Il Tesoro abbandona le Poste

Il Tesoro abbandona le Poste

Due passaggi successivi: alla Cdp il 35% del capitale, poi il 29,7% sarà collocato in Borsa

posteIl Tesoro abbandona Poste con due passaggi successivi: prima il conferimento a Cassa Depositi Prestiti del 35% del capitale di Poste e poi un nuovo collocamento del restante 29,7% del capitale. La prima operazione sarà fatta attraverso un aumento di capitale del valore di 2,9 miliardi riservato al Mef che vedrà così la sua quota in Cdp salire dall’attuale 80,1% a circa l’85% o poco meno, in modo da lasciare comunque alle fondazioni una quota di almeno il 15% consentendogli così di avere un presidio stabile in Cdp e lasciarla fuori dal perimetro della P.a. Il Cda di Cassa quindi ha convocato l’Assemblea degli azionisti per deliberare l’aumento di capitale. Il 35% di Poste passato a Cdp sarà assegnato alla gestione separata. Il Mef intende poi collocare sul mercato la quota di Poste di cui resta in possesso dopo l’operazione di conferimento a CDP, che sarà pari al 29,7% del capitale. «Il collocamento di questa quota avverrà secondo i criteri deliberati dal prossimo Consiglio dei Ministri. L’acquisizione da parte di Cdp di una quota significativa di Poste Italiane viene considerata strategica visto che Poste colloca per Cdp le sue emissioni di risparmio: i libretti di risparmio e i buoni fruttiferi postali. Tuttavia la governance di Poste non dovrebbe cambiare. Da parte del Mef intenzionato a collocare un borsa un’ulteriore tranche di Poste, il passaggio a Cdp, permetterebbe di non preoccupare il mercato e contemporaneamente mantenere ai prodotti di risparmio collocati da Poste la percezione di sicurezza che danno ai piccoli risparmiatori le emissioni pubbliche Con la decisione di oggi Poste ritorna nell’alveo di Cdp dopo sei anni infatti nel 2010 via Goito deteneva ancora il 35% della società oggi guidata da Francesco Caio prima di doverla conferire al Mef. Il passaggio a Cdp fa parte quindi di un’operazione più complessa che prevede il progressivo abbandono del Tesoro della società guidata da Caio. Dopo il conferimento di azioni a Cdp il restante capitale viene messo sul mercato con un nuovo collocamento. La privatizzazione di Poste è iniziata a fine 2015 con l’Ipo del 12 ottobre, quando il Tesoro ha ceduto al mercato il 34,7% del capitale (38,2% con la green shoe) della sua controllata al 100%, incassando più di 3 miliardi di euro. Ai valori attuali un nuovo collocamento potrebbe far incassare al Mef dai 2,5 ai 3 miliardi di euro.
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