Torino: buco da 3 miliardi

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Torino: buco da 3 miliardi


Il sindaco Appendino  ingaggia una società di revisione


Prima Roma con l’annunciato disastro ereditato dal PD delle partecipate e della raccolta rifiuti, e ora si scopre anche Torino. Il Movimento conquista le due grandi città dell’ultima tornata elettorale amministrativa ma scopre (se mai non si fosse capito) di avere in mano solo delle realtà piene di debiti dei predecessori e in particolare targate PD.

Anche Torino come Roma è un’autentica voragine di debiti.

Piero Fassino alla fine del suo mandato si era vantato di aver ridotto il debito della sua Torino dai 3,3 miliardi di Chiamparino (sempre PD) ai 2,9 circa della sua amministrazione. Naturalmente anche così Torino rimane da record nazionale rispetto alle entrate (300% di esposizione). Peccato si sia scoperto che le entrate siano state sovrastimate da Fassino e che nei conteggi non rientrino i debiti delle partecipate che il comune dovrà coprire. Il bilancio comunale inoltre è zeppo di “derivati”, pericolosi strumenti finanziari. (a proposito: e Nuoro?)

Per questo la sindaca Appendino ha deciso di rivolgersi a una società esterna per periziare la reale situazione finanziaria del comune ed avere così una situazione certificata, al riparo dalle solite negazioni del PD.

Avremo voluto che anche a Nuoro l’amministrazione Soddu avesse trovato il modo di certificare la realtà dei conti della città senza lasciare spazio ad interpretazioni e negamenti da chi li ha preceduti, in modo che conseguentemente chi avesse particolari responsabilità avesse pagato nelle sedi opportune.

Tornando a Torino è facile scoprire come è stato creato l’incredibile debito. Tutto si complica durante la gestione Chiamparino e le voci più importanti sono quelle legati alle opere infrastrutturali delle olimpiadi invernali. Una montagna di debiti che fa di Torino la città più indebitata di Italia.

Fa bene quindi Roma a tenersi lontano dalle prossime olimpiadi … ben più costose di quelle invernali di Torino.

 

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