Sanità sarda commissariata per incompetenza

Sanità sarda commissariata per incompetenza


asl

Comunicato stampa

Nuoro 22.12.2016

Gli avvenimenti di questo ultimo periodo sulla ASL di Nuoro, quali lo scandalo del  Project Financing e la collocazione della base dell’elisoccorso a Nuoro, sono la logica conseguenza di una gestione inefficiente e clientelare della sanità pubblica a Nuoro come nel resto della Sardegna.

Per quanto riguarda l’elisoccorso bisogna parlare di scelta vergognosa e insensata. Nuoro offriva garanzie su tutti i fronti: dal punto di vista logistico, avendo una collocazione al centro della Sardegna, ma anche dal punto di vista della struttura ospedaliera, infatti per reparti specialistici siamo strutturati meglio di Olbia ed Alghero. Rimane forte il sospetto che tra le altre cose la scelta sia indirizzata anche da logiche di privatizzazione della sanità, considerato che l’appalto previsto per 91 milioni di euro per il nuovo servizio di elisoccorso dovrebbe escludere i vigili del fuoco, ponendo quindi anche forti dubbi sulla convenienza economica. Sembra quasi una beffa a questo proposito che con la nuova legge di riforma sanitaria si sia previsto l’AREUS, l’azienda regionale per l’emergenza – urgenza, con sede a Nuoro.

Di certo non sfugge che la sanità rappresenta per la regione Sardegna la maggiore fetta di gestione di denaro pubblico per cui è lì che si concentrano in modo particolare gli appetiti, al contempo si deve ricordare come la sanità sarda si trascina da tempo un buco enorme, a conferma di una gestione inefficiente e clientelare, il Project è da questo punto di vista la prova evidente di sprechi ed approssimazioni.

Si deve ricordare che la sanità sarda è oramai commissariata da quando sono stati previsti i Piani di Rientro, introdotti dalla legge finanziaria del 2005 (articolo 1, comma 180, della legge 311/2004) che disponevano per le regioni in disavanzo, come la Sardegna, di procedere ad una ricognizione delle cause dello squilibrio economico e all’elaborazione di un programma operativo di riorganizzazione.

Ebbene da allora la Sardegna si ritrova in una situazione di “commissariamento permanente” da Roma causa incapacità ad operare un vero risanamento ed un vero efficientamento della sanità, infatti le verifiche fatte dai Tavoli tecnici nazionali hanno determinato una valutazione negativa. Ancora oggi siamo in questa situazione con il Piano di rientro, di riorganizzazione e di riqualificazione del servizio sanitario regionale 2016-2018, al fine di perseguire l’obiettivo generale di migliorare l’efficienza del SSR.

Questo commissariamento di fatto denota una incapacità di autogoverno della classe politica regionale con la conseguenza di sprechi economici e di cattivi servizi per i cittadini, aumentano i ticket e aumentano le liste di attesa. Clamorosa la denuncia di ben 558 giorni di attesa per fare una mammografia alla ASL di Nuoro, solo quando avremo dirigenti capaci a guidare la sanità la parola prevenzione tornerà ad avere un senso.

Ed allora si deve fare qualche considerazione del perché si è arrivati a questo stato di cose, cercare le cause principali di tale situazione, è sotto gli occhio di tutti che la sanità ha una ingerenza partitica eccessiva. Infatti uno dei motivi determinanti è certamente la gestione partitico – clientelare della sanità con la nomina dei vertici ASL secondo una logica di appartenenza politica invece che di efficienza e professionalità.

In particolare denunciamo le nomine avvenute per anni, ad ogni cambio di colore della giunta regionale, di direttori generali, sanitari, amministrativi ed a cascata in ogni angolo spartibile e spolpabile. Un esercito di dirigenti spesso incompetenti e inutili che hanno finito per determinare il commissariamento sopra descritto.

Eppure la normativa prevede che, come ribadito sempre dalla Corte costituzionale con le sue sentenze (per esempio ricordiamo la sentenza n. 104/2007), i Direttori generali delle Asl e gli altri dirigenti, sono qualificati figure tecnico-istituzionale con obbligo di perseguire dei risultati, secondo gli obiettivi gestionali e operativi definiti dal piano sanitario regionale, su indirizzi della Giunta regionale e non certo su ingerenza politica.

La Corte costituzionale ha sempre contestato la decadenza automatica dei direttori generali delle Asl, come conseguente della formazione del nuovo Consiglio regionale, in quanto tale cambio di colore politico non è un motivo direttamente collegabile al rapporto di ufficio e di lavoro del direttore generale, che invece deve essere valutato rispetto ai risultati aziendali o al raggiungimento degli obiettivi di tutela della salute e di funzionamento dei servizi.

In Sardegna questi principi non sono stati applicati, spesso inventandosi false riforme sanitarie al solo o primario scopo di cambiare i vertici sanitari con persone di propria fiducia. Questo ha spesso determinato anche la grottesca conseguenza che dirigenti nominati per appartenenza partitica una  volta rimossi, con la stessa logica, fanno cause per il reintegro, facendo forza sui principi costituzionali e normativi sopra detti, con la conseguenza di avere ulteriori sprechi di denaro pubblico.

Ed ora si cerca di risolvere lo stato disastroso con una ennesima nuova riforma sanitaria, con la previsione della Azienda per la Tutela della Salute (ATS) che nascerà il 1° gennaio 2017 dalla fusione per incorporazione delle sette Asl nell’azienda incorporante di Sassari, che sarà sede centrale dell’azienda. Al di sotto dell’Azienda per la Tutela della Salute ci saranno otto aziende socio sanitarie locali (ASSL), corrispondenti ai territori delle vecchie Asl, che verranno istituite sempre il 1 gennaio 2017.

Fulvio Moirano, nuovo direttore generale della Asl unica, gestirà tre miliardi di euro, la metà del bilancio sardo. Ricordiamo che prima aveva operato nella direzione generale della sanità in Piemonte a cui il Governo nazionale aveva imposto un severo Piano di Rientro. Di fatto la sanità piemontese era stata commissariata, esattamente come la sanità sarda da quando sono stati previsti i Piani di Rientro, introdotti dalla legge finanziaria del 2005.

Sembra quasi che i partiti commissariati non avendo il coraggio di operare di persona hanno chiamato un super manager da fuori per fare finalmente una riforma efficiente, sperando che ciò non voglia dire apportare nuove privatizzazioni, forse più utili agli appetiti dei partiti che ai cittadini.

In fondo la fase regionale attuale è molto vicina alla tragica situazione della ASL di Nuoro con il Project financing, in cui dopo decenni di assalto alla diligenza oggi nessuno vuole più la paternità del mostro creato.

nuovologopiccolo

Portavoce M5S Nuoro

Tore Lai

Precedente Disegno legge del M5S: Riqualificazione edilizia Successivo Università nuorese tra polemiche e mancanza di idee