Il “Texas poker holdem” in provincia è proibito

fonte : Telesardegna


Il “Texas poker holdem” in provincia è proibito

 

Le scommesse con slot machine e pc inserite nella lista nera dei giochi d’azzardo
La decisione del questore Paolo Fassari è già stata notificata ai vari comuni


TexasNUORO. Il gioco di carte “Texas Holdem Poker” è da oggi inserito nella lista dei giochi d’azzardo proibiti. La decisione è stata comunicata dal questore di Nuoro, Paolo Fassari, nell’ambito del piano per arginare il fenomeno della ludopatia: l’uso patologico di slot-machine o il coinvolgimento in attività di scommesse clandestine. Una tabella che, dagli uffici della Questura, è stata inviata all’attenzione delle amministrazione comunali che nel campo hanno la competenza di fissare orari e vigilare sul rispetto delle norme. Per i titolari di esercizi con postazione di gioco c’è l’obbligo giuridico di affiggere la tabella, in modo che sia noto quanto è consentito e soprattutto ciò che è vietato. Per chi non sarà ligio alla legge, multe sino a 50mila euro. L’intervento di Paolo Fassari arriva in contemporanea con la pubblicazione dei dati sul fenomeno del gioco d’azzardo. Cifre da record italiano, con in Sardegna il doppio di esercizi, comprese le sale da gioco, per numero di abitanti rispetto alla media nazionale: 586 solo in provincia che raddoppia la media nazionale portandolo da 272 a 551 e un rapporto di una slot machine ogni 11 abitanti. La pubblicazione rientra nelle previsioni del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza: divieto di «promuovere e organizzare tornei nell’ambito della provincia di Texas Holdem Poker». Ma non è tutto. I nuovi limiti si allargano quando il precetto dell’organo di polizia va a interessare i minori di 18 anni, per i quali c’è il divieto di «partecipare a giochi automatici ed elettronici, sia legati a scommesse, sia di mero intrattenimento a pagamento: le cosiddette “slot” e i giochi di abilità senza vincita di denaro». Proprio i minori sono l’elemento dell’attenzione specifica di Paolo Fassari, che evidenzia come l’isola abbia i numeri più alti dell’abbandono e della dispersione scolastica. Il gioco d’azzardo prospera anche in queste situazioni di sbandamento giovanile e allo stesso tempo ne diventa alla fine anche una delle cause, soprattutto quando dalla puntata sporadica, si passa a una costanza nel gioco. Sul merito dell’affondo da parte della questura nuorese, proprio nella parte riguardante i più piccoli, negli anni scorsi si è avuta la disciplina dell’ex ministro della Salute, Renato Balduzzi, Il suo decreto del 2012 ha previsto «il divieto di accesso ai minori nelle aree destinate al gioco con vincite in denaro. Un muro invalicabile, che sembra debba circoscrivere tra il Nuorese e l’Ogliastra hobby e vizi legati a slot-machine, video-lotterie. Ma anche a macchinette simili, spesso nelle sale a uso e consumo di ragazzini animati solo dalla voglia di superarsi nell’abilità di fare salire i numeri del tabellone elettronico, e solo per conquistare un gadget. Infatti, dentro i divieti a protezione dei minori di età anche «i locali ove sono installate apparecchiature attivabili con moneta metallica non superiore a un euro a partita, che distribuiscono premi di piccola oggettistica. Oppure quelli attivabili con moneta non superiore ai 50 centesimi, che non distribuiscono premi ma per i quali la durata della partita può variare in relazione all’abilità del giocatore»

Fonte: La Nuova Sardegna

 

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