fino a nuove comunicazioni”. Al giorno d’oggi siamo ancora in questa situazione. Si può ben capire il disappunto di chi da un giorno all’altro si ritrova senza più avere un servizio utile per la propria attività o solo come scopo di ricerca e conoscenza. Interessati dagli avvenimenti abbiamo contattato la dottoressa Orani, la quale gentilmente ci ha esposto le problematiche in parte su già esposte. Possiamo dire che, a seguito del decesso dell’unico custode dell’ente che operava per tre giorni la settimana, la direttrice non era più in condizione di garantire l’accesso al pubblico. Facciamo presente che tale restrizione era già stata preceduta da una precedente, perché in realtà dal 18 luglio 2014 era stato ridotto da 5 a 3 giorni, quindi c’è un progressivo e costante ridimensionamento della struttura. La dottoressa Orani ci informava di come era in corso, in espletamento un interpello per constatare se presso gli uffici del Ministero si trovava del personale disposto ad essere trasferito presso l’Archivio di Stato di Nuoro. Tale interpello andava a vuoto. La dottoressa specificava che erano state presentate in realtà anche richieste da altri enti pubblici, ma il Ministero non le ha prese in considerazione per non gravare i propri costi. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 15 Inoltre si era discusso in quell’occasione anche sull’opportunità di avere il supporto di un dipendente del museo dell’archivio nazionale con sede a Nuoro, soluzione momentanea che non avrebbe appesantito in questo caso l’organico del Ministero. PRESIDENTE Mancano 10 secondi Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI Allora arrivo alla fine. Praticamente quello che si chiede è questo, perché dall’indagine che abbiamo fatto abbiamo scoperto che in realtà al museo archeologico che c’è a Nuoro non è arrivata nessuna richiesta per poter spostare personale, sia pure momentaneamente. Di questo pare che in primis si debba e si possa occupare il Segretario Generale per la Regione Sardegna. Quindi chiediamo se sono state fatte delle iniziative in questo senso, per trovare immediatamente una soluzione per l’apertura almeno com’era prima. Evidenziamo anche il fatto anche il fatto che in realtà all’Archivio di Stato di Nuoro mancano ben otto unità, secondo quanto disposto dallo stesso Ministero. PRESIDENTE La parola al Sindaco. SINDACO Buongiorno a tutti, do anch’io il saluto di benvenuto più affettuoso nella nostra città al Segretario Generale dottor Antonino Puledda, e lo ringrazio per essersi messo nella disponibilità della nostra comunità per servirla e consentirci di raggiungere dei risultati amministrativi, non solo la Giunta e il Sindaco ma tutto il Consiglio Comunale e tutta l’Amministrazione, che restituiscano dignità al nostro capoluogo di Provincia sotto tutti i punti di vista. Quindi a nome dell’Amministrazione Comunale grazie per aver accettato questa sfida. Per quanto attiene l’interrogazione del Movimento 5 Stelle, ha pienamente ragione il Consigliere Lai e il Movimento 5 Stelle ad essere profondamente preoccupati per la situazione dell’Archivio di Stato. Nel periodo in cui i cittadini avevano indirizzato la lettera al Sindaco, il Sindaco e il vice Sindaco si sono recati per rendersi conto di persona all’Archivio di Stato, hanno parlato con la dottoressa Orani e hanno constatato – non così approfonditamente come informazioni così come ha fatto lei, ha fatto il Movimento 5 a cura dell’I.D.N. S.n.c. 16 Stelle – la situazione, nel senso che sull’esito nell’interpello e sul fatto che l’interpello non fosse giunto al museo archeologico nazionale noi questa cognizione ancora non ce l’avevamo. Io ho un appuntamento giovedì dal Presidente della Regione per fare delle pressioni proprio su questo argomento e su altri che attengono al tema della cultura in generale a Nuoro e della necessità di fare sostanzialmente pressione politica. Poi abbiamo ipotizzato, ma riferisco ciò che è solo a livello di ipotesi, l’utilizzo di uno schema che è offerto dal Testo Unico dei beni culturali, adesso non mi ricordo bene l’articolo ma mi pare sia l’Art. 112 del Testo Unico dei beni culturali, che consentirebbe mediante accordi interistituzionali, cioè tra istituzioni di ordine e grado diverse – Province, Comuni e Stato – anche di sopperire a queste carenze di organico, perché si andrebbe a condividere le risorse umane e finanziarie in relazione a determinati progetti. E’ chiaro che l’invito a tutti noi è a ritornare all’Archivio di Stato per renderci conto dell’importanza fondamentale che l’Archivio di Stato ha non per Nuoro ma per tutto il territorio provinciale per ricostruire quella che è la nostra memoria. Ecco, proprio in questa accezione di volontà da parte sostanzialmente del Comune e dell’ISRE è nata l’idea per rimediare al disinteresse del Governo Nazionale nei confronti del nostro Archivio di Stato, di ricorrere alle procedure e agli schemi di cui all’Art. 112 del Testo Unico dei beni culturali. Per cui sarà nostra cura battere i pugni sul tavolo nei confronti della Regione e nei confronti del Ministero perché si possa avere un’integrazione dell’organico che consenta un’apertura quotidiana secondo quelli che erano gli orari precedenti a questa fase in cui viviamo noi dell’Archivio di Stato. PRESIDENTE La parola al Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI Siccome la storia l’ho seguita attentamente, il problema è che loro non volevano, quando ci sono state anche richieste di mobilità, appesantire perché ragionavano per quello che era il loro Ministero. Quindi non so se quello che stai dicendo tu adesso, di spostare persone da altri enti, avviene a carico degli altri enti, perché loro mi dicevano che non volevano avere questo appesantimento. La mia indicazione è che avendo parlato io, non ho avuto tempo perché mi sono dilungato in prefazione, con il dottor Antonio Sanciu, che è direttore del museo a cura dell’I.D.N. S.n.c. 17 archeologico nazionale, ho scoperto che a lui non è arrivata alcuna richiesta. Cioè lui dice: io di gente non ne do, ma se mi chiama un mio superiore… che in questo caso è il Segretario Generale del Ministero per la Regione Sardegna. Quindi questa è sicuramente una soluzione praticabile, poi quella che dici tu dovrebbe riguardare altri enti, ma per quello che so io il Ministero non li prenderebbe a carico loro. Questo è un po’ quello che io ho individuato parlando con la dottoressa Orani. SINDACO Se facessimo pressione nei confronti del Segretario Generale del Ministero a Cagliari di interloquire con il dottor Sanciu, che è il direttore del museo archeologico, si potrebbe arrivare alla soluzione, momentanea certo. Allora faremo così, grazie.

CONSIGLIERE LAI Son stati portati all’ordine del giorno nove debiti fuori bilancio. In realtà nella Conferenza dei Capigruppo si prevedeva di parlarne dopo 3 giorni e già questo in qualche maniera aveva fatto capire che oggi non c’era la volontà di approfondire questi temi. E se è vero che è il Consiglio che deve intervenire e analizzare le problematiche, pareva evidente che oggi è il momento giusto per analizzare i debiti fuori bilancio. Invece voi lo avete presentato e basta come atto dovuto, è vero che è atto dovuto, ma è vero che era questa l’occasione – come dice il Consigliere Montesu – anche per parlarne, quindi si aspettava da parte vostra un’analisi dei debiti. Adesso giustamente si è stabilito di metterli insieme, quindi il tempo di analizzare tutto non c’è. Io personalmente analizzerò solo il primo, quello più grosso, però per esempio per quanto riguarda i lavori c’è un problema che riguarda il controllo delle imprese; per quanto riguarda gli incidenti stradali c’è un problema di manutenzione delle strade. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 48 Cioè questi debiti non sono venuti da nulla, sono dei problemi che se analizziamo oggi servono per non ripetere, perché questo era il luogo. Quello che dice il Consigliere Montesu – se ne parlerà – secondo me invece era quello che doveva essere fatto oggi. Comunque, siccome il tempo è limitato, faccio una disamina della sentenza N. 468, spero velocemente. Il debito fuori bilancio in discussione è inerente una causa di espropri di un terreno destinato alla realizzazione della strada di collegamento alla caserma dei vigili del fuoco. Purtroppo, come già avvenuto tante altre volte precedentemente, spesso le procedure di esproprio hanno causato e causano debiti fuori bilancio che minano in modo significativo il bilancio del Comune di Nuoro. Dalla nuova Giunta ci aspettavamo, come dicevo, una disamina. Questo per avere un migliore funzionamento del Comune, per evitare una volta per tutte errate cause espropriative e anche per evitare che a pagare siano sempre i cittadini, perché quello che approviamo oggi va ad incidere su quelle che sono le tasse e i servizi dei cittadini. In anni passati si sono avuti grossi errori nelle procedure di esproprio causate da inesattezze procedurali, quale per esempio occupazioni di urgenza non completate con le procedure di esproprio vero e proprio. Questo infatti è un problema della causa di esproprio successiva a questa. E non solo si usava questo metodo scorretto. In realtà tutto cambia quando la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con una sentenza del 2006 ha affermato e sancito che l’indennità di esproprio deve essere pari a un giusto ristoro o al valore di mercato, se espropriazione illegittima. Risulterebbe invece che ci sono stati progettisti che ancora in anni non molto lontani hanno presentato dei progetti con dei costi di esproprio con cifre risibili, con la motivazione che tanto poi sarà il Tribunale a decidere sugli espropri. Sembrerebbe che addirittura fosse un dato sistemico questo, cioè metti basso, tanto poi si arriverà… Poi però purtroppo le sentenze sono arrivate. Questo è per esempio uno degli elementi che andrebbe verificato su queste cose. La questione del debito fuori bilancio analizzato oggi nasce da una procedura espropriativa portata a termine in maniera corretta, anche se il risarcimento proposto per l’esproprio non è il risultato congruo in quanto calcolato all’origine secondo un a cura dell’I.D.N. S.n.c. 49 criterio che veniva utilizzato prima della famosa sentenza del 2006. Infatti con un progetto definitivo l’area di esproprio veniva valutata 60 euro a metro quadro, che risulterebbe più o meno secondo i criteri precedenti che farebbero riferimento alla normativa del 92, quindi non secondo i nuovi criteri. Il valore di esproprio veniva quindi valutato in 397 mila circa. Tale valore veniva confermato dal decreto di esproprio del 2008. Come può notarsi però i dati di esecuzione dell’esproprio sono successivi alla data della sentenza della Corte Europea, per cui pare che la prassi di non considerare il giusto ristoro è stata attuata anche dopo questa sentenza. Questo è un primo elemento di valutazione e neanche da poco, se si vuole stare attenti. La ditta Gallisai infatti non accettava tale importo e si rivolgeva a un collegio arbitrale, che a maggioranza portava il valore a 190 euro a metro quadro e quindi si saliva a un valore complessivo di euro 1.260.000 circa. Il Comune di Nuoro non accettava tale valore e ricorreva alla Corte d’Appello. La Corte d’Appello di Cagliari in ultima analisi ha condannato il Comune di Nuoro a un’indennità di esproprio di euro 2.700.000 circa, cioè un valore circa di 410 euro a metro quadro. La valutazione finale del Tribunale quindi è stata 7 volte di più rispetto alla prima valutazione del Comune di Nuoro e più del doppio rispetto a quanto era stato accettato dai Gallisai in sede di arbitrato. Cioè bastava accettare quello che i Gallisai avevano proposto e avremmo già pagato meno della metà. Vediamo la disamina veloce per vedere anche gli aspetti tecnici della questione. Il terreno oggetto di esproprio è nel cosiddetto asse attrezzato. In questi terreni l’indice territoriale è elevato rispetto agli altri indici dei terreni vicini. Tale maggiore potenzialità edificatoria era giustificata in quanto nell’asse attrezzato si intendeva creare una zona periferica su cui far confluire i servizi vari dislocati nel centro della città, come per esempio Posta e Banche. Da non trascurare che il potenziale edificatorio delle aree adibite a infrastrutture, come per esempio le strade, viene riversato integralmente nei lotti edificabili, per cui l’indice fondiario di tali lotti sale a ben 5.2 metri cubi a metro quadro – quello che diceva il Consigliere Montesu. A vedere lo sviluppo dell’asse attrezzato in cui si stanno costruendo quasi esclusivamente attività commerciali, non pare che si stia seguendo quello che era a cura dell’I.D.N. S.n.c. 50 nella linea urbanistica e anche questo è un elemento significativo che dovreste valutare attentamente. Sta di fatto che terreni facenti parte di questo modulo hanno avuto un sensibile potenziale aumento di valore economico. Adesso voglio analizzare l’aspetto più politico, può essere discutibile ma secondo me è fondamentale per capire questo come tantissimi altri debiti. I terreni ricadenti nel piano particolareggiato di Badu ‘e Carros sono in massima parte di proprietà dei Gallisai e quelli dell’asse attrezzato sono riconducibili tutti alla medesima proprietà Gallisai. Questo pone in essere una considerazione di ordine generale che richiama la capacità della classe politica dirigenziale che ha governato la città di Nuoro. È innegabile infatti che complessivamente i terreni in questione hanno avuto e avranno un’enorme valorizzazione data la destinazione edificatoria, per cui sarebbe stata opera lungimirante trovare un accordo con i proprietari di quei terreni. Nel caso di specie si sarebbe dovuto procedere a un accordo e addivenire a una valutazione equa e ristoratrice dei terreni oggetto di esproprio, anche in considerazione che le strade realizzate dal Comune erano propedeutiche ai valori dei lotti edificatori. Cioè bastava dire a questa famiglia: “guarda che tutti i tuoi terreni periferici te li stiamo supervalorizzando”, probabilmente si sarebbe potuto anche dire con lungimiranza: “le strade te le puoi anche fare tu”, non solo di pagargliele come gliele stiamo pagando. Queste considerazioni trovano ancora più rilevanza per quanto riguarda l’asse attrezzato, i cui indici territoriali e fondiari sono assai maggiori ai terreni complessivi ricadenti nel piano particolareggiato. Siffatta mancata visione e capacità ha determinato un indebolimento della posizione del Comune di Nuoro laddove, non avendo fin dall’inizio attuato una visione unitaria, si è proceduto in maniera confusionaria, poco accorta e quindi penalizzante per l’Amministrazione ma soprattutto per i cittadini. Questo è quello che dovreste andare a ricercare. Questa incapacità di visione, forse questa capacità di porsi rispetto a posizioni forti, ha determinato in massima parte il risultato che oggi è davanti ai nostri occhi. Riprendo qua la disamina e in realtà la voglio accorciare perché la procedura l’ho già presentata a grosse linee. La realtà in sostanza è questa: la sentenza del 2006 non è stata tenuta in a cura dell’I.D.N. S.n.c. 51 nessuna considerazione benché atti espropriativi e di valutazione fossero successivi. I tecnici del Comune, quando hanno preso in mano la causa, facevano riferimento a valori di mercato che erano in quel periodo valevoli. Quindi c’è tutto un discorso di valutazione che secondo me alla fine tiene proprio conto di un pasticcio e cioè: se tu prendi queste cause una per una come noi le stiamo analizzando, il Tribunale non poteva che dare sistematicamente ragione ai proprietari. Questo è il grosso problema, che si è lasciato che queste cose nel tempo andassero avanti e adesso è il risultato di 20 anni di politica cattiva. Io direi proprio di incapacità tecnica, perché questo è il discorso grave, che qui siamo di fronte a forti incapacità. Bisognerebbe entrare troppo nello specifico della sentenza in cui il Comune di Nuoro o meglio gli avvocati portano avanti delle motivazioni che vengono totalmente disattese. Potrei dire questo per dare il senso di come questa causa è stata gestita in Tribunale. Il Comune è convinto che il valore sia quello di mercato e dice che c’erano dei terreni venduti con valutazioni simili. Questo è quello che risponde il giudice: “Gli atti di compravendita vengono richiamati dal perito del Comune nell’ambito di procedimenti di stima avanti al collegio dei tecnici precedente la causa, ma non prodotti in Tribunale neppure su specifico invito del CTU. Infatti il giudice afferma che deve escludersi l’adozione di un metodo di stima storico comparativo sulla base degli atti comprovanti diari vicini, in quanto gli atti di compravendita considerati dal consulente tecnico non sono prodotti né all’atto di citazione né successivamente”. E’ questo che avremmo dovuto analizzare oggi, se no di cosa parliamo oggi? Noi lo dovremmo approvare! Allora facciamo pagare sempre i cittadini. Queste cose non ce le diciamo qua, dovete dirle dove ce le dobbiamo dire. Siete voi che insistete sempre: “il Consiglio è il luogo principe” e qui ce la siamo letta. Noi l’abbiamo voluto sentire da voi infatti questa storia, non è che a me fa piacere parlare. Sono atti pubblici, questi, che andavano sviscerati secondo me perché la dobbiamo smettere di far pagare i cittadini. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 52 Fammelo dire brevemente, anche se poi mi rendo conto che diventa noiosa la cosa. Arriviamo alla conclusione velocemente, ripetiamo quanto detto prima: quasi 7 volte di più rispetto alla prima valutazione del Comune di Nuoro e più del doppio rispetto a quanto era stato accettato dai Gallisai in sede di arbitrato. Allora si pone una prima domanda, una prima considerazione: se il Comune di Nuoro era convinto delle proprie motivazioni, bene avrebbe potuto ricorrere in Cassazione; fatto 30 faccio 31! cosa mi costava a quel punto con tutto quello che devo pagare? Questo l’avremmo voluto sapere veramente oggi da voi. Un ulteriore danno da considerare è anche la tempistica del recepimento del debito fuori bilancio; la sentenza N. 468 che condanna al Comune è infatti del 21 novembre 2014, viene presentata 12 mesi dopo. Anche questo è motivo che dovrebbe essere opera di verifica da parte vostra. Sulle procedure espropriative è bene che la Giunta Soddu operi con determinazione verificando le cause in corso e adottando un attento controllo sulle cause precedenti. Atti concreti sono indispensabili per migliorare il funzionamento della macchina amministrativa, per evitare una volta per tutte che debbano adottarsi debiti fuori bilancio a causa di espropri errati e soprattutto per non far ricadere sempre e solo sui cittadini.

CONSIGLIERE LAI Gli ultimi interventi fatti dai Consiglieri di maggioranza sono andati esattamente nella direzione che avevo prospettato io. Il mio intervento era precedente e semplicemente ha fatto presente che secondo me la Giunta che portava i debiti fuori bilancio avrebbe dovuto analizzare maggiormente le deficienze perché, proprio per vedersi approvare o no, sarebbe stato giusto per una valutazione complessiva portare le deficienze. Tutto il mio intervento non è che facesse riferimento a responsabilità penali a quant’altro. Ci possono essere anche quelle nell’ambito di un’indagine accurata; ci sono responsabilità politiche e anche scelte politiche che fanno riferimento a determinate scelte fatte per esempio anche dagli avvocati messi, fatte dalla scelta politica etc. Io ho fatto riferimento a due o tre punti particolari di una visione politica per quanto riguardava il tutto e anche specificatamente sulle valutazioni fatte dall’ente su come procedere, su valutazione etc. Quindi era tutto lì il mio invito e chiaramente ponevo la condizione e la considerazione rispetto al vostro intervento. Quello dei Consiglieri invece a me sono andati benissimo perché bene o male i punti che hanno toccato sono stati i medesimi miei punti. Una risposta all’ultima Consigliera, Consigliera Musio: noi del Movimento stiamo cercando, anche disperatamente, lo sa anche il Presidente del Consiglio, di trovare un modus operandi che ci consenta di avere la documentazione più completa possibile e anche in tempo. Fino a adesso abbiamo sempre operato con la massima urgenza e abbiamo invitato il Presidente del Consiglio a darci tutti gli atti. Certo che vogliamo partecipare attivamente. Ho concluso, il mio giudizio chiaramente per tutte queste valutazioni sarà contrario. PRESIDENTE La parola al Consigliere Mont

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