Università, con i nuovi tagli chiuderanno due master

Università, con i nuovi tagli chiuderanno due master


Il Consorzio UniNuoro piange ancora per alcuni “scippi” del passato
Il commissario Mureddu: «Pesa ancora il ridimensionamento del 2014»

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Campagna di qualche tempo fa del M5S di Nuoro

Bastano 134mila euro in meno su un monte di oltre 2 milioni e 700mila per riaprire la discussione se l’università della Sardegna centrale è tra i pensieri o no dell’amministrazione regionale. La risposta è negativa, chiaro. L’hanno detto il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, e il consigliere dell’opposizione consiliare Tore Lai, esponente del movimento Cinquestelle. Il commissario del Consorzio a capo dell’istituzione accademica, Fabrizio Mureddu, ha già parlato di probabili disagi, soprattutto nelle nuove azioni per l’internazionalizzazione della sede di Nuoro, che ha stipulato accordi con atenei di Libano, Corsica e Brasile, per assegnare un doppio valore alla laurea nuorese. Fastidio e disappunto sfociati dopo la delibera pre-natalizia della giunta Pigliaru, che ha ripartito tra le sedi decentrate cinque milioni e 900mila. Nuoro è il presidio con più risorse: 2 milioni 578mila euro. Oristano, la sede con una struttura di corsi e master simile a quella nuorese, segue a ruota con 2 milioni e 200mila euro. Se Nuoro piange e grida allo scippo di mamma-Regione lo fa però con il pensiero rivolto agli anni passati, ancora prima che al presente. Il commissario Mureddu: «Nel bilancio del Consorzio pesa ancora il taglio di 800mila euro del 2014, quando il contributo non ha raggiunto i due milioni di euro. La conseguenza è stata la riduzione del personale e il rinvio di alcuni progetti. I corsi tuttavia sono stati garantiti e si è riusciti ad andare avanti. La nuova decurtazione, anche se ridotta, crea dunque più difficoltà di quelle che si possano immaginare». Un “alt” appena usciti dal tunnel, è l’immagine del dirigente del consorzio. Per fornire la prova porta i dati: la scadenza di ottobre si è chiusa con una crescita del 30 per cento di immatricolazioni rispetto al 2015. Grazie anche all’aumento da 30 a 50 (su 150 complessivi) dei posti del laurea triennale in Infermieristica, decentrata a Nuoro dalla facoltà di Medicina e Chirurgia di Cagliari. Più iscritti anche in Scienze forestali e ambientali e nel corso in Servizi giuridici del dipartimento di Giurisprudenza di Sassari. Una base di indirizzi e formazione accademica completata dai master, destinati ad aggiungere il corso post-laurea in progettazione europea. Nuova apertura ora con qualche certezza in meno, almeno sui tempi. Anche se in via Salaris si vuole fare prevalere l’ottimismo sostenuto dalla stessa abitudine a confrontarsi con i chiari di luna delle scelte regionali, che in questo caso vanno a pesare sui fondi. Fabrizio Mureddu, torna al principio della valutazione sull’esito del riparto della giunta guidata da Francesco Pigliaru: «I fondi sottratti nel 2014 oggi avrebbero permesso di dare ancora più forza e qualità alla nostra attività. Ci sono state diverse assicurazioni per un loro recupero, ma alla fine sono finite nel dimenticatoio, come conferma il taglio della delibera di venerdì scorso. L’altra nota dolente, anch’essa vecchia, è il fatto di non avere certezze e cifre se non alla fine dell’anno, quando si è fatta non solo la programmazione ma anche buona parte della didattica». La speranza non muore e dunque anche quella specifica del consorzio di via Salaris, per un aggiunta di danari in corso d’opera. L’anno che verrà è quello dei gemellaggi con gli atenei stranieri, con scambi di formazione accademica all’estero tra studenti del luogo e forestieri, che verranno a Nuoro. Il primo è con l’università del Libano e riguarda il corso di Scienze forestali e ambientali. «Una sede con 70mila iscritti e lezioni in 4 lingue diverse. Alla fine vi è il conseguimento di una laurea valida in Italia e in Libano», precisa Mureddu. Stessa operazione (questa volta nell’ambito del dipartimento di Giurisprudenza) con l’ateneo corsicano di Corte e con San Paolo del Brasile. Si parte nel 2017. Mentre sono una realtà da anni le attività dell’Erasmus, che porta i ragazzi dell’università barbaricina in altre terre e città del mondo. Parentesi di studio dai sei ai nove mesi, alle quali oggi si può aggiungere il programma Ulisse, della durata di 3 mesi. Corsi appannaggio per i più meritevoli: «In questo caso la Regione non lesina finanze», sottolinea e chiude Fabrizio Mureddu, quasi a dimenticare per un momento la quotidianità delle gestione, quando possono mancare i soldi anche per i servizi primari.

Fonte : La Nuova Sardegna

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